I luoghi dello shopping: in laguna, in cerca di spazio

Progetto senza titolo
Tanto lo sapete che a Venezia c’è l’acqua, no?

Si sa che più si hanno i posti vicini, più si rimanda a visitarli. Ma sì, tanto è qui, ci vado quando voglio. Abito a pochi chilometri di distanza da una delle mete più gettonate del turismo mondiale, Venezia, ed erano almeno sei mesi che non ci mettevo piede. Certo, è una città, in certi periodi, completamente invivibile per la massa di persone che intasano le vene e le arterie di pietra e d’acqua; scegliere volontariamente di andarci nei mesi primaverili ed estivi della Biennale è un suicidio. Il Carnevale è uno dei miei peggiori incubi. Ho fatto Capodanno una volta sola e ho giurato a me stessa che non sarebbe mai più successo. Il Redentore mi ha tolto il fiato e fatto sperimentare un attacco di demofobia come mai prima di allora.

Sì, mettendola giù così, non restano così tante finestre temporali in cui passeggiare.

Eppure Venezia è uno dei grandi amori della mia vita; c’è stato un periodo, quando lavoravo in laguna, in cui ho seriamente pensato di trasferirmici. La cosa non si è mai concretizzata, ma, nel corso degli anni, ho individuato alcuni periodi in cui andare e godermi con calma la città. Le prime due settimane di gennaio fanno al caso mio.  Passata la buriana delle feste natalizie, appena prima del bailamme del Carnevale la città è un po’ più silenziosa e tranquilla.

Tutto questo spiegone babilonese (cit.) per introdurre il fatto che finalmente sono riuscita ad andare a curiosare in una libreria che seguo da tempo solo sui social: la libreria Marco Polo.

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Campo Santa Margherita è uno dei punti di ritrovo per aperitivi e spritz della città lagunare e in un angolo, appena passata la Bifora (e se non siete mai andati lì a bere la consiglio), al numero 2899 si trova la libreria, aperta nell’autunno del 2015. Una delle tante caratteristiche di Venezia è la mancanza di spazio: calli e ponti stretti, ingenti masse di persone rendono difficile ritagliarsi il proprio spazio vitale. Entrando alla Marco Polo questa sensazione scompare. La libreria, di per sé, è piuttosto grande: occupa tre locali spaziosi (per Venezia, ma anche in generale), ma il bello è che il visitatore- lettore ha la possibilità di muoversi liberamente. Non ci sono “corridoi” obbligati, scaffali centrali ad intralciare il cammino, nessun percorso che porta ai titoli del momento.IMG_5064

Narrativa nella prima sala, arte e viaggi nella seconda, graphic novel e illustrazione in quella finale, il lettore può camminare senza rischiare di rovesciare pile di volumi. Anche se è sempre molto frequentata, e io sono andata il 2 gennaio, si può girare senza doversi fare piccoli e osservando con calma gli scaffali. Va da sé che le case editrici e i volumi selezionati sono una chicca dietro l’altra. Il sito ha un buon “muro” che rende l’idea di cosa potrete trovare.

In partenza, a brevissimo, anche dei corsi di scrittura creativa (che raccomando per esperienza diretta con i docenti) e di fotografia. Se ci sono veneziani in lettura che stavano cercando, qui trovate tutte le informazioni

Copia di Ex Novo

Sui social, la Marco Polo è conosciuta per le sue famose “panche rosse”. Due panche lignee di un bel rosso brillante, originarie delle montagne di Sappada, fanno da sfondo alle foto del mondo digitale. Non ho resistito, sono andata lì anche per conoscere le famose panche e per trovare il mio primo Nobel del 2018. Date un’occhiata alla loro pagina Instagram e capirete cosa intendo quando dico che le panche sono ormai celebri.

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Non ho resistito! Era una vita che volevo fare una foto tutta rossa 😀

C’è una Marco Polo anche in Giudecca e mi riservo di visitarla più avanti. Lì ci sono cugine più piccole delle panche rosse, ma dalle foto che ho recuperato, l’affaccio sul canale sembra spettacolare.

Il modo migliore per girare Venezia è perdersi: non è difficile, basta svoltare una calle prima del giro abituale e ci si può trovare in mondo nuovi e mai visti. Seguendo a naso l’odore dei libri (e sono ormai come un bracco che punta la pernice in questo campo), sono arrivata in Calle de l’Ogio, sestiere San Polo: una libreria a cielo aperto. Anzitutto si incappa nella fumetteria Zazà (che ho sbirciato solo dall’esterno per non aggravare le mie compromesse finanze) e poi si trovano scaffali di libri usati a bassissimo costo acquistabili mettendo la cifra esatta in una cassettina adibita allo scopo: un po’ come l’osteria senz’oste, qui abbiamo la libreria senza libraio che è anche stata protagonista di un caso di cronaca locale. Per regolamento comunale pare non sia possibile occupare lo spazio delle calli per esposizione di libri. A seguito di petizione e raccolta firme il pericolo della chiusura e dell’eliminazione dei volumi pare essere scongiurata. Il problema di spazio che affligge Venezia è reale e colpisce anche i libri.

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Venezia è ricca di questi angoli. Dall’ormai celeberrima “Acqua alta”, catalogata tra le più belle librerie al mondo, ai libri a cielo aperto, la soluzione è sempre la stessa: perdersi. Girovagare, con il naso all’insù, alla ricerca di spazio.

Jules

Libri del lunedì: sognando di viaggi lontani

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Ci sono a Venezia tre luoghi magici e nascosti: uno in calle dell’Amor degli Amici, un secondo vicino al ponte delle Maravegie e il terzo in calle dei Marrani, nei pressi di San Geremia in Ghetto Vecchio. È qui che si rifugiano i veneziani quando sono stanchi delle autorità costituite, in queste corti segrete in cui si aprono Porte che li conducono per sempre in posti bellissimi e in altre storie…

Una delle mete più sognate e visitate dai turisti di tutto il mondo è Venezia. L’incantevole cisttà lagunare racchiude fama di romanticismo, arte, magia e offre un’ampia apertura sul mondo facendo sognare di luoghi ancora più lontani, pronti per essere raggiunti con una delle tante navi che si vedono in porto. Anche per me che ci abito vicino e talvolta ci lavoro non ha ancora perso una briciola del suo fascino: l’ho vista con ogni tempo e in ogni stagione e non smette mai di commuovermi, anche quando il vaporetto è stracolmo o resto intasata in una calle per permettere all’ennesimo turista di fare la foto all’ennesima altana.

In attesa che arrivi la primavera e con essa la concreta possibilità di programmare una vacanza o un viaggio, mi affido al mio viaggiatore preferito, ovvero Corto Maltese. Alcune avventure del gentiluomo di fortuna sono ambientate nella Serenissima e pochi altri posti si adattano così bene al suo spirito sognante. Per offrire a tutti i lettori la possibilità di ricalcarne le orme, è disponibile per Rizzoli Lizard Corto Sconto, la guida di Corto Maltese alla Venezia nascosta. Si viene accompagnati per le vie delle storie di Hugo Pratt scoprendo ristoranti, osterie e luoghi che a volte sfuggono al turismo di massa. Si viene immersi nelle tavole acquerello degli albi a fumetti e a volte ci si perde e non si riesce a seguire l’itinerario preciso, scoprendo così altri luoghi ancora più affascinanti. Questa guida che è insieme letteraria, artistica e gastronomica permette di immergersi in Venezia anche se non si ha fisicamente la fortuna di esserci. Anche se volete solo fantasticarci su, indossate scarpe comode, perché anche girovagare con il pensiero può essere faticoso.

Oltre alle scarpe comode, consiglio di abbinare una spilla che richiami i colori della laguna. Se non ce l’avete, vi suggerisco, nel vostro girovagare per calli, di fermarvi alla piccola bottega di Càrte Venezia che offre una splendida varietà di gioielli fatti interamente in carta. Un altro punto nascosto di Venezia che merita di entrare nel sognante girovagare di questo piovoso lunedì.

Jules