Relax: di nuovo a proposito di felini

Lettere gatto

Nulla, nella mia mente, incarna l’idea del relax come i gatti. Una domenica libera richiama quindi tra le mani l’ennesimo volume che parla di felini: Lettere dal mio gatto di Helen Hunt Jackson.

Sui social abbondano le pagine umoristiche fatte per dare voce ai nostri animali domestici. Finte chat su whatsapp e meme mettono in scena una profonda umanizzazione dei nostri animali domestici che vengono dipinti come dolci sciocchi (i cani) oppure attenti e cinici calcolatori (i gatti). In questo volumetto, scritto nella seconda metà dell’Ottocento, la visione è modificata. Micina, la gatta della scrittrice, viene immaginata come l’autrice di una fitta corrispondenza durante le vacanze della padroncina. Tra domestiche che non la sopportano, simpatie per il nuovo gattone dei vicini e disavventure con i barili di sapone, la gatta viene presentata in maniera molto diversa dai suoi simili contemporanei: Micina mostra venerazione e autentica affezione verso la “sua” umana. Ne sente la mancanza non tanto in quanto distributrice di cibo, ma autentica amica e compagna e la idolatra con cieco affetto. Più simile ad un cane, nella nostra mente, che non ad un animale indipendente come il gatto.

«Povera Micina, niente più bei giochi per te, fino a che Helen non torna a casa!» e io pensato che sarei scoppiata in lacrime. Mi sembra tuttavia che sia un comportamento molto sciocco da tenere, di fronte a ciò che è inevitabile, così ho finto di avere qualcosa nell’occhio sinistro e l’ho strofinato con la zampa. È molto raro che io pianga per qualcosa, a meno che non si tratti del latte versato. Spero tu abbia trovato le castagne per il cavallo che ti ho messo sul fondo della carrozza. Non riuscivo a pensare a nient’altro da mettere lì dentro che ti potesse ricordare la tua gattina.

Difficile immaginare un gatto di oggi rivolgersi così al proprio domestico, giusto? I gatti di cui mi prendo cura io, di solito, si strusciano con affetto fino a che non ho aperto la busta con i bocconcini per poi ignorarmi ed indirizzarmi solo vezzosi colpi di coda una volta compiuto il mio dovere.

Jules

P.S. Gli orecchini in abbinamento sono di Tun Design

Libri del lunedì: caffè, in tutte le possibili forme

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Finalmente capii la tazza indiana. Ogni religione ha la sua bevanda sacra: i cristiani e gli ebrei hanno il vino; i buddisti il tè; i musulmani il caffè. Per gli indù è il latte della vacca sacra. Tutto ciò che mi aveva reso perplesso si era chiarito: l’uomo che aveva criticato chi mi aveva preparato il caffè per aver “annacquato il suo latte”; gli enormi tini di latte condensato usato per preparare il caffè “speciale”; lo sguardo perplesso dei venditori, quando avevo chiesto una tazza di caffè nero.

Il lunedì dopo un ponte è sempre più difficile degli altri. Sia che abbiate fatto vacanza sia che, come la sottoscritta, abbiate lavorato senza guardare i giorni rossi sul calendario, serve qualcosa che vi faccia affrontare la giornata. Caffè, caffè, caffè. In tutte le sue possibili forme. Se questa mattina avessi avuto del profumo al caffè me lo sarei spruzzato fin sui capelli: altro che le famose due gocce di Chanel n. 5!

La tazzina del diavolo del reporter americano Steward Lee Allen vi può aiutare. Della serie Feltrinelli Traveller e quindi di formato compatto e utile per i viaggiatori (del mondo o anche solo pendolari), racchiude tra le sue pagine tante cose: è un diario di viaggio, un trattato di gastronomia, di storia ed etnografia. Tutto legato alla bevanda miracolosa che ci fa alzare ogni mattina: leggende, storie vere e abitudini alimentari da ogni parte del mondo ci aiutano a comprendere un po’ di più e quindi ad amare questa mistura diabolica.

Visto che il caffè mi serviva in ogni possibile forma, l’ho abbinato ad un anello a forma di tazza fumante. Nello specifico e se si tratta di un regalo, l’anello è di Design Tun (senza h!), designer brasiliani estremamente sfiziosi (qui le loro creazioni http://www.designtun.com.br/ ). Spero che tutto ciò vi aiuti, almeno fino all’ora socialmente accettabile in cui si può sostituire il caffè con qualcosa di più forte.

Jules