Chi ha paura de… la Morte?

Copia di meals*

Che uno se la immagini con falce e mantello, che la veda come una luce bianca, la Morte fa paura. Codificata come tanatofobia, è una paura molto diffusa. Visto che domani è Halloween, festa dedicata principalmente ai morti che in questa notte vagano sulla terra, vale la pena cercare un modo per affrontare questa paura.

Ed è sorprendente, ma una paura così radicata può avere tantissimi rimedi. Vi suggerisco ben tre titoli, da scegliersi in base alla propensione personale. Tre rapidi sorsi per ogni romanzo.

Il tristo mietitore di Terry Pratchett.

Un terzo fulmine saettò in cielo. E stavolta non ci furono dubbi. Sulla cima della collina c’era una figura a cavallo. Incappucciata, E con una falce, impugnata con orgoglio come una lancia. È IN POSA. Bill Porta si voltò verso la signorina Flitworth. IN POSA. IO NON HO MAI FATTO NIENTE DEL GENERE. CHE SENSO HA? A CHE SCOPO?

Morte è stata licenziata. L’infallibile mietitore di Mondo Disco è stato sostituito e mandato a vivere tra gli uomini. Anzi, rischia lui stesso di diventare preda della Morte che ha preso il suo posto. La Morte di Pratchett è galante, sa ballare, disquisisce di filosofia ed è affascinante anche da umano. La si deve rispettare (e ci si può anche un po’ invaghire), ma di sicuro non temere.

Rivincite di Woody Allen

La Morte: Sono salita su per la grondaia. Volevo fare un’entrata drammatica. Vedo le grandi finestre e tu sei sveglio a leggere. Immagino che valga la pena di tentare. Sarei salita e entrata con un po’ di – hai capito… (schiocca le dita). Nel frattempo mi si impiglia la caviglia in un rampicante, la grondaia si rompe e resto appeso per miracolo. Poi mi si cominci a strappare  il mantello. Senti, andiamocene e basta. È stata una nottataccia.

Nat: mi hai rotto la grondaia?

Dal più grande umorista tanatofobico del nostro secolo, Woody Allen, si può solo imparare a gestire la propria fobia. D’altra parte, una Morte che per fare l’ingresso drammatico alla Faust ti rompe una grondaia e poi si fa anche battere a carte non può essere più di tanto terrificante. È un lavoro faticoso anche per lei, cosa credete?

Planctus di Laura Liberale

Il giorno dell’incidente in moto, Marte transitava opposto al suo Saturno e al suo Mercurio di nascita, e si congiungeva ai suoi Marte, Urano e Plutone di nascita. La Luna di transito si opponeva al suo Marte di nascita e Mercurio transitava in quadrato a Marte natale. Come poteva la vita piena e triofale dei suoi ventisei anni uscire illesa?

Un romanzo breve dalla cadenza e l’eleganza poetica sull’elaborazione del lutto. Uno psicodramma in cui quattro personaggi, la Gotica, la Maliarda, il Sopravvissuto e la Vulnerata elaborano, ciascuno a modo loro, la perdita di vite, di amore. Quattro voci (cinque con quella del loro mentore in questo percorso) tutte molto diverse e ciascuna con un diverso dramma da affrontare. Ricco di richiami alle varie culture su e della morte, tocca i nodi profondi della mente. Anche se breve, va letto lentamente, interiorizzando e riflettendo su ogni passaggio. La morte farà ancora paura, forse, ma si sarà compresa un po’ di più.

Cosa scegliete? Quale titolo si avvicina di più a curare questa paura che nessuno ammette, ma che tutti abbiamo?

Jules

*Si ringrazia il Grande Nerd che ogni Haloween diventa scultore con zucche dai disegni sempre più complicati

Oggi si consiglia a…chi ha il blocco del lettore

Progetto senza titolo

 

Lo scrittore va in blocco davanti alla pagina bianca; il lettore può andare nel panico di fronte alla pagina scritta.

Una richiesta di consiglio che mi è arrivata qualche giorno fa mi offre l’occasione per una piccola riflessione: cosa si può leggere quando si attraversa un periodo con poca voglia di leggere?

Inutile sorridere con sufficienza o distogliere gli occhi imbarazzati: ci siamo passati tutti almeno una volta nella vita. Non importa quanto accaniti lettori noi siamo. Si tratta di un calo fisiologico: se uno sportivo ha dei periodi in cui si sente a terra, ha continui strappi muscolari e non raggiunge le solite prestazioni, perché per un lettore dovrebbe essere diverso?

Dopo la domanda, sono andata a fare un giretto Sull’Internet in gruppi letterari e forum, e ho scoperto che si tratta di un disturbo abbastanza comune. Ho trovato vari suggerimenti per superare questa impasse: questo o quell’altro titolo, devi per forza leggere l’opera omnia del tal autore… e mi sono trovata più confusa di prima. Se nemmeno per le malattie ci sono farmaci univoci per curare il malanno (c’è chi si fa passare il mal di testa con una caramella di paracetamolo, c’è chi ha bisogno di badilate di sale di lisina), come possiamo pensare che esista un titolo assoluto per un disturbo così soggettivo? Io non sono in blocco, al momento, ma se leggessi alcuni di quei titoli  che ho trovato tra i consigli probabilmente non riuscire a darmi a nulla di più impegnativo del catalogo Ikea per i successivi sei mesi. Non perché siano titoli sbagliati, ma semplicemente perché non possiamo avere una risposta certa per tutti.

La mia idea per superare il  blocco del lettore è ricorrere ad una pratica che da alcuni è osannata, da altri è esecrata: la rilettura.

Eh già!

La rilettura di un libro già letto, croce e delizia. Ci sono due momenti nella vita di un lettore in cui rileggere è piacevole: il primo momento è quando si è giovani, perché si pensa di avere davanti a sé tutto il tempo del mondo per leggere cose nuove. Il secondo momento è quando si entra in fase agée (in francese tutto suona meglio) perché ormai si ritiene di non avere più molto tempo davanti a sé e non si ha voglia di sprecarlo con nuove letture potenzialmente deludenti.

Ma c’è un momento in cui rileggere è utile ovvero quando si è in blocco da lettura. Riprendere tra le mani il proprio libro preferito, leggerlo con la mente in parte sgombra perché tanto si sa come va a finire, saltare le parti noiose o provare a riscoprirle, rivalutare o svalutare un personaggio che trovavamo eccezionale, sono tutte azioni che riportano nel mondo della pagina stampata senza ansia o paure. Da lì ci si ricollega e, con passaggi logici e associazioni mentali si studia il percorso di riabilitazione verso nuovi libri.

Nel caso specifico che mi è stato richiesto, gli step che ho suggerito sono stati questi.

  1. Il libro preferito del lettore bloccato è Il tristo mietitore di Terry Pratchett (che mi sono andata a leggere perché mi mancava)
  2. Una volta terminato quello, passare, laddove possibile, ad un libro con un co-autore. In questo caso è stato Buona Apocalisse a tutti di Neil Gaiman e Terry Pratchett
  3. Approdare al nuovo autore singolo: American Gods di Neil Gaiman
  4. Prendere il largo con altri autori e ho pensato, come trait d’union, a Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson.

Allo stato dell’arte, so che il lettore è a metà di Buona apocalisse a tutti e gli sta piacendo molto. Non è una cura infallibile e le varianti, soprattutto al punto 4, si studiano in base ai gusti del lettore in questione, ma, in fondo, che male c’è nel rileggere il proprio libro preferito?

Jules