Shopping: per chi non ama troppo il Natale

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Martedì sera. Mancavano ancora quattro giorni, eppure Babbo Natale procedeva lungo il viale principale a bordo del suo voluminoso furgone rosso: salutava i bambini, zigzagava in mezzo alla strada e ruttava nella barba, molto più che leggermente alticcio. “Oh, oh, oh” canticchiava Dale Pearson, maligno imprenditore edile e Babbo Natale della Loggia del Caribù per il sesto anno consecutivo, soffocando l’impulso di aggiungere “e una bottiglia di rum”, comportandosi più come Barbanera che come San Nicola.

Bisogna pensare anche a loro. Tutti noi siamo avvinti dalla magia del periodo: lucine colorate, biscotti allo zenzero, alberi carichi e occhiate furtive al cielo nella speranza di qualche fiocco di neve. Ci sono persone che invece il Natale non lo sentono in maniera particolare.

O magari sta a loro altamente sulle palle.

Non che siano tutti dei Grinch, ma quando ti sbattono sotto gli occhi i panettoni già da prima di Halloween, quando la neve paralizza ogni città italiana come se nessun Comune avesse pensato alla possibilità di palline bianche dal cielo in inverno (in nord Italia), quando ti dicono che la vigilia di Natale è un giorno lavorativo come gli altri… be’ qualche giustificazione per non avere lo sguardo luminoso dei bambini la possiamo anche trovare. Se si vuole dare loro una lettura che sia in tema con il Natale, ma che non abbia nulla di stucchevole, allora bisogna rivolgersi a Christopher Moore e al suo Uno stupido angelo. Storia commovente di un Natale di terrore.

Quando si aspetta il Natale a Pine Cove, California, l’atmosfera non è quella che si immagina: non ci si trova in un villaggio da cartolina, nè in un paradiso tropicale, ma in un paese con l’acqua infestata da squali bianchi e un’umidità micidiale. Se non fosse per la foresta di pini intorno alla città non ci sarebbe un solo elemento natalizio canonico. Eppure anche lì i bambini aspettano con ansia Babbo Natale: se poi hai sette anni e sei in ritardo per tornare a casa e sai di essere stato un bambino cattivo, hai tutti i motivi per non essere sicuro di ricevere regali. Se poi assisti all’omicidio di Babbo Natale completamente ubriaco che picchia la ex moglie, la magia del Natale tende a perdersi. Per fortuna ci sono gli angeli di nostro Signore che sono scesi per portare la lieta novella. Se poi, per errore, questo si traduca nella resurrezione di tutti i defunti per celebrare l’arrivo del bambinello cosa volete che sia? Niente di meglio di un bell’attacco di zombie per rafforzare lo spirito comunitario.

Scanzonato, volgare a tratti, irriverente, dissacrante, Moore ci porta nel romanzo del non Natale. Pieno di non sense e di un umorismo alla Guida galattica per autostoppisti, questo romanzo è il regalo perfetto per chi non vede l’ora che le feste natalizie passino a gran velocità. Indossatelo con un vestito rosso perché, dopotutto, è sempre il periodo delle carole e della cioccolata calda.

E se il destinatario, proprio perché odia il periodo, dovesse essere seccato per lo scambio di regali, non temete: con questo libro rientrerete ampiamente nell’Amnistia Natalizia. Di cosa si tratta? Eh suvvia! Volete che ve lo sveli? Pensate che a Natale diventiamo tutti più buoni?

Jules

Shopping natalizio: un bed and breakfast per eroine

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Anche se, durante la mia infanzia, alloggiarono da noi parecchi clienti “ordinari”, la Fattoria sembrava esercitare un’attrazione particolare per le Eroine che avevano bisogno di prendersi una pausa dalle rispettive vicende. Madame Bovary aveva sonnecchiato sulla nostra amaca per tre settimane, dopo l’abbandono da parte di Rodolphe. Penelope si era rimpinzata di minestra di lenticchie al curry mentre aspettava Ulisse. Daisy Buchacan si era fatta bagni lunghissimi, dopo aver investito Myrtle Wilson.

Inizia il periodo degli acquisti natalizi. Sembra presto, ma sono già settimane che in giro si vedono le luci e gli allestimenti, quindi bisogno incominciare a portarsi avanti. Come penso sia ovvio per me e per tanti, un libro è il regalo migliore di sempre, ma può essere difficile scegliere. Ogni venerdì troverete un libro adatto allo shopping natalizio, abbinato ad altro pensierino per arricchire al meglio il pacchetto. Pronti per gli acquisti?

Inizierei con Il bosco delle storie perdute, abbinato ad un bel paio di guanti caldi. Rossi, se possibile, ma io adoro il rosso quindi non sono obiettiva.

Visto che le persone più difficili da accontentare sono proprio le donne lettrici, questo libro è per loro. E’ una storia che ha al suo interno, come protagoniste, le Eroine dei più grandi capolavori della letteratura mondiale: sono colte nei momenti di stasi e di pausa dalla loro storia. Vi siete mai chieste dove Rossella O’Hara riposò, tra un capitolo e l’altro, dopo essere fuggita dall’assedio di Atlanta? Una metaletteratura con un sapore magico e favolistico, adatto da tenere sotto l’albero.

Jules

Oggi si consiglia a… gli intrepidi

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Ma sappiamo che un gatto del porto mantiene sempre i suoi miagolii. Per aiutarlo a riuscirci, ordino che il compagno Zorba non abbandoni l’uovo finché il piccolo non sia nato, e che il compagno Diderot consulti la sua emplicope… encimope… quei libri insomma, su tutto quanto ha a che vedere con l’arte del volo.

Oggi, scelta autoreferenziale. Visto che il progetto è appena partito, serve coraggio e intraprendenza. Questo libro è consigliato a tutte le persone coraggiose o che hanno bisogno di un’iniezione di valore. Certo, è una favola e, sì, parla soprattutto di amicizia. Ma io l’ho sempre letta come un insieme di atti di coraggio. Non parlo di quello più ovvio, quello del volo: parlo dell’infilarsi nelle fogne per proteggere un amico, parlo del coraggio di ammettere di essere diversi da ciò che si credeva.

Lo si abbina al colore del coraggio per eccellenza: il rosso. Sia una sciarpa, un trench nelle cui tasche la gabbianella si accomoda per bene, sia anche solo un calzino, uscite indossando quest’accoppiata e vedrete che i piccoli atti di coraggio ordinario vi verranno naturali.

Jules