Oggi si consiglia… a chi si sente troppo buono

Siamo onesti: guardando La Bella addormentata nel bosco sapevamo che la bionda stucchevolezza di Aurora non poteva competere con il glamour di Malefica. Per quanto mi terrorizzasse nel profondo (la scena con la luce verde che conduce all’arcolaio e la musica di sottofondo mi obbligavano a guardare la scena in compagnia di un adulto) un po’ tifavo per lei e non capivo come il Principe Filippo non si accorgesse del suo fascino maturo e intrigante. Ma si sa che lì la mente pensante era il cavallo Sansone.

Ci crescono con l’ammonizione: sii buono. E se a livello di una costruzione sociale legalmente e/o moralmente valida è un buon principio, tutti abbiamo sentito il fascino e il desiderio di essere una cattiva o cattivo ragazza o ragazzo.

In Veneto ho sentito spesso pronunciare il proverbio “Na volta bon xe bon, do volte bon xe santo, tre volte bon xe mona!” che fa il paio con quanto mi dicevano da bambina ovvero di essere, sì, buona, ma non cogliona. Questo sicuramente più dell’ovvietà del fascino del male, mi fa propendere per un consiglio di lettura per tutti quelli che a volte arrivano alla terza volta di essere buoni: Perfide di Roberta Balestrucci Fancellu con le illustrazioni di Jessica Cioffi edito da Hop!

Hop! Edizioni è una casa editrice pavese specializzata in graphic novel e volumi illustrati: tra le sue collane, giusto per fare qualche esempio, da segnalare le biografie illustrate (e quella di Audrey Hepburn illustrata da Roberta Zeta merita la menzione d’onore) e tra i suoi autori l’illustratrice Elena Triolo alias Carote e cannella.

Perfide è un volumetto che raccoglie venti brevi biografie di donne che sono passate alla storia per il loro ruolo di cattive. Ruolo che, in alcuni casi, è effettivamente giustificato come nella storia di Ilse Koch, la Iena di Buchenwald, o di Elena Ceaușescu per il ruolo avuto nella dittatura rumena, per altre donne si confonde con la leggenda o è sinonimo di figure troppo disinvolte ed emancipate per i loro tempi. È il caso di Tomoe Gozen, samurai donna del Dodicesimo secolo, o di Christine Keeler, spia della Guerra Fredda e protagonista dello scandalo Profumo nel 1963. E ancora la storia delle piratesse dei Caraibi Anne Bonny e Mary Read che, se fossero nate uomini, si sarebbero potute ammantare dell’aura di eroi romantici e scavezzacollo.

Tutte le illustrazioni, sui toni del nero e del grigio con tocchi di rosso, sono goticheggianti con qualche richiamo alle illustrazioni giapponesi: occhi allungati e magnetici, tratti del viso affilati, pelle di porcellana e mani sottili. Un male raffinato, che strega anche quando mette di fronte ad atroci delitti e che seduce il lettore.

Prendere solo un pizzico di quella oscura determinazione, rende la lettura di questo volumetto corroborante nelle giornate in cui sentiamo che qualcuno si è approfittato del nostro buon cuore. Non che si suggerisca di girare armate di veleno come Lucrezia Borgia, ma di certo il suo fascino e la sua determinazione ci saranno di ispirazione.

Oggi poi ricorre l’anniversario della morte di Bonnie Parker, morta il 23 maggio 1934, insieme al suo compagno di vita e rapine Clyde Barrow. Se una piccolina e minuta come lei suscitava terrore nei cuori pensate a quanto rispetto si può ottenere con solo un grammo di cattiveria ben calibrata.

Jules