Oggi si consiglia… alle ragazze nerd

Your name

E poi, tutto a un tratto, mi sono accorta che la punta della cometa si era divisa in due. Sembrava che una delle due punte enormi e luminose si avvicinasse sempre di più. Poco dopo hanno cominciato a splendere diverse meteore sottilissime. Sembrava che stessero cadendo le stelle. Anzi, è stata una notte in cui sono davvero cadute le stelle. Quel cielo notturno era bellissimo, tanto da dare l’impressione di non essere reale, come se fosse una visione dentro a un sogno.

Un po’ di tempo fa, avevo suggerito un libro per uomini nerd, per farli uscire dalla solita spirale fantasy. Per equilibrare, oggi ci occupiamo della controparte femminile. Giochiamo per qualche riga sugli stereotipi e sugli estremi di genere.

Se pensiamo ad un uomo nerd, lo immaginiamo concentrato su fumetti, videogiochi, giochi di ruolo e, ammettiamolo, poco propenso alla vita sociale e difficilmente a proprio agio con il mondo femminile. L’uomo dei fumetti dei Simpson e The Big Bang Theory hanno fatto enormi danni alla categoria.

Per le ragazze la questione è un po’ diversa. Una nerd può anche essere solo appassionata di HP, leggere manga e, se possibile, portare occhiali grandi, ma graziosi. Una nerd ha un privilegiato accesso al mondo maschile e, in alcuni casi e ad alcuni livelli, può anche entrare in conversazioni altrimenti poco comprensibili: un po’ come aver capito il fuorigioco. La lettrice nerd è generalmente più eclettica della sua controparte maschile non essendo solo focalizzata su fantasy e distopie. La cosa migliore da fare è quindi aprire un volume che è sceneggiatura cinematografica, romanzo e shojo manga allo stesso tempo: Your Name.

Probabilmente ne avete sentito parlare per via del film uscito questo gennaio. Molto ben accolto da critica e pubblico, narra di due adolescenti giapponesi che, senza ragione apparente, si scambiano oniricamente il corpo, vivendo uno la realtà dell’altra. Inizialmente spiritoso per gli ovvi problemi che possono nascere quando un ragazzo ed una ragazza si alternano in vite agli antipodi in tutti i sensi, si tinge poi di un romanticismo malinconico che, viene da pensare, è una costante in molte storie di genere. La genesi, per ammissione stessa di Makoto Shinkai, autore del romanzo e regista del film, è incerta; così come tra uovo e gallina non si riesce mai a decidere, così non si distingue la nascita di anime e romanzo. Il manga, contrariamente a quello che verrebbe da pensare, non esiste. Eppure, nel leggerlo, viene quasi naturale immaginare i disegni, le pose per noi buffe e le esclamazioni così lontane dal nostro modo di essere e di fare letteratura. Your name è una storia romantica, molto coinvolgente e per nulla infantile che ben equilibra attimi di pathos con momenti divertenti e mostra spaccati della realtà giapponese che in un manga sarebbero passati in secondo piano. Richiama, a tratti, la delicatezza di Miyazaki.

Abbinatelo ad orecchini di pietre semi preziose. Io ho scelto il turchese per assonanza cromatica con la copertina e per favoritismo personale nei confronti del minerale. Aggiungo che, da discreta consumatrice di shojo, non ho potuto fare a meno di terminare la lettura in un pomeriggio.

Jules

Shopping natalizio: per nerd e scrittori

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L’angoscia di scrivere la parola fine e scoprire di aver prodotto un’enorme vaccata che ti ha occupato per un ventennio. Meglio fantasticare sul possibile, splendido, futuro romanzo che diverrà, no?

Leggenda statistica vuole che gli uomini siano meno lettori delle donne. Sta in quel bagaglio di conoscenze comuni insieme al fatto che non sappiano distinguere più di sedici colori come le impostazioni base Windows e che si scordino sempre le date importanti. Di vero c’è che regalare un libro ad un uomo è sempre affare complicato: certo, ci sono i generi “franchi” come i romanzi storici o la fantascienza, ma voler andare più sullo specifico diventa difficile. Se volete imbarcarvi nello shopping librario anche per un uomo, consiglio Lo scrittore deve morire, romanzo a quattro mani di Gianluca Morozzi e Heman Zed (tra l’altro padovano quindi divento un po’ di parte).

La storia di due scrittori falliti che si imbarcano in un assurdo tour promozionale del loro ultimo e penoso lavoro, ha del grottesco: si spinge fino al surreale in certe situazioni, fa ridere in maniera incorrect e sta benissimo addosso a due categorie di uomini:

a) quelli con velleità da scrittori (e sono molti più di quelli che non possiate immaginare) dotati di autoironia (sono un po’ meno, ma esistono).

b) i nerd di vario livello, per portarli fuori dai loro soliti generi, ma senza sconvolgerli troppo. Sono animali abitudinari.

L’abbinamento per entrambe le categorie è una maglietta con sopra fumetti, cartoni, videogame: così la categoria A si farà una sana risata e la B sentirà di non essere uscita troppo dai terreni conosciuti.

Jules