Calendario dell’Avvento: 21 dicembre

“C’era una volta un vecchio mago gentile che adoperava la magia con generosità e saggezza a beneficio dei suoi vicini. Invece di rivelare la vera origine del suo potere, egli fingeva che le pozioni, gli incantesimi e gli antidoti gli sorgessero già bell’e fatti dal piccolo calderone che chiamava la sua pentola fortunata. Nel raggio di miglia, la gente veniva da lui con i propri problemi e il mago era lieto di dare una rimestata alla pentola e aggiustare ogni coa. Il mago, che era molto amato, visse fino a una notevole età, poi morì, lasciando ogni bene all’unico figlio. Costui era di disposizione molto diversa dal suo gentile padre. Coloro che non sapevano praticare la magia erano, nella sua opinione, privi di alcun valore.”

“Le fiabe di Beda il Bardo” di J.K. Rowling,
Salani Editore

Siamo sempre più vicini a Natale. Da qui in poi tutte le arie natalzie che pensavate di aver scampato

Yoga for readers: guerrieri alla ricerca di sé

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Quando ho detto a persone digiune di yoga che la posizione di lettura del mese sarebbe stata quello del “guerriero” quasi tutti hanno esclamato: “Ah sì! È quella dove pieghi il ginocchio avanti, hai la gamba dietro tesa… quella che vedi in tutte le locandine dei corsi di yoga!”.

Strumentalizzazione commerciale a parte, effettivamente questa asana è una delle più famose associate all’immaginario yogico. Visto che celebrità richiama altra celebrità, ho scelto un’autrice VIP (almeno nella mia personale libreria): sto parlando di J.K. Rowling, autrice di Harry Potter. Ma, come sempre, partiamo dalla posizione e ringrazio Mappamundi Yoga per le note tecniche.

Virabhadrasana prende il nome da Virabhadra, eroe mitologico indiano, nato da un capello di Shiva (il creatore dello Yoga). Non un guerriero violento ma che rispetta Ahisma, il principio yogico della non violenza; combatte con coraggio contro il nostro nemico universale, l’ignoranza del nostro vero Sé, ed alla ricerca della vera natura del proprio essere. Questa asana ci dona la forza, l’attenzione e la stabilità del potente guerriero dalle numerosa braccia e occhi di fuoco.

Virabhadrasana è una posizione polare, va eseguita prima da un lato, poi dall’altro. Posizionati in piedi sul tappetino con i piedi vicini tra loro, rivolto verso il lato corto del tappetino.

Espira e allarga le gambe (o fai un piccolo salto) fino a portare il piede sinistro indietro a circa una metro di distanza tra loro, i piedi sono sotto i polsi, avendo le braccia allargate. Il piede destro rimane verso il lato corto del materassino, mentre il piede sinistro è verso il lato lungo.

Gira il piede sinistro di 45° verso il lato lungo del materassino e gira il piede destro in modo che punti verso il lato corto del materassino. Allinea il centro del piede sinistro con il tallone del piede destro.

Espira e ruota il torace in avanti , direzionando il bacino in avanti il più possibile in linea con il lato corto del materassino. Abbassa il tallone sinistro fino a farlo toccare a terra, se riesci, mantenendo la gamba dritta. Allunga il coccige verso il pavimento, come se un filo lo tirasse verso il pavimento.

Con il tallone sinistro saldamente premuto verso terra, espira e piega il ginocchio destro di 90° circa, posizionandolo sopra la caviglia destra, così il polpaccio sarà perpendicolare a terra. Se sei già molto flessibile, puoi allineare la coscia destra in modo che sia parallela al materassino.

Nella posizione finale le braccia sono unite per i palmi e tese verso l’alto, ma per leggere sono rimasta con le breccia tese e in linea tra di loro.

Per uscire dalla posizione, inspira e sposta il peso sul piede destro e riavvicina i due piedi sul lato corto del materassino e abbassa le braccia espirando. Fai qualche respiro Yogico completo e poi ripeti la posizione dal lato opposto, per la stessa durata.

Eseguita correttamente e con costanza rinforza i muscoli delle gambe, delle braccia e della schiena, aumenta il volume del torace e la capacità polmonare migliorando la respirazione, tonifica i muscoli e gli organi addominali e migliora la resistenza sia fisica che mentale, la coordinazione e l’equilibrio.
Inoltre è una posizione che regala una profonda concentrazione e la mente diventa calma e serena, perfetta per la lettura.

SCORPIUS: Pensavi davvero che venisse da noi? I Potter non sono destinati a Serpeverde.

ALBUS: Uno sì. Non l’ho scelto io! Non ho scelto io di essere suo figlio!

La maledizione dell’erede è lo spettacolo teatrale che prende avvio dalla fine della saga di Harry Potter. Si concentra su Albus Severus Potter, secondogenito del Ragazzo Che è Sopravvissuto, e completamente diverso, almeno in apparenza, al resto della sua famiglia. Smistato nella casa Serpeverde e migliore amico di Scorpius, il figlio di Draco Malfoy, il ragazzo rimpiange solo di avere il celebre Harry Potter come padre: sarebbe disposto a tutto pur di cambiare il passato e annullare tutto quello che Harry a fatto. A costo di giocare con il tempo e spianare la strada al più grande mago oscuro di tutti i tempi.

Albus Potter e Scorpius Malfoy, a livello letterario, sono la personificazione di questa asana. Incerti su chi siano e quale sia il loro posto, sono desiderosi di provare il proprio valore, anche spingendosi lontano dalla strada e dal destino tracciato per loro dalle azioni dei propri padri. Trovare se stessi con il peso di tutta la popolarità della generazione precedente è quanto di più difficile ci sia, soprattutto se pensi di essere nato nel posto e nel momento sbagliato. Sono due guerrieri alla ricerca del loro vero Io e con costanza e con molti errori riusciranno a trovare la loro reale dimensione.

L’asana sembra semplice da realizzare: in effetti, lo yoga prevede posizioni che per me sono una vera e propria sfida alle leggi della fisica, ma la sua difficoltà sta nell’avere costanza, nel provare, riprovare e respirarci dentro. Per aumentare la coordinazione e l’equilibrio, certo, ma soprattutto per consentire alla propria mente di focalizzarsi su ciò che siamo veramente.

Jules

 

 

Oggi si consiglia a… chi ha l’influenza

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Beda il Bardo è vissuto nel quindicesimo secolo e la gran parte della sua vita rimane avvolta nel mistero. Si sa che è nato nello Yorkshire e l’unica xilografia esistente lo mostra con una barba straordinariamente rigogliosa. Se le fiabe riflettono accuratamente le sue opinioni, doveva essere abbastanza bendisposto verso i Babbani, che considerava più ignoranti che malevoli. Gli eroi e le eroine che trionfano nelle sue storie non sono i più dotati di poteri magici, ma coloro che dimostrano maggiori gentilezza, buonsenso e ingegnosità.

Sono sicura che capita anche a voi o conoscete persone con un curioso sistema immunitario. Per tutto l’inverno non hanno nemmeno un accenno di raffreddore, escono con i capelli umidi la mattina perché sono in ritardo, dimenticano la sciarpa, ma nemmene uno starnuto si presenta. Poi arriva l’agognata primavera, il primo giorno di una stagione tiepida e di rinascita ed ecco che si bloccano a letto. L’allergia non c’entra è semplicemente una questione di karma stagionale.

Come vi curavano quando eravate bambini? Io ho un ben preciso ricordo di mela grattuggiata, bevande calde, tachipirina e una lettura in sottofondo perché la testa faceva troppo male per leggere da soli. Ho iniziato Sinuhe l’Egiziano proprio durante un’influenza. Sta di fatto che, da malati, torniamo tutti un po’ bambini e abbiamo bisogno di essere accuditi. Consiglio quindi Le favole di Beda il Bardo di J.K Rowling.

Qui diventa superflua ogni presentazione. Tutti lo conoscono; uscito dopo la fine della saga di HP, contiene la favola dei tre fratelli in aggiunta ad altri titoli nominati nel corso dei volumi e tratta delle fiabe che vengono narrate ai bimbi maghi. D’altra parte, se dici loro Cenerentola, ti domandano se non si tratti di una malattia. Cinque racconti con traduzione dalle rune ad opera di Hermione Granger e commenti del professor Albus Silente. Lette da soli o lette da qualcuno ad alta voce (se proprio siete moribondi) hanno un effetto terapeutico e riportano a quel periodo in cui essere malati era, sì, una scocciatura, ma era anche un modo per saltare la scuola.

Abbinatelo con dei fazzoletti di stoffa. Tanti anche!

Jules