Oggi si consiglia… per iniziare la primavera “Somnium”

Il nostro pianeta è in pericolo. Non è l’inizio di un film di supereroi, non è una dichiarazione ad effetto: è la verità. Stiamo spingendo la Terra sempre più verso un punto di non ritorno tanto da sembrare all’inizio di un film post apocalittico quando tutti prendono sottogamba le dichiarazioni degli scienziati e gli allarmi sempre più frequenti. Ma sì, in fondo, cosa volete che succeda veramente? Oggi inizia la primavera, la natura si risveglia e siamo tutti preda di un sentimento d’amore per il pianeta che ci fa da casa. Per cercare di mantenere questo sentimento non c’è nulla di più adatto di “Somnium” romanzo fantasy a firma di Feliscia Silva (alias Il Lettore curioso) e Gloria Credali.

«Tu non sei un’umana, sei un Blazon. Sei un Uomo-Animale. Il tuo compito è quello di mantenere l’equilibrio naturale nel mondo e svolgere i doveri che ti verranno assegnati.»

Doli è una nativa americana scappata dalla propria famiglia per non dover fare i conti con il proprio pesante retaggio. Ha studiato, si è costruita una carriera e vive solo per il proprio massacrante lavoro che non le lascia spazio per altro. Un giorno, in ritardo per andare a prendere un illustre cliente della propria azienda, incontra un personaggio eccentrico che si presenta come Dex Folives e le rivela che lei è un Blazon, un essere metà umano e metà animale che ha come scopo quello di proteggere la Terra. Doli incarna il potentissimo spirito dell’Aquila, un Blazon che non si vedeva da centinaia di anni. Dovrà seguirlo e andare con lui su Somnium per iniziare il proprio addestramento. Doli, che ha lavorato sodo per lasciarsi alle spalle tutto il misticismo della sua gente, marchia la cosa come follia. Eppure non può ignorare le ali che le lacerano la maglietta; non può fingere che il suo vicino di casa l’abbia attaccata per portarla dalla parte di una misteriosa Fazione; e non può liquidare come follia il mondo di Somnium che, come un primigenio Eden, si apre ora sotto i suoi occhi.

Scrivere romanzi a quattro mani e tutt’altro che semplice. Riuscire a rendere fluida la narrazione amalgamando gli stili è lavoro complesso, ma le autrici sono riuscite benissimo nell’intento. “Somnium” è un fantasy che mescola l’avventura, il romanzo di formazione e il significato allegorico in maniera ben calibrata.

Lo scontro di valori che si svolge in “Somnium” è strettamente legato alla Terra. Come ne “Il Signore degli Anelli” dove la selvaggia industrializzazione di Saruman si scontra con le forze degli Ent, nel romanzo a quattro mani di Feliscia e Gloria la vita in comunione con il pianeta è il punto di partenza. I Blazon esistono per aiutare la Terra Umana a mantenere la sua armonia e, d’altra parte, vivono su Somnium in piena simbiosi con il mondo che li circonda. Simbiosi accentuata dal legame che ciascun Blazon ha con il proprio Incarnato, l’animale guida. Un mondo che può essere feroce, una Madre Natura Matrigna, ma che fornisce sempre il rimedio, la cura e tutto ciò che può servire ai propri abitanti. Esattamente come la Terra Umana se ci si desse la pena di ascoltarla. In contrapposizione a questa difesa che si riunisce sotto la guida del saggio per eccellenza Cole Sowl (l’Uomo Gufo e Mentore Supremo) si schiera la Fazione, Blazon ribelli che vogliono solo portare distruzione attorno a loro. Composta da animali tradizionalmente giudicati malvagi o ambigui (l’Uomo Coccodrillo, l’Uomo Squalo, l’Uomo Serpente), la Fazione genera caos e mira alla rottura di tutti gli equilibi.

Per quanto Doli sia considerata la più potente e la più rara dei Blazon, senza la cooperazione degli altri ciascuno portatore di un potere speciale legato alla propria forma animale, non può trionfare. Non è un’Eletta in senso stretto, anche se il suo marchio a forma di saetta fa scattare un’associazione, ma è un tassello importante nel mantenimento dell’equilibrio e dell’armonia. Perché di questo parla Somnium: di bilanciamento ed equilibrio. Senza la pretesa di sradicare del tutto il male perché anche con la sconfitta tornerà sempre a ripresentarsi, ma sulla comunione d’intenti e sul far fronte comune.

In questa giornata ci piacerebbe forse pensare che possa esistere un gruppetto di predestinati che veglia su di noi e ci impedisce di attraversare quel punto di non ritorno. Ma forse è meglio pensare che possiamo essere parte di quel gruppetto e cercare di fare fronte comune per salvaguardare il nostro pianeta. Non c’è un pianeta B, non ci sono Blazon pronti a salvarci: ma ci siamo noi.

Jules

Calendario letterario: 25 marzo

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Ci sono date entrate nella storia dell’umanità come simbolo della liberazione da tirannie e schiavitù: prese di prigioni politiche nell’afa di metà luglio, aperture di cancelli con filo spinato mentre sembrava nevicare, abbattimenti di muri portanti quando Halloween ancora non era di moda.

Nel mondo parallelo dei romanzi ci sono eventi simili e oggi, 25 marzo, si celebra la caduta di uno delle ombre più oscure che mai abbia minacciato gli uomini liberi. Un terrore nero e antico dal quale non c’è speranza di nascondersi e fuggire e che ha rischiato di annientare una delle terre più straordinarie mai concepite da mente di scrittore. Questa minaccia viene oggi annientata da un piccolo eroe con i piedi pelosi e una discreta passione per i funghi e per l’erba pipa. Oggi, Frodo Baggins della Contea, aiutato dal fedele Samvise Gamgee, giardiniere, butta nel fuoco di monte Fato l’Unico Anello. La Terra di Mezzo festeggia la caduta di Sauron e l’inizio della Quarta Era del Mondo.

«Il regno di Sauron è finito!», disse Gandalf. «Il Portatore dell’Anello ha compiuto la sua Missione». E mentre i Capitani guardavano a Sud la Terra di Mordor, parve loro che, nera contro la coltre delle nuvole, si ergesse l’immensa forma di un’ombra, impenetrabile, incoronata da fulmini, e che invadesse tutto il cielo. Enorme e gigantesca sovrastò tutto il mondo, tendendo verso di essi una grande mano minacciosa, terribile ma impotente: infatti proprio mentre si avvicinava, un forte vento la sospinse e la spazzò via; allora vi fu un gran silenzio.

In tutto il mondo si canti di Frodo dalle Nove Dita e dell’Anello del Fato. E buona domenica a tutti!

Jules

Oggi si consiglia a… ma, il gioco di ruolo, come funziona?

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“Ma è possibile che un mago super potente che ti fulmina con uno schiocco di dita debba tirare i dadi per scendere le scale, scivoli e muoia?”

“Una volta interpretavo un bardo donna, gnocca all’inverosimile. Dovevo sedurre delle guardie per passare un posto di blocco e ho fatto talmente critico che una di loro ha preferito buttarsi sulla propria picca invece di cedere alle mie avances”.

Ma chi vince? Ma come fate a decidere per fare un’azione? Ma conosci i tuoi compagni di gioco o è online? Ma giocate a soldi?

Quale persona si è sentita, almeno una volta, rivolgere una o più di queste domande? Ma naturalmente il giocatore di ruolo. Timida e schiva creatura emersa dalle nebbie degli anni Ottanta, potenzialmente maschio, quasi sicuramente con gli occhiali, il più delle volte poco a proprio agio con le ragazze. Negli ultimi anni il fenomeno ha coinvolto anche altre categorie umane, la moda si è allargata, i giochi si sono moltiplicati; e comunque alla frase buttata per caso “sì, sai, gioco di ruolo” una delle domande sopra citate sono inevitabili.

O se uno è particolarmente malizioso ti chiede se ti va di vestirti da maga discinta per lui in una sessione a due. Ma è più raro.

Come ovvio consiglio a chi non sa nulla dei giochi di ruolo e vuole farsi un’idea di come questa pratica si sia diffusa e sia stata vissuta negli anni in Italia posso solo suggerire di leggere La stanza profonda di Vanni Santoni.

Ogni volta, prima che il gioco cominciasse, riordinavi il tavolo e mettevi in mezzo la mappa, come a ricordare che il mondo era quello e aspettava di essere vissuto. Era bello, il momento in cui attendevi l’arrivo dei giocatori. Un momento ripetutesi infinite volte e però eccitante quanto le fasi più vivide del gioco stesso, forse perché atteso per tutta l’infanzia e l’adolescenza, quando desideravi un gruppo per giocare e non lo avevi.

Narrato in seconda persona, a metà tra memoriale e fiction, il romanzo affronta e racconta le vicende di un gruppo di amici che nel ventennio Ottanta e Novanta, si dedicano al gioco di ruolo. Avete presente la sigla di Bojack Horseman? Bojack si muove mentre sullo sfondo cambiano situazioni e personaggi della sua vita e della società di Hollywoo. Dal garage/stanza di gioco i protagonisti si vedono girare intorno il mondo in crescita di quegli anni, alcuni personaggi se ne vanno, altri ritornano mentre il protagonista, fulminato da bambino dal mondo del GDR, è sempre alla ricerca di nuovi compagni di avventure. Parte della narrazione è dedicata anche ai pregiudizi che ruotavano intorno al gioco e alle accuse di esoterismo e satanismo che lo rendevano, agli occhi dei profani, una pratica quanto mai pericolosa per le giovani menti.

La stanza profonda è una lettura utile al profano, a chi vuole lanciare uno sguardo sui decenni passati del GDR, e anche a chi quegli anni li ha vissuti e ci si ritrova completamente. Ho tifato fortemente per Santoni allo Strega del 2017, ma qualche tiro deve essere stato critico.

Già prima di incominciare il romanzo posso provare a rispondere alle domande di cui sopra.

Ma chi vince? In genere è un gioco collaborativo. A meno che tu non abbia in gruppo una persona squilibrata che decide di stuzzicare un lupo mannaro in una catacomba prima di farla saltare in aria.

Ma giocate a soldi? No, altrimenti dovrei davvero fare la maga discinta per coprire le perdite. Comunque i manuali hanno il loro buon costo.

Ma conosci i tuoi compagni di gioco o è online? Io ho sempre giocato seduta attorno ad un tavolo con persone che poi sono diventate ben più che amiche. Perché alla fine, ed è una cosa che non puoi ignorare dopo il romanzo di Santoni, una delle cose più belle è che da solo, in un gioco di ruolo, non puoi fare nulla. E se hai buoni compagni di avventura fai di tutto per tenerteli stretti.

Ah, l’abbinamento sembra proprio ovvio: un bel set di dadi. Male che vada, se uno non si converte al gioco di ruolo, li si potrà utilizzare per decidere chi deve lavare i piatti ogni sera.

Jules

Calendario letterario: 22 settembre

Oggi, per gli appassionati del genere, è una data famosa: il 22 settembre, altrimenti detto Hobbit Day, è il giorno del compleanno di Bilbo e Frodo Baggins, nati rispettivamente nell’anno 2890 e 2968 della Terza Era. Non serve fornire il contesto, né di quali avventure siano protagonisti questi due hobbit. Basta solo dire che, almeno una volta nella vita, tutti avremmo voluto una festa di compleanno epica e leggendaria come quella per i loro 111 e 33 anni. Tanti auguri!

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Jules

Natarajasana: in equilibrio in un cerchio di fuoco

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Lo yoga richiede equilibrio, fisico e mentale. O quantomeno è il risultato che io mi sono prefissata di raggiungere quando mi sono approcciata alla pratica. La posizione che per me meglio rappresenta il bilanciamento è quella di Natarajasana, anche detta Shiva danzante.

Nataraja è uno dei nomi di Shiva: è il Maestro di tutti gli Yogi ed è simbolo del dominio sui sensi e sulla mente. In quest’asana viene rappresentato come un danzatore nel momento della creazione dell’Universo. Partendo dal presupposto che non va eseguita se si hanno lesioni a ginocchia e zona lombare o se si soffre di pressione molto bassa, per entrare in posizione si parte in piedi: si inizia radicandosi a terra aprendo le dita del piede sinistro e spostando lentamente il peso. È consigliato fissare un punto davanti a sé per tutta la durata dell’esecuzione, in modo da avere un punto di riferimento stabile.

Una volta creata la base stabile,  si piega la gamba destra portando il tallone verso i glutei e afferrando il dorso del piede con la mano destra.

Aprendo bene il torace ed inarcando la schiena, si spinge il dorso del piede contro la mano e lontano dai glutei, attivando la muscolatura della gamba e dei glutei fino a distendere completamente in braccio destro.  A questo punto si sposta il peso in avanti e ci si bilancia con il braccio sinistro che è disteso in avanti senza fare torsioni col bacino. Sciogliere e ripetere sull’altro lato.

Natarajasana fa parte delle asana di equilibrio, sviluppa la concentrazione e l’attenzione. Tonifica e rafforza gambe, caviglie, glutei e addominali e garantisce flessibilità ad anche e schiena. Data la apertura, è adatta alle persone introverse che hanno difficoltà a relazionarsi e a creare buoni rapporti con gli altri ed equilibra gli stati di nervosismo e iperattività mentale.

(Si può fare di meglio di come l’ho realizzata io. Ma, come anticipato, l’equilibrio è il mio punto di arrivo e la strada da fare è ancora tanta. Si ringrazia sempre Cecilia e Sissy di Mappamundi Yoga che forniscono supporto nella pratica e le note tecniche per le asana).

Shiva, spesso immortalato nell’atto di compiere la sua danza di creazione e distruzione, viene rappresentato in un cerchio di fuoco. Mentre tenete quest’asana potete leggere Il cacciatore di draghi di J.R.R. Tolkien.

Aegidius de Hammo era un uomo che viveva nel bel mezzo dell’isola della Britannia. Il suo nome completo era Aegidius Ahenobarbus Julius Agricola de Hammo, perché in quell’epoca, molto tempo fa, quando quest’isola era ancora felicemente divisa in molti regni, le persone erano dotate di nomi altisonanti.

L’azione si svolge in Gran Bretagna in un indefinito Medioevo: lo spazio è nettamente diviso tra il villaggio, sicuro e assoggettato al dominio dell’uomo, e il pericoloso “esterno” detto anche “Vasto mondo” o “Colline selvagge” dove abitano tutti gli esseri del folklore e della fantasia anglosassone. Il protagonista è un semplice agricoltore di nome Giles che, più per fortuna che per reali meriti, si procura la nomea di eroe per aver salvato il proprio borgo dall’attacco di un gigante. A seguito di ciò viene incaricato dal re di scovare e cacciare il pericoloso drago Chrysophylax Dives; al sua fianco pende la famosa spada Mordicoda, flagello e terrore di ogni drago.

A parte l’elemento del fuoco di Shiva e del drago distruttore, questo libello è un perfetto mix  di realtà ed elementi fantasy che consentono un ingresso soft nel grande mondo di Tolkien. Abbiamo un piede ben radicato nell’epica cavalleresca e un braccio proteso verso il fantastico. Equilibrio e bilanciamento, nello yoga e nella lettura.

E poi sì, ammettiamolo: è un volume abbastanza sottile da non farvi sbilanciare mentre tenete la posizione. Se siete miopi, mettete gli occhiali o il braccio sarà così proteso da farvi perdere l’ingresso nel mondo fantasy.

Jules

 

Oggi si consiglia a… i troppo impegnati

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Dobbiamo rimanere sconosciuti. Nessuno deve sapere che esistiamo e cosa facciamo… Abbiamo cura che nessuno possa ricordarsi di noi…Soltanto finché rimaniamo sconosciuti possiamo occuparci dei nostri affari…affari difficili, travagliati, salassare gli uomini del tempo della vita, ora per ora, minuto per minuto, secondo per secondo, e i secondi così spillati, tutto il tempo che loro risparmiano è perduto per loro…

Buongiorno! Ebbene sì, confesso: mi sono svegliata da poco e sono ancora a letto. Nella frenetica società di oggi, una simile dichiarazione infrasettimanale può essere giustificata solo da una malattia, qualcosa di grave, detto come direbbe la Maga Magò. Invece ho semplicemente un giorno libero, il primo in eoni e non essendo io mattiniera per natura oggi ne ho approfittato. Caraffa di caffè sul comodino e un discreto caos fatto di libri e fumetti acquistati proprio per oggi. Questa breve incursione nella mia situazione personale, che può interessare come no, serve di introduzione al romanzo di oggi che, guarda caso, va suggerito a chi è sempre di corsa.

Fratello maggiore del forse più famoso La storia infinita e giunto alla ribalta cinematografica solo una quindicina di anni fa, Momo esce dalla penna di Michael Ende. Di genere fantastico, ma ambientato in una società che condivide alcune delle nostre caratteristiche, è una feroce critica alla mancanza di tempo del mondo occidentale. I Signori Grigi della Banca del Tempo, vestiti di abiti di ragnatela e con il viso cinereo, ritirano i minuti dalla vita delle persone, rassicurandoli sul fatto che verranno poi loro restituiti. Nella speranza di accumulare tempo che poi potranno godersi in un non meglio precisato futuro, le persone riducono gli svaghi, gli affetti e lavorano di più, alimentando così il potere dei Signori Grigi. Con una metafora non proprio sottile, che tra l’altro vedrei benissimo come trama per un episodio di Black Mirror, Ende ci invita a dedicarci del tempo, a non essere preda della frenesia. Il messaggio lo vediamo anche tropo spesso in giro sui social: frasi motivazionali di ogni genere ci invitano a cogliere l’attimo, aforismi più o meno attendibili ci dicono di goderci una passeggiata, il profumo di un fiore ecc. Messaggi giusti e positivi, ma, purtroppo, non sempre realizzabili. Il mio consiglio è quindi di associare, paradossalmente, questo romanzo ad un orologio. Perché se è vero che non dobbiamo esserne schiavi, è necessario avere il Tempo sott’occhio per vivere con il giusto equilibrio. E poi, da feticista degli orologi quale sono, li ho sempre trovati un accessorio incredibilmente chic.

Jules

RIASSUNTO IN 35 PAROLE
Momo, misteriosa bimba orfana, lotta contro i Signori Grigi della Banca del Tempo che mirano a rubare il tempo alle persone. Immune al loro potere, partirà per un viaggio allo scopo di liberare le Orefiori e restituire il cuore e la vita ai risparmiatori di tempo