Calendario dell’Avvento: 11 dicembre

“Lei non proveniva da una famiglia di circensi o di acrobati, non aveva nessun ricordo del suo passato né aveva una famiglia. L’unico affetto che aveva era la maga, era come se fosse sua madre. L’aveva trovata che vagabondava in giro da sola e l’aveva presa con sé. Così iniziò la sua avventura nel parco giochi. Venivano milioni di persone per vedere i loro spettacoli e per andare nelle loro giostre.”

Il profumo dello zucchero filato
di Eleonora Pumati
Sensoinverso Edizioni
Branduardi è buono in ogni stagione, anche sotto Natale 

Chi ha paura de…gli specchi?

Copia di meals

Non so se l’ho già detto o lasciato intuire, ma io adoro Halloween. Sia nel suo senso tradizionale, sia nella variazione più carnevalesca degli ultimi decenni, sia nelle declinazioni in tutta Europa e nel mondo. Inevitabile, nel pensare a questa festa, a mostri e fantasmi, a Babau e vampiri. Il male occulto cammina sulla terra, si mostra con il suo vero volto e sta a noi affrontarlo, ridicolizzandolo o combattendolo. Ecco perché questo mese i libri consigliati saranno dedicati alle paure specifiche e alle letture adatte per combatterle. Un giro di interrogazioni su Instagram mi ha fornito un buon ventaglio di paure tra le quali scegliere. Mi metto in gioco per prima e confesso che una delle cose che mi inquieta sono gli specchi.

Gli specchi ci consentono di fronteggiare noi stessi in tutte le nostre imperfezioni. Lasciano immaginare infiniti mondi dietro di loro, mondi al contrario, dove le regole sono sovvertite. E poi, chi non controlla lo specchietto retrovisore della macchina temendo di trovare un serial killer sul sedile posteriore? Chi non teme, rialzando la testa e guardando lo specchio del bagno, di non vedere riflesso nulla e poi sentire un morso sul collo?

Spero ci sia qualcun altro con fantasie legate agli specchi o ci sto facendo una figura miserrima. Visto che la paura è codificata e prende il nome di eisoptrofobia, penso di trovare la compagnia di qualcuno.

Il libro consigliato per affrontare gli specchi è Il popolo dell’autunno di Ray Bradbury

Da dove vengono? Dalla polvere. Dove vanno? Verso la tomba. È sangue che scorre nelle loro vene? No: è il vento della notte. Che cosa pulsa nella loro testa? Il verme. Che cosa parla attraverso le loro bocche? Il rospo. Che cosa guarda attraverso i loro occhi? Il serpente. Che cosa ode attraverso le loro orecchie? L’abisso tra le stelle. Scatenano il temporale umano per le anime, divorano la carne della ragione, riempiono le tombe dei peccatori.

Il romanzo di Bradbury, dal titolo originale Something Wicked This Way Comes, ha ispirato l’omonimo film della Disney negli anni in cui la Disney non aveva paura di terrorizzare sul serio i bambini. In una cittadina americana, Halloween, un anno, arriva prima del previsto. Il circo Pandemonio con le sue attrazioni così terrificanti da sembrare vere, arriva in una nube di zucchero filato e liquirizia bruciata. Porta con sé streghe, gallerie degli specchi, giostre dagli arcani meccanismi e il potere di realizzare i sogni più nascosti di ogni abitanti del paese. Tra i diabolici giostrai e lo scatenarsi delle forze del male si ergono due ragazzini, Will e Jim, e un bibliotecario (che non si chiama Rupert Giles*) che si opporranno alla venuta di questo malefico circo e lo respingeranno. Almeno fino alla prossima volta.

Il romanzo ha momenti di squisito terrore. L’inseguimento nella biblioteca oscura con il giostraio, il signor Dark, che cerca i bambini cantilenando il loro nome non è cosa da poco. Una delle attrazioni del circo è la galleria degli specchi dove chi entra perde la ragione e vi resta intrappolato. Il popolo dell’autunno trae la sua forza anche dalla sofferenza e dal pianto in essi riflessi. Come sconfiggerli allora? Con il sorriso.

Il sorriso inciso su un proiettile può trapassarli e ferirli, il sorriso in uno specchio ci rimanda un sorriso e non il terrore. Siamo noi a dare forza alle nostre paure. Allora ci rendiamo conto che le cose che ci spaventano le abbiamo messe noi lì dentro. Se ci facciamo una smorfia, la paura dovrebbe sparire.

Vi faccio sapere se smetto di controllare lo specchietto della macchina per cercare eventuali aggressori.

*chicca per gente che è stata giovane negli anni ’90

Jules