Shopping: per Pasqua

Copia di meals (2)

Posso leggere facilmente nei loro occhi, le loro bocche – questa con l’aria amareggiata gusterà le mie scorze d’arancia aromatizzate; e questa con il sorriso dolce apprezzerà i cuori d’albicocca dal centro morbido; questa ragazza con i capelli scompigliati dal vento adorerà i mendiants; questa donna vivace e allegra adorerà i boeri. Per Guillame, i fiorentini, mangiati a modo da un piattino nella sua ordinata casa da scapolo. La golosità di Narcisse per i tartufi di cioccolato doppio rivela un cuore d’oro sotto l’aspetto burbero. E i bambini… Ricci di cioccolato, bottoni bianchi con vermicelli colorati, pain d’épices orlato d’oro, frutti di marzapane nei loro nidi di carta crespata, torrone di cioccolato croccante, cioccolatini ripieni, biscotti croccanti… Vendo sogni, piccoli comfort, tentazioni dolci e innocue per far scendere una schiera di santi che precipitano uno dopo l’altro tra le nocciole e i torroncini…

Ammetto che sto giocando facile. Quasi verrebbe da non continuare. Però non farei onore alla mia attività non suggerendo un compagno di carta per il lungo week end  pasquale. Vi trattengo poco perché so che sono comunque giornate impegnative.

Non mi sono dovuta scervellare più di tanto su quale dovesse essere il libro per questo week end: Chocolat di Joanne Harris è sicuramente la scelta migliore.

Mi sembra addiritturo tautologico mettere qualche informazione sulla trama perché tra libro e film non c’è davvero lettrice/lettore che non sappia a grandi linee la storia. Per di più, l’arco temporale di svolgimento della storia va dalla fine del Carnevale fino alla domenica di Pasqua. La cosa importante da sapere è che non lo si può leggere senza una congrua dose di cioccolato vicino a sè. Calza davvero a pennello.

Sarete tutti molto impegnati in queste giornate: fare gli ultimi acquisti, preparare il pranzo pasquale, trovare idee (se già non l’avete fatto) per l’odiata/ amata Pasquetta… In mezzo a queste ultime spese e doveri, infilate una breve puntata in libreria. Probabilmente si tratta di uno dei romanzi più ristampati e facile da reperire, in caso non l’abbiate già. Leggetelo dopo la lunga mangiata, quando potrete sdraiarvi tranquilli con un caffè e un pezzetto di cioccolato, oppure mettetelo nel cestino per il pic- nic di Pasquetta. Dovesse piovere, vi farà compagnia a casa.

Io risolverò ogni problema lavorando entrambi i giorni. Però, l’uovo che vedete in foto mi aspetta a casa pronto per essere rotto e il romanzo, che è uno dei miei preferiti tanto da averne una copia ormai consunta dall’uso, sapranno comunque darmi l’illusione di festeggiare.

Jules

Relax: guardare le figure, anche da grandi

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-Ma come fai a leggerlo? Non ci sono le figure!- domanda un arrogante Gastone a Belle nel film Disney La Bella e la Bestia. Lei replica che alcune persone sanno anche usare l’immaginazione e lo rimette al suo posto.

I libri con le figure sono associati alle pubblicazioni per bambini e il termine viene a volte utilizzato come spregiativo per chi non ha voglia di impegnarsi nella lettura. Eppure, quanto era bello potersi perdere nella contemplazione delle forme e dei colori! Volendo quindi trasporre la cosa sul piano adulto e letterario, per il relax della domenica suggerirei di scegliere un volume con le figure per “grandi”. Di quale categoria di libri stiamo parlando? Dei cataloghi d’arte.

Il catalogo d’arte ha più livelli di fruizione: si possono leggere gli interventi critici, le contestualizzazioni delle opere, le descrizioni dei soggetti oppure, semplicemente, osservare le figure e perdersi nella pura immagine. Quest’ultimo non ha nulla di meno rispetto agli altri livelli: l’osservazione dell’arte nutre la mente esattamente come una lettura. Anzi, ci si può anche sollevare dal gravoso compito della comprensione e potersi concedere, una volta ogni tanto, la possibilità di ammettere che una cosa ci piace perché è bella, senza dover dare giudizi o spiegarne le motivazioni. Ci piace e ci fa stare bene. Possiamo tornare bambini che si entusiasmano per un bel disegno.

Giusto per ampliare la mia lista di cliché, uno dei miei artisti preferiti è Alphonse Mucha, famosissimo interprete e rappresentatante dell’Art Nouveau. Osservare i suoi colori, le linee sinuose, la bellezza idealizzata delle sue donne, mi acquieta la mente e distende gli occhi. Da accompagnarsi con un buon boero e da leggere nel tardo pomeriggio: così quando i “grandi” ricominciano a pensare al gravoso carico del lunedì, si può ritrovare un pezzetto di infanzia perfettamente giustificato.

Jules