Arrivederci ragazzi: l’antologia

Sembra il titolo dell’episodio finale di una trilogia di film di supereroi, ma se frequentate il blog da un po’ (voi affezionati dodici lettori) vi ricorderete del salotto letterario che abbiamo tenuto lo scorso autunno sul tema della formazione. Insieme a Renato Costa e Sandro La Gaccia, scrittori ed editor, abbiamo parlato di Bassani, Murakami e London e dei loro romanzi di formazione. Sono stata forzata a rileggere “Il giovane Holden” il mio grande spauracchio dell’adolescenza che non si è conquistato le mie simpatie in età adulta.

Dopo queste conversazioni è partito un progetto di scrittura creativa rivolto agli studenti dell’Università di Padova, con il patrocinio dell’ESU di Padova. L’obiettivo era la creazione di racconti che trattassero, appunto, di formazione. Con una gestazione relativamente breve, ecco che alcuni mesi dopo sono a presentarvi il prodotto del corso: “Arrivederci ragazzi”, l’antologia edito da Ciesse Edizioni.

Se penso ai rombi rossi, m’intristisco. Qualcosa che non ho mai avuto, mi dico, che non stringerò mai. Dovevano essere legati ai malumori di quell’autunno, quindi, quando lavoravo come postino nella città dov’ero studente della facoltà di lettere. Con la brutta stagione non erano aumentate solo le ore di buio, si era incupito anche il mio modo di pensare. Ero diventato pessimista, perché mi sembrava di sprecare tempo: tutta la settimana in giro con la bici, poi chiuso in casa nel week-end.

“Vertigine”

Visto che il mese di maggio è iniziato con un “Ex Novo” in transito, proseguiamo su questa falsa riga. Tutti siamo in transito, così come tutti siamo in formazione. Per fortuna, il nostro maturare non si ferma all’età adolescenziale, ma continua per tutta la nostra vita, chiaramente con problemi ed evoluzioni diverse. Quando ho incominciato la lettura dell’antologia, sono andata indietro con la memoria* ai miei punti nodali di formazione del periodo universitario. Mi sono immersa tra le pagine con un misto di curiosità e preoccupazione: curiosità per la scoperta di quali scogli ci fossero nelle vite dei ragazzi, preoccupazione perché temevo di non avere più il polso della situazione visto lo scarto generazionale. La lettura si è rivelata molto piacevole per due motivi.

Il primo (ed è quello serio) affonda nella narratologia. Si dice sempre che, per produrre un buon testo scritto, si deve raccontare il particolare per arrivare all’universale. Senza parlare di massimi sistemi e di sentimenti in generale, bisogna trovare il modo per esprimere ciò che tutti proviamo (amore, odio, invidia, solitudine) con una storia ben specifica. Allora leggiamo di racconti che fanno provare la sensazione di inadeguatezza che si prova al proprio primo lavoro come nel racconto “Primo soccorso”; la curiosità del “come saremo” da qui a cinque, dieci, vent’anni come ci viene raccontato in “Dieci anni dopo”; lo scoprire che gli “adulti” hanno la loro vita precedente fatta di gioie ed errori, esattamente come la nostra, e che si avviano verso l’ineluttabile declino come in “Dall’alto”; la perdita e le incomprensioni con gli amici come in “La stanza” e “Incomprensioni”. Piccoli racconti particolari che arrivano a farci provare sentimenti universali.

Il secondo (sembra meno serio) è che non sono così vecchia come credevo. Ovvero, l’empatia che scatta nella lettura di questi racconti trascende dall’essere in un canonico periodo di formazione come quello dell’adolescenza o degli studi. Un’antologia che è lettura coinvolgente per un pubblico di qualunque età.

Sensazione che suscita anche “Il giovane Holden”, a conti fatti; a prescindere dalla propria antipatia personale.

Jules

*sì, non sembra, ma è già passato un bel po’ di tempo.

“L’ultima pagina” debutta

L’ultima pagina” di Giulia Pretta
Ciesse edizioni

Buongiorno e buon inizio settimana. Post di servizio che (spero) sarà oggetto di aggiornamenti.

Chi pensa che il difficile dello scrivere un testo sia scrivere il testo, non sa che quella, nel totale, è quasi la parte più semplice. Perché una volta che il tuo testo ha un titolo, una copertina e quella copertina porta il tuo nome bisogna che lo si faccia vedere in giro.

Un testo, divenuto romanzo, è come una debuttante della buona società di Savannah negli Stati Confederati: deve presentarsi in società e, possibilmente, “mangiare tanto quanto uccellino”. Quindi mi sto dando da fare per trovarle qualche piccolo ballo perché si faccia conoscere da una cerchia (si spera) di gente che avrà piacere di leggere la storia di Mark e Judy. Ecco in primi appuntamenti

18 aprile, ore 18.30: Padova, alla libreria “Il mondo che non vedo“. Presenteranno Laura Liberale ed Heman Zed

6 maggio, ore 18.30: Ponte di Brenta, alla pasticceria “Tombolato“. Presenterà Renato Costa

7 giugno, ore 18.00 (all’incirca): Vercelli, alla libreria Mondadori. Presenterà Ilde Lorenzola.

Continuo a cercare ingaggi.

Jules

Calendario dell’Avvento: 20 dicembre

“Con il volto rischiarato dalla luce soffice delle fiamme, Malinka puntava lo sguardo ora su un’erbaiola, ora sull’altra. Erano donne dalle mani ruvide e dagli sguardi infiniti. Con lei erano gentili, ma perlopiù la ignoravano. Solo alcune di loro la guardavano in un modo… come a dire che non avevano dimenticato la piccola palì e i suoi dispetti. Molte portavano i capelli raccolti sotto fazzolettoni ma nessuna usava cuffie, alcune fumavano lunghe pipe e altre sorseggiavano l’infuso tenendo la tazza con entrambe le mani. Nella cucina di Usta, durante quelle riunioni, c’era un mescolio di odori: quello di fumo della legna che bruciava male, quello delle erbe secche e della lavanda in particolare, il fumo piacevole delle pipe, quello dei cibi che Usta aveva cucinato durante il giorno.”

“L’arte delle gocce rosse” di Elena Lazzaretto,
Ciesse Edizioni

In onore all’ambientazione steampun del romanzo

Cerebration: a head (and a week end) full of things

In quel di Padova ci piace concentrare. Seguiamo un po’ la logica dei futuri sposi che scelgono, per la data fatidica. un periodo compreso tra la tarda primavera e il dorato autunno. Con il risultato che le frotte di amici si trovano alcuni mesi con i week end impegnati da pantagruelici pasti e mesi di desolazione alimentare.

Sui festival e le attività cittadine, a Padova e non solo, si ragiona nella stessa maniera. Per fortuna non siamo come Stars Hollow, la cittadina di Gilmore Girls, con le centinaia di manifestazioni in ogni stagione. Week end traboccanti di eventi ci nutrono prima del letargo invernale. Presentazioni, incontri, aperitivi riempiono la testa in modo da essere ben satolli (e con una buona lista di libri da leggere) nei pigri pomeriggi novembrini.

Questo primo fine settimana di ottobre, Padova ci ha ben nutrito: si è tenuta la Fiera della Parole, la kermesse che ormai è appuntamento fisso della città ogni autunno, e il CeRebration Fest giunto ormai alla sua nona edizione.

crb

Il CeRebration è un festival, ma soprattutto è un contenitore di idee. Ospita laboratori, esposizioni d’arte, tanta e buona musica e tanto e buon cibo e birra. È uno spazio che lascia il campo a debuttanti ed esordienti accanto a nomi già più affermati. Quest’anno, l’ultima giornata è stata dedicata alla letteratura: Parole e libri, un caffè letterario ha occupato tutto il pomeriggio di domenica 7 al parco Milcovich, in quartiere Arcella. Una scoperta anche per me che a Padova ci vivo e non avevo idea che ci fosse questo parco pieno di ragazzi, cani che giocano e conigli selvatici che brucano sereni e con un certo sprezzo dei bambini che cercano di rincorrerli. Prima che vi parta in testa la Pastorale di Beethoven, vi dico che si sentivano telefoni sparare rap a tutto volume: un parco vivo, il che è molto meglio di idilliaco.

Incontri serrati, quasi speed date con libri e autori. Nell’ordine: Saverio Tommasi con Siate ribelli, praticate la gentilezza di Sperling & Kupfer, Roberta Della Fera con Cristalli di Saremo Alberi, Francesco Mascia con Uomini onda- Vite alla deriva di Scorpione Editrice e Elena Lazzaretto con L’arte delle gocce rosse di Ciesse Edizioni. Per chi non c’è stato, vi faccio rivivere lo speed date. Suonerà una campanella alla fine e potrete decidere se passare all’autore successivo. Via!

IMG_0313

Saverio Tommasi e l’innamorarsi delle storie di lato

Saverio Tommasi, giornalista per Fanpage, ha bisogno di meno presentazioni di altri. Siate ribelli, praticate la gentilezza è una lettera alle sue figlie, usate come gancio narrativo per raccontare storie sotto un’altra prospettiva. Già la copertina ribalta la prospettiva: in un’epoca egoriferita e fatta di selfie, una bambina di spalle di cui non vediamo il volto ci invita a valutare ogni storia e ogni vicenda sotto una luce diversa. Si parte da una storia per arrivare a mettere in luce sentimenti che non pensavamo di trovare in quel contesto. Chi immaginerebbe di trovare dolcezza e nomignoli teneri in un club BSDM? O allegria in una camera d’ospedale dove il marito va a trovare la moglie in coma da anni e le mette musiche abruzzesi ballabili per ricordarle le loro giovinezza? Invece di favole alla La Fontaine, Tommasi parte da storie del quotidiano per arrivare a farci vedere tutto sotto una prospettiva ribaltata.

DIN DIN *sarebbe la campanella*

Roberta Della Fera: non abbiate paura nel far sentire la vostra voce

IMG_0319

Roberta, sin dai tempi della scuola, aveva paura a far sentire la sua voce. Poi, in prima media, la professoressa le fa leggere un suo tema in classe e tutta la classe si perde nelle sue parole. La sua paura si trasforma nella comprensione che avere attenzione alle sue parole è una cosa importante e positiva. Nasce così il primo romanzo, Cristalli. Giorgia, la protagonista, inizia l’università con alle spalle il peso di un’infanzia difficile, segnata da abusi scolastici. L’incontro con altre persone, a loro volta ferite, le farà trovare la bellezza anche nel diverso e capirà come riparare le fratture che crepano il suo vissuto. Roberta sta imparando a usare la sua voce e ha inframmezzato la sua presentazione con un paio di canzoni accompagnata dalla chitarra.

DIN DIN

Francesco Mascia alla ricerca di direzione

La novella di Francesco Mascia tratta, in maniera allegorica, dello straniamento e della mancanza di direzione precisa che vive la nostra generazione. Complice il momento socio-economico, molti non sanno che strada intraprendere, consapevoli di non poter avere la vita dei loro genitori. Di questo parla il viaggio di Paolo, il protagonista, che si imbarca su un veliero alla ricerca di quello che vuole e che amerebbe fare nella vita.

DIN DIN

Elena Lazzaretto e l’ambientazione steam punk Cover_Arte_Gocce_Rosse-693x1024

Elena, autrice padovana, ha appena esordito con il romanzo L’arte delle gocce rosse edito da Ciesse Edizioni. La splendida ambientazione steam punk in una città che ricorda la Londra vittoriana, fa da sfondo alle vicende di Malinka, giovane dei bassifondi con una passione per la scienza e in particolare per la preparazione di un preparato allucinogeno, la miraggina, in grado di far avere visioni applicandola come collirio sugli occhi. Un preparato che è spartiacque tra il sapere popolare dato dalle vecchie erboriste e il sapere scientifico del sistema accademico. Tutti i suoi personaggi sono accomunati da crepe psicologiche che li rendono a tratti inquietanti (Diana su tutti è un piccolo spettro maligno) e sfaccettati. L’ambientazione è uno sfondo di tale accuratezza e con echi al Salgari fantascientifico che incantano. C’è da augurarsi altre opere in questo mondo che catturerà anche chi non è sfegatato ammiratore dello stile steam punk.

DIN DIN

Speed date finito! Anche se non siete venuti ora avete un assaggio del ricco buffet del week end padovano. Spero stiate facendo scorta per l’inverno con libri e idee. Il letargo è ancora lontano, ma è meglio apparecchiare una buona dispensa.

P.S. ho preso più appunti che foto, anche perché inizia la stagione dei guanti e il maneggio telefono all’aperto mi risulta difficile. Che blogger d’assalto! Per fortuna sulla pagina Facebook del festival trovate video e scatti.

Jules