I luoghi dello shopping: Boblu. Una parola inventata per un universo di carta

Logo boblu
La spirale indaco è il loro simbolo. L’indaco, con il tempo, non sbiadisce, anzi diventa più brillante e la spirale è spazio e tempo, percorsi non sempre lineari, svolte e cambi

Per fare tutto ci vuole un fiore. Così si cantava da bambini. E per fare un libro o un quaderno? Ci va ingegno, ci vanno idee, passione e tanto amore. E ci va la carta. Pochi giorni fa mi è arrivato un pacchetto con un ricettario personalizzato e uno scrap yoga journal realizzato da due artigiane che riuniscono tutte le qualità che ho appena elencato. E che usano carte di grande bellezza: sono Luciana e Roberta del marchio Boblu.

Come ogni narrazione che si rispetti, dobbiamo soddisfare la regola delle 5 W.

Who: Luciana Rutigliano e Roberta Dibenedetto, rispettivamente copywriter e graphic designer, insieme formano Boblu, un parola di fantasia (che si legge con l’accento sulla u) e che nell’anima è fatta di carta. Vecchie locandine, imballi, confezioni di pasta, prove di stampa… tutto può entrare nell’universo Boblu.

When: la mitografia narra che il primo seme sia stato piantato il giorno del compleanno di Luciana: ha ricevuto in regalo da Roberta un’agendina cucita da lei con carta “nuova e pulita”. Da lì a pensare di lavorare insieme per cucire carta di riciclo e darle nuova vita, il passo è stato breve. Ufficialmente il progetto è partito il 31 gennaio 2017 e quindi hanno appena festeggiato il primo compleanno

Where: la sede è a Barletta, ma raggiungono ogni punto dello stivale con le loro spedizioni. Il posto più lontano colonizzato dalla loro spirale indaco è Londra, dove hanno mandato dei segnaposti per un matrimonio

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Questa carta me la ricordo anche da bambina! La usava il negozietto/panetteria sotto casa!

What: non conventional paper. Agende, quaderni, ricettari, libri, segnaposti, inviti… tutto in carta riciclata

Why: perché la carta è bene prezioso ed è importante ridarle una seconda vita dopo il primo utilizzo.

Queste due mastro Geppetto della carta recuperano carta e cartone dai più disparati ambienti, la prendono, la plasmano e creano nuovi e meravigliosi universi di carta. Io le ho scoperte per caso, girando su quello sconfinato universo che è Instagram (e andate subito sul loro profilo), e sono rimasta ipnotizzata dalla spirale color indaco che è il loro logo. Per me la carta è magia: come già detto, se potessi mi farei i vestiti di carta. Purtroppo mi manca ogni tipo di manualità e la carta riesco solo ad impregnarla di parole. Trovare quindi i lavori di Boblu mi ha incantato e ho pensato a cosa farmi plasmare.

Chi un po’ mi legge/segue sa che libri-cucina-yoga sono la mia sacra triade. Le mie ricette sono sparse un po’ ovunque: salvate su file, sugli appunti del telefono, scritte sul retro di vecchi racconti stampati… immaginate la caccia al tesoro per ritrovarle ogni volta, anche perché non mi ricordo mai con esattezza le dosi da una volta all’altra. Primo prodotto della lista: un ricettario fatto apposta per me. Ecco il risultato

Progetto senza titolo
Ricettario personalizzato e scrap yoga journal

Tutte la pagine sono fatte esclusivamente di carta alimentare recuperata, intervallate da immagini a tema prese dalle locandine di Market Street food festival donate da Cristiana Ceglie, organizzatrice del festival. Boblu infatti ha attivo anche un programma per il recupero della carta. Invece di diventare donatori di sangue si può diventare donatori di carta: i modi sono tanti. C’è l’old but good sistema del passaparola e un gruppo pubblico specifico Facebook (Boblu_Carta nel cassetto). Nel gruppo vengono segnalati i tipi di carta necessari, vengono condivisi i lavori e si crea di fatto una rete sociale di amanti della carta di qualunque genere ed epoca. E arriva di tutto! Dalle vecchie riviste, ai cartoncini, fino ai bozzetti e alle prove di stampa di qualche illustratore. Per un universo di carta sempre più vario e colorato.

Copia di Ex Novo (1)
Ho già iniziato a trascrivere le ricette!

Per quanto riguarda lo yoga, le Boblu mi hanno introdotta nel mondo del paper sound. Se per i lettori il profumo della carta è drogante, il rumore può portare al più profondo rilassamento. Su youtube si trovano tantissimi video di paper sound con il crocchiare dei vari tipi di carta. Luciana e Roberta hanno realizzato uno splendido Scrap Yoga Journal, fatto con diversi tipi di carta da accarezzare, accartocciare e toccare ad occhi chiusi con le sezioni ordinate dai colori legati ai 7 chakra. Un po’ yogico e un po’ ispirato a Munari. Vi chiedo di prendervi un minuto per guardare questo breve video che spiega al meglio la sensazione che ho provato. Meditare dopo è stato molto più facile.

La rilegatura e la costa sono in carta ricavata da un diario Naj Oleari degli anni ’80 di ispirazione giapponese.

Copia di Ex Novo
Visto dall’alto è coloratissimo! E la rilegatura Naj Oleari mi ha fatto impazzire!

Sono in giro solo da un anno e sono lanciate in tanti progetti che includono recupero della carta, laboratori, fiere… La loro spirale color indaco si allarga sempre di più, quasi un’increspatura sull’acqua, e sta arrivando ovunque. Se volete che lambisca anche voi consultate il loro sito, la loro pagina Facebook e quella Instagram per potervi ordinare il vostro quaderno o la vostra agenda, un ricettario, insomma tutto quello che volete. Per fare tutto, alla fine, ci va proprio la carta

Jules

 

 

 

I luoghi dello shopping: quando il contenente è bello quanto il contenuto

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D’oro, alla torre quadra, all’antica, merlata alla ghibellina fondata sopra una base di tre gradini, sostenuta da due leoni affrontati, il tutto di rosso. Lo scudo sarà fregiato di corona o di cinque fioroni visibili, o di città così recita l’araldica per lo stemma di Bassano, cittadina della provincia di Vicenza adagiata tra le Prealpi e il Brenta. Forse sarebbe più semplice ed immediato mettere due bicchierini da grappa, bordati d’oro, alle estremità del celebre ponte degli Alpini. Quanto meno, non ci sarebbero dubbi sullo stemma di fronte a noi.

Domenica scorsa, vista la potente nebbia che faceva presagire un bel sole (che volete? Noi della pianura padana ragioniamo così) sono andata a fare un giretto a Bassano del Grappa, città molto carina e piacevole per fare un bell’aperitivo. Se non devi guidare. Se si deve guidare, si beve un bicchiere appena arrivati e poi si va in caccia di librerie, quisquilie e pinzillacchere librarie. Pare infatti, che proprio a Bassano abbia sede una delle librerie più belle del mondo, così riferisce IlLibraio, e sono quindi andata a controllare di persona. Ma prima, piccola tappa proprio a fianco del Ponte degli Alpini, al momento sorretto e imbracato per evitare che cada nel fiume come una scultura fatta di fiammiferi.

Bassano del Grappa, oltre che per la grappa, vanta una grande produzione nel campo della carta. Come ogni amante di libri sa, il profumo della carta è qualcosa che attrae più del tartufo e non ci si può quindi esimere dal visitare il negozio delle Grafiche Tassotti. Nato a metà del Seicento con il nome di Stamperia Remondini, diventa famoso in tutta Europa come tipografia e per la produzione di stampe popolari e carta da parati. Dopo varie traversie a seguito della caduta della Serenissima che portano l’attività a smembrarsi, a metà del secolo scorso la famiglia Tassotti riprende in mano questo marchio della tradizione bassanese e produce carta decorativa, artistica, biglietti d’auguri per poi espandersi all’oggettistica e alla cartoleria. Quando si entra si ha l’impressione di arrivare in un negozio di tessuti, più che di carta. Le pareti e le scale sono ricoperte di metri e metri di eleganti carte decorative, così belle da volersi quasi far confezionare un vestito.

Copia di Ex Novo
Stoffe? No! Carta!

I biglietti, gli ex libris, la cancelleria fanno andare in solluchero qualunque appassionato e/o feticista della carta. Due piani di meraviglia e al secondo piano si può ammirare la collezione Remondini- Tassotti con esempi di stampe originali del Settecento. IMG_5245Difficile, molto difficile uscire senza qualcosa. Io ho lasciato il cuore sugli ex libris.

Proseguendo verso il centro, si susseguono una serie di palazzi uno più signorile dell’altro. Molti con delle targhe che ricordano quello o questo gran personaggio che ha soggiornato tra le loro pareti. Persi a osservare le varie diciture si arriva ad un portone dove si informa che lì alloggiò persino Napoleone Bonaparte. Si va avanti e si arriva alla fine della via e… la libreria? Meglio rifare la strada seguendo i numeri civici e, una volta tornati alla targa di Bonaparte, fermarsi perché quel signorile ed imponente palazzo è la libreria. Si dice sempre che il contenuto è la cosa più importante, ma quando tre piani di libri sono avvolti da mura e affreschi settecenteschi si considera quando sia, a volte, importante anche il contenente.

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Attenzione a non perdervi il portone, troppo presi dalle targhe!

Aperta nel 1998, la libreria Palazzo Roberti ospita al primo piano e al mezzanino la libreria vera e propria, mentre l’ultimo piano viene utilizzato per conferenze ed eventi. Presentare o anche solo assistere in un salone affrescato dalla scuola del Tiepolo consente quasi di respirare più a fondo. Oltre a questi spazi, un piccolo terrazzo e un giardino completano la villa e mi riprometto di tornare a primavera per poterne usufruire.

Inutile precisare che con due enormi piani, la scelta di generi e titoli è molto, molto vasta. La parte di narrativa è quasi labirintica e senza aiuto non sarei mai riuscita a cercare i titoli che mi interessavano anche perché la libreria è frequentatissima! Sempre per la narrativa, molto spazio dedicato alle case editrici “major”, un po’ più ristretta la selezione dei titoli delle indipendenti. Si trova comunque di tutto e per tutti: il mio valente (e paziente) accompagnatore in queste escursioni tra gli scaffali ha scovato un volume sulla storia del metal al quale dava la caccia da un lustro. Il colpo d’occhio dalla galleria del secondo piano non lascia indifferenti.

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Il calendario eventi è ricchissimo, la sezione bambini ospita parecchi giochi che facevano gola anche a me e la cornice data dal palazzo vale comunque una capatina.

Ubi Sapientia est, Pax et Iustitia regnant così recita il motto della libreria: sarebbe l’ottimo complemento da aggiungere allo stemma ripensato con il ponte e la grappa. Forse più ruspante di quello reale, ma perfetta sintesi di questa cittadina. Non si può, a questo proposito non chiudere con questo celebre cartello.Bassano3

Dice tutto in cinque parole.

Jules