Calendario dell’Avvento: 19 dicembre

“Ancora prim di sentire sua voce Woody: allunga muso e alza orecchie. C’è in aria qualcosa di diverso, qualcosa che dice: ecco, Padrona sta tornando, e infatti Padrona: apre porta e con braccia spalancate dice: Come sta il mio tesoro, come sta?, e allora Woody: scatta in piedi, e corre, corre, corre, e agita sedere sveltissimo, e fa cerchi intorno a Padrona, e salta dentro le sue braccia, e, allacciati stretti come guinzaglio, Woody e Padrona: rotolano su pavimento per: gioia grande di stare ancora insieme. Rotolano, rotolano, rotolano, senza fare attenzione a pianta di ingresso che cade per terra, e quando Mamma di Padrona Signora Luisa: viene a fare visita, ogni volta dice: Ma com’è che questo ficus lo vedo sempre più storto non è che gli dai troppa acqua?”

“Woody” di Federico Baccomo,
illustrato da Alessandro Sanna, Giunti
Per le feste non possono mancare storie con i cani. E anche canzoni

Calendario dell’avvento: 12 dicembre

Non si può non mettere almeno un Jingle Bells in questo sgangherato calendario 😀
“Non siamo arrabbiati con te. Vieni qui. Vogliamo solo indietro la collana.”
Marley ci guardava insospettito, la testa che andava da uno all’altro. L’avevamo accerchiato, ma lui sapeva di avere qualcosa che volevamo. Lo vedevo valutare le opzioni, una domanda di riscatto forse. Lasciate duecento biscotti non segnati in un sacchetto di carta o non rivedrete mai più la vostra preziosa collana. “

Io & Marley
di John Grogan
Sperling & Kupfer 2005

Shopping: l’educazione sentimentale inizia da giovanissimi

Copia di meals

Mio nome: Woody

Miei anni: quasi tre

Mia razza: basenji

Woody: sa bene perché Padrona: dice sempre quando persone: chiedono.

Ma che bel cane, come si chiama? Woody

Ma che bel cane, quanti anni ha? Quasi tre

Ma che bel cane, di che razza è? Basenji

Ma che bel cane: eccomi, proprio me!

Chi ha figli in età lo sta sperimentando in prima persona; chi non ne ha rispolvera i propri ricordi. Per quanto mi riguarda, poche cose nella mia vita sono state più drammatiche del passaggio dalle elementari alla scuola media. Sarà che, come si dice dalle mie parti, ero un po’ “indietro di cottura”, sarà che avevo delle compagne di classe molto più… ehm… spigliate, fatto sta che per me l’idea dell’inferno è uguale all’anno della prima media (però ambientato in una corsia Ikea). A 11 anni si sentono le prime spinte dell’età pre-adolescenziale, si vorrebbe già essere trattati come ragazzi più grandi, ma si è ancora dei bambini. Quando ci sono passata, ammettere di adorare i peluche era considerato troooppo da sfigati, a meno che non fosse un regalo del proprio moroso. Non riporto nemmeno come fosse vista con la passione per la lettura. Nessuna scena da telefilm americano di maltrattamenti alla ragazzina con gli occhiali, ma di sicuro le amicizie non sono abbondate in quel periodo.

In omaggio a quell’età oggi consiglio una storia che è un ottimo regalo di Natale per ragazzini appena sbarcati alle medie: Woody di Federico Baccomo con le illustrazioni di Alessandro Sanna.

Woody è un cane di razza basenji di quasi tre anni e, come tutti i cani, ha uno sfrenato amore per la sua Padrona. Non sopporta di starle lontano nemmeno per poche ore. Ora che l’hanno rinchiuso in una gabbia e portato via da tre giorni non sa più cosa pensare. Non gli pare di essere stato un cane cattivo: ha solo difeso la sua Padrona. Perché lei non voleva far entrare in casa quell’uomo e ha sentito che urlava “No!” mentre lui le strappava la camicetta. Lui ha fatto quello che farebbe un bravo e coraggioso cane: perché lo stanno punendo e minacciano di non fargli più rivedere la sua Padrona?

La voce di Woody è una delle più tenere e commoventi che si possano leggere. Parla come tutti noi pensiamo parli il nostro cane: anzi, mentre lo leggiamo, probabilmente facciamo, nella nostra testa, la vocetta che adottiamo con tutti gli esseri pelosi a quattro zampe. Proprio questa sua bontà e questa sua gioia di vivere fanno da durissimo contrasto alla scena di violenza alla quale Woody assiste. La sua innocenza non gli fa comprendere appieno cosa sta succendendo, ma sa di dover proteggere la persona che lui ama senza se e senza ma. La tematica, con tutta l’attenzione che si sta ponendo alla violenze sulle donne, è molto pià “grande” e seria di quanto la voce a volte buffa del cane lasci intendere. Eppure, l’educazione sentimentale deve iniziare presto, quando si è ancora bambini, ma si vorrebbe essere trattati da adulti: perché quando si è adulti bisogna sapere come comportarsi e bisogna sapere che anche il fare del male cresce con noi. Sembra una favola, ma dovrebbe essere un manifesto.

E volete negare un peluche sotto Natale? Non è necessario che i compagni di scuola lo sappiano. Tanto, quando si diventa “grandi” per davvero, i peluche possono stazionare in bella vista e sono motivo di vanto e di orgoglio. Basta solo superare quell’inferno che è l’adolescenza.

Jules

 

Shopping natalizio: Sirius, il cane nella storia

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Il cagnolino prova compassione per quest’uomo vecchio e malato il cui mondo sta crollando. Sirius odia Hansi per questo, e Hercules sarebbe felice di saltargli alla gola per vendicare Levi. Non sono tutti lo stesso e unico cane?  E il cane deve stare attento a non perdere il senno. Non soltanto lui.

Sotto Natale gli scaffali dei supermercati si riempiono di panettoni e pandori, le pareti delle librerie di romanzi e storie su cani e gatti ai più vari livelli di commozione. Da Lilli e il Vagabondo in poi il regalo di un animale domestico è associato al Natale. Chi per questioni logistiche non può effettivamente prendere un Marley o una Lilli in carne ed ossa, ripiega sui loro doppi in carta. Carini, tutti, ma essenzialmente ripetitivi.

Cosa regalare quindi ad un lettore possessore di cane? Sirius, il forx terrier che (quasi) cambiò la storia è una piacevole variante. Finalmente ci troviamo di fronte ad un cane che non è solo supporto affettivo per i propri padroni, ma è un intelligente spettatore della storia e  protagonista, a volte involontario, di grandi eventi. Tenero, a tratti, ma mai stucchevole e offre una visione dei tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale con un tocco di levità. Me lo immagino perfetto come lettura per proprietari di cani un po’ agèe (sia l’umano che il cane) e pertanto perfettamente abbinabile con un porta sigari. Mi risulta irresistibile l’immagine di un signore, con il cappello, che fuma seriamente un sigaro mentre legge il giornale e attende che il proprio dignitoso cane finisca di giocare e annusare tutto intorno.

Giusto per smentire il cinismo delle prime righe, ho passato Natali a leggere e piangere su storie di cani. E non è per niente escluso che riguardi Lilli e il Vagabondo una di queste sere.

Jules