Ex Novo: dicembre, andiamo, è tempo di far festa

Copia di Ex Novo
Dicembre è periodo di feste a Pavia. Sfogliando vecchi scatti di quando con le Nuovine si andava al ballo… non stavamo solo chine sui libri

La scansione degli anni universitari, verità risaputa e conclamata, è data dalle sessioni d’esame. Quella per me più terrificante era a gennaio: significava passare il periodo natalizio con l’occhio della mente focalizzato sui tomi che aspettavano sotto l’albero. Il problema maggiore era che dicembre, a Pavia, per me era periodo di feste. Tutti i collegi organizzavano qualcosa, dal ballo più formale con quartetti d’archi, a serate più scatenate. Serate che necessitavano preparazione, come ogni ballo che si rispetti, e tempi di smaltimento nei giorni successivi. Ho sempre amato le colazioni delle mattine dopo una festa: eravamo ancora tutte con i capelli parzialmente in piega e il trucco tolto male e di fretta, qualcuna ancora con gli orecchini e lo smalto, ma in pigiama e poco propense a parlare a voce alta.

Presa da questi ricordi e sfogliando i vecchi album delle foto di quegli anni, ho pensato che la musa perfetta per questo mese di serate scintillanti potesse essere solo uno dei simboli del Novecento, una donna che ha incarnato fascino e seduzione ed è stata fonte di ispirazione per le generazioni a venire: Marilyn Monroe.

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Ad essere onesta, non ho sempre apprezzato il suo personaggio: la percepivo, come lo stereotipo della bionda svampita e non particolarmente brillante. La bocca così rossa, le forme generose, gli atteggiamenti frivoli non me l’avevano mai fatta amare.  Per fortuna sono incappata in Goodbye Marilyn, una graphic novel scritta da Francesco Barilli e illustrato da Sakka per Becco Giallo edizioni, che sviluppa un interessante presente alternativo: e se Marilyn fosse sopravvissuta alla fatidica notte del 4 agosto 1962 e, ormai novantenne, avesse deciso di rilasciare un’intervista?

La premessa a tutta la narrazione è che Marilyn, dopo essersi salvata da quella notte di barbiturici, si sia ritirata dal palcoscenico e abbia scelto di vivere una vita completamente isolata senza mai rilasciare commenti o interviste. Intenerita da un ritratto fattole dalla figlia di un giornalista italiano, sceglie di rompere questo pluridecennale silenzio e concedere un incontro. La narrazione non si snoda in lineare ordine cronologico. Si salta avanti e indietro, si mostrano stralci di eventi storici, di ricordi personali, di abitudini di trucco e si glissa, talvolta, su argomenti scottanti. Il meccanismo è esattamente quello che potrebbe mettere in atto una vecchia signora nel ricordare la propria vita. Con una narrazione molto intimista, scopriamo una donna che, ben lontana dall’incarnare l’oca bionda, è stata schiacciata dallo star system: il suo pretendere uguali compensi tra attori e attrici, la sua necessità di conoscere a fondo i registi con cui lavorare, il vezzo dei ritardi e dei “capricci” richiesti per incarnare un mito l’ha portata all’estromissione. Emerge una donna pacata, fatta di insicurezze e fragilità, ben sottolineate dal tratto grafico di Sakka (Roberta Sacchi): Marilyn risulta sottile, eterea, quasi il parto di un sogno.

Per questo mese, oltre a prendere idee sul suo make up per fare le labbra rosse e sensuali, ricordiamo che Marilyn è stata una figura diversa da quella da sempre proiettata nell’immaginario e ben lontana dal riassumersi nella scena della gonna bianca che si solleva al passaggio della metropolitana. Anche se un po’ di leggerezza non fa male e va bene ricordare che i diamanti restano i migliori amici di una ragazza.

Jules

Relax: meglio un grosso e morbido bozzolo in cui rintanarsi

Copia di meals

Qualche settimana fa ho avuto il piacere di partecipare ad un incontro con Sarah Andersen, la giovane fumettista newyorkese autrice di Sarah’s Scribbles, in Italia per presentare il calendario 2018. Di chi stiamo parlando? Be’, lei

sarahs-scribbles-waking-up

Ora che avete visto queste vignette avete certamente associato. Capelli corti, esile, sorriso timido e voce bassissima nel rispondere alle domande dell’editore e del pubblico. Chi ama i fumetti e le maglie a righe, come la sottoscritta, non può non incappare in lei.

Sarah’s Scribbles inizia a popolare le il web nel 2013 sulla piattaforma Tumblr e da lì il successo cresce andando ad invadere gli altri social e poi finendo su carta. In Italia viene tradotta e pubblicata da BeccoGiallo, casa editrice di Padova. I volumi (da cui sono tratte anche queste due vignette) sono “Crescere! Che palle” e il seguito “Un grosso morbidoso bozzolo felice”.

Nei suoi disegni assistiamo alle avventure di una ragazza che ama indossare felpe grandi, è spesso spettinata, afflitta da mille ansie e un po’ goffa. Dialoga con la sua “coscienza”, rappresentata da un coniglietto, con il suo cervello, le sue ovaie… rappresenta i problemi della vita di ogni giorno dei Millenians, raccontati con autoironia e una punta di autocompiacimento di fondo nel non essere ancora del tutto cresciuti. C’è parte di ispirazione autobiografica, ma non completa identificazione, visto che non viene mai dato un nome al personaggio.

GROSSO_MORBIDOSO_BOZZOLO_FELICE_coniglietto

Questa domenica, per rilassarsi, le sue strisce sono la cosa migliore. La domenica possiamo autocompiacerci nel rimanere a letto fino a tardi, nel non lavare i piatti e nel dire a Netflix che sì! sì! stiamo ancora guardando Family Guy e non vogliamo essere giudicati. Anche se è la terza ora di fila. Anche se lunedì è fuori dalla finestra che sogghigna e ci consiglia di goderci la nostra spessa coperta che funge da armatura. Domani non potremo portarla in giro e dovremo incontrare gente e fare cose.

Jules