Oggi si consiglia… per vacanze lunghe

Il mito dell’estate italiana fatta di mesi al mare, compagnie di amici, falò sulla spiaggia e cuori di panna è vivo nel nostro immaginario. Vivo come lo potrebbe essere una vacanza di due mesi in giro per il mondo. Vivo quanto la Terra di Mezzo perché ormai sappiamo tutti che queste tipologie di vacanze non esistono per molti di noi.

Forse però c’è ancora qualche fortunato che sta per partire per lunghe settimane di puro relax lontano dalla città e dal proprio lavoro. Se ci siete, se siete queste creature mitologiche, allora vi servono letture adatte*.

L’unico inconveniente che riesco a individuare in questa tipologia di vacanze è la nostalgia. Può essere che, a stare lontani così a lungo, manchino le abitudini di tutti giorni e che serva ricostruire la vostra routine fuori dagli schemi normali. La cura per la nostalgia è di circondarsi di persone amiche e alle quali affezionarsi giorno dopo giorno. Ecco perché dovreste mettere in valigia “La famiglia Aubrey” di Rebecca West.

Ascoltate, ascoltate, dovete cercare di capire. Vedete, Cordelia e voi allo stesso modo avete avuto un’infanzia spaventosa. Ma voi tre, Mary, Rose e Richard Quin – non mi sono sbagliata, vero? Bambini dovete essere onesti e dirmi se mi sbaglio – anche se il senso di colpa per avervi dato un’infanzia così mi fa arrossire, penso che voi tre l’abbiate apprezzata.

La saga, adesso al secondo volume edito da Fazi Editore, presenta una famiglia che interpreta, a suo modo, l’inizio del Ventesimo secolo in Gran Bretagna. La ricchezza degli Aubrey non sta nei bei mobili, nei vestiti alla moda o nel sostanzioso conto in banca. Gli Aubrey, tutti, dal primo all’ultimo, sono musicisti, scrittori, filosofi, sensitivi. La madre, pianista con un passato di vera gloria sui teatri europei; il padre, acceso scrittore di pamphlet politici con il vizio del gioco in borsa; i figli, Cordelia, Mary, Rose e Richard Quin con talento per la musica, attraversano, nel primo capitolo della trilogia loro dedicata, la loro infanzia per poi continuare nel secondo romanzo “Nel cuore della notte” con la loro maggiore età e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Gli Aubrey non sono una saga di immediata lettura. Le vicende della famiglia, narrate in prima persona da Rose, paiono a volte scorrere lente. Dietro ogni evento c’è riflessione, pensiero, filosofia: una semplice rissa da pub riflette sulle differenze culturali dei litiganti. Una chiacchierata notturna è presagio del destino dell’oratore. C’è dietro uno studio dell’immagine e una scelta così calibrata di ogni singolo termine che rende la lettura una contemplazione. Ogni singola pagina merita la nostra piena attenzione e lascia un senso di sazietà che si può avere nell’ammirare per ore un quadro alla ricerca di ogni singolo dettaglio che lo rende così perfetto.

E dietro tutto risuona la musica, vera chiave di interpretazione del mondo per questa eccentrica famiglia. Mary e Rose, le figlie minori, seguono le orme della madre come pianiste e sono dotate di talento e impegno. Per loro, il mondo è musica e provare interesse per persone che non suonano sembra quanto di più lontano dal loro sentire: la cugina Rosamud è all’inizio guardata con sospetto perché non suona alcuno strumento e gioca a scacchi e le sorelle si domandano come sia possibile affezionarsi a chi vive senza musica. Chi suona male è etichettato come nemico. La sorella maggiore, Cordelia, suonatrice di violino, il cugino Jock, flautista, musicisti ritenuti senza talento, sono considerate persone sgradevoli. Non a caso suonano strumenti tradizionalmente attribuiti al Diavolo. Soprattutto tra sorelle, la distinzione genera una netta separazione: Cordelia è entità a parte rispetto a Mary e Rose e anche rispetto alla madre che quasi non ci capacita di aver generato qualcuno senza talento musicale e la compatisce.

Gli Aubrey vanno conosciuti con calma, giorno per giorno, e diventa impossibile non affezionarsi a loro, una volta superato lo scoglio della loro riservatezza. Saranno ottimi compagni di viaggio, anche per le lunghe vacanze che vi accingete ad intraprendere.

Jules

*Se ci siete battete un colpo. Anzi diteci quanto e dove andate in vacanza. Sono valide quelle dai 20 giorni in su.

Calendario dell’Avvento: 14 dicembre

“Dopo che mamma e papà ebbero avuto i loro doni, venne il nostro turno. Erano meravigliosi. Guardando indietro a una vita nella quale ho conosciuto molti Natali davvero lussuosi, non riesco proprio a pensare che altri bambini abbiano mai avuto regali più belli. Avevamo capito che papà ci stava fabbricando dei mobili nuovi e delle statuine per le nostre case delle bambole, ma in realtà aveva fatto anche meglio di così. Aveva arricchito il palazzo in stile Tudor di Cordelia con un labirinto, un giardino a livello più basso del terreno e un viale racchiuso da una volta di alberi, come quello di Tanto rumore per nulla.”

La famiglia Aubrey
di Rebecca West 
Fazi Editore
In onore di una sonata a pianoforte fatto dalla mamma delle ragazze Aubrey