Relax: guardare le figure, anche da grandi

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-Ma come fai a leggerlo? Non ci sono le figure!- domanda un arrogante Gastone a Belle nel film Disney La Bella e la Bestia. Lei replica che alcune persone sanno anche usare l’immaginazione e lo rimette al suo posto.

I libri con le figure sono associati alle pubblicazioni per bambini e il termine viene a volte utilizzato come spregiativo per chi non ha voglia di impegnarsi nella lettura. Eppure, quanto era bello potersi perdere nella contemplazione delle forme e dei colori! Volendo quindi trasporre la cosa sul piano adulto e letterario, per il relax della domenica suggerirei di scegliere un volume con le figure per “grandi”. Di quale categoria di libri stiamo parlando? Dei cataloghi d’arte.

Il catalogo d’arte ha più livelli di fruizione: si possono leggere gli interventi critici, le contestualizzazioni delle opere, le descrizioni dei soggetti oppure, semplicemente, osservare le figure e perdersi nella pura immagine. Quest’ultimo non ha nulla di meno rispetto agli altri livelli: l’osservazione dell’arte nutre la mente esattamente come una lettura. Anzi, ci si può anche sollevare dal gravoso compito della comprensione e potersi concedere, una volta ogni tanto, la possibilità di ammettere che una cosa ci piace perché è bella, senza dover dare giudizi o spiegarne le motivazioni. Ci piace e ci fa stare bene. Possiamo tornare bambini che si entusiasmano per un bel disegno.

Giusto per ampliare la mia lista di cliché, uno dei miei artisti preferiti è Alphonse Mucha, famosissimo interprete e rappresentatante dell’Art Nouveau. Osservare i suoi colori, le linee sinuose, la bellezza idealizzata delle sue donne, mi acquieta la mente e distende gli occhi. Da accompagnarsi con un buon boero e da leggere nel tardo pomeriggio: così quando i “grandi” ricominciano a pensare al gravoso carico del lunedì, si può ritrovare un pezzetto di infanzia perfettamente giustificato.

Jules

Oggi si consiglia a… gli artistici

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Una donna davanti a un tavolo, rivolta verso uno specchio appeso al muro, così da mostrarsi di profilo. Indossava una casacca di satin giallo sgargiante orlata di ermellino bianco, e nei capelli aveva un nastro rosso alla moda,  cinque punte. Le illuminava il volto la luce proveniente da una finestra a sinistra, che metteva in evidenza la curva delicata della fronte e del naso. Si stava annodando intorno al collo un filo di perle, di cui reggeva in alto i nastri, le mani sospese a mezz’aria.

Insistenti voci, mi dicono che questo sia il periodo maggiormente legato alla creatività.

Forse perchè fa freddo ed è più semplice stare in casa al caldo a creare di quanto non lo sarebbe d’estate. Fatto sta che la categoria destinataria di questo consiglio sono proprio le persone “artistiche”: non parlo necessariamente dei classici pittoriscrittoriscultorimusicistifotografi, ma anche chi ha voglia di cambiare semplicemente la disposizione dei piatti nella credenza o proprio non sopporta più le proprie collane allineate in un determinato modo. In realtà, tutti i romanzi della Chevalier sono adatti: è una scrittrice che si è dedicata a romanzare la realtà che si cela dietro a dipinti e opere d’arte, ma La ragazza con l’orecchino di perla è il primo che ho letto e ci sono molto affezionata. Sicuramente in molti l’hanno già letto, ma uno dei diritti del lettore è proprio quello di rileggere e farlo in quest’ottica pare una buona idea.

Vuoi per suggestione di titolo, l’abbinamento ottimale è una collana di perle, o perline, insomma qualcosa che abbia rotondità e ci aiuti ad esplorare angoli di noi che non pensavamo potessero nascondere il germe artistico.

Jules