San Valentino si avvicina… per i contro

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E poi se ne vanno insieme, lontani dalla routine prevista per il loro pomeriggio verso le ombre più scure della sera, verso un altrove sfumato e liminale, dove si sceglie un sentiero e se ne trascura un altro.

Con San Valentino sempre più incombente, dopo aver suggerito un volume ai “pro” festa e che potete trovare qui, ecco che possiamo consigliare un romanzo anche alla fazione dei “contro”. Sarebbe semplicissimo, anche in questo caso, consigliare un divertente e cinico volume dissacrante, ma visto che stiamo giocando agli opposti per smussare un po’ le rispettive posizioni, mi trovo praticamente costretta a mettere sul tavolo Tre volte noi di Laura Barnett.

Partendo dal presupposto che una storia eccesivamente stucchevole non avrebbe appeal per il pubblico dei contrati, il pluri-romanzo della Barnett viene incontro alla necessità di commuovere, ma senza far sbuffare dall’incredulità. Eva e Jim sono un lui e una lei come tanti che un giorno, per un banale incidente di bicicletta, si incontrano fuori dall’università. Si piacciono, si innamorano e intraprendono la loro vita insieme, tra matrimonio, carriere che vanno e vengono, maternità e crisi di coppia. Ma se Jim quel lontano giorno avesse scelto di non aiutare Eva con la bicicletta? E se addirittura non fosse passato per quella strada, come sarebbero andate le loro vite? L’autrice esplora tutti e tre i possibili scenari: tutti hanno i loro aspetti positivi e quelli negativi, ma sotteso ad ogni sentiero, c’è il fatto innegabile che le storie di Eva e Jim sono comunque fatte per incrociarsi.

Nessun clichè di amore stereotipato, nessuna tinta pastello, anzi una discreta concretezza nell’analizzare i rapporti. Soprattutto porta ad una facilissima identificazione: anche la più scafata di noi, in una determinata situazione, si è domandata: come sarebbe andata se…? Un triplice romanzo per dare una parziale risposta e per valutare le conseguenze dell’amore. Solo per oggi, indossatelo con un anello: non deve essere l’Anello, ma chissà che non infonda un po’ di romanticismo. In generale e con tutte le debite cautele.

Jules

Libri del lunedì: caffè, in tutte le possibili forme

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Finalmente capii la tazza indiana. Ogni religione ha la sua bevanda sacra: i cristiani e gli ebrei hanno il vino; i buddisti il tè; i musulmani il caffè. Per gli indù è il latte della vacca sacra. Tutto ciò che mi aveva reso perplesso si era chiarito: l’uomo che aveva criticato chi mi aveva preparato il caffè per aver “annacquato il suo latte”; gli enormi tini di latte condensato usato per preparare il caffè “speciale”; lo sguardo perplesso dei venditori, quando avevo chiesto una tazza di caffè nero.

Il lunedì dopo un ponte è sempre più difficile degli altri. Sia che abbiate fatto vacanza sia che, come la sottoscritta, abbiate lavorato senza guardare i giorni rossi sul calendario, serve qualcosa che vi faccia affrontare la giornata. Caffè, caffè, caffè. In tutte le sue possibili forme. Se questa mattina avessi avuto del profumo al caffè me lo sarei spruzzato fin sui capelli: altro che le famose due gocce di Chanel n. 5!

La tazzina del diavolo del reporter americano Steward Lee Allen vi può aiutare. Della serie Feltrinelli Traveller e quindi di formato compatto e utile per i viaggiatori (del mondo o anche solo pendolari), racchiude tra le sue pagine tante cose: è un diario di viaggio, un trattato di gastronomia, di storia ed etnografia. Tutto legato alla bevanda miracolosa che ci fa alzare ogni mattina: leggende, storie vere e abitudini alimentari da ogni parte del mondo ci aiutano a comprendere un po’ di più e quindi ad amare questa mistura diabolica.

Visto che il caffè mi serviva in ogni possibile forma, l’ho abbinato ad un anello a forma di tazza fumante. Nello specifico e se si tratta di un regalo, l’anello è di Design Tun (senza h!), designer brasiliani estremamente sfiziosi (qui le loro creazioni http://www.designtun.com.br/ ). Spero che tutto ciò vi aiuti, almeno fino all’ora socialmente accettabile in cui si può sostituire il caffè con qualcosa di più forte.

Jules