Ex Novo: torneremo a stare vicini, ma nel frattempo…

Inutile dire che questo periodo porterà grossi cambiamenti nella vita di tutti. Non parlo di quelli massicci che andranno a influire sul lavoro e le nostre sicurezze: sono appannaggio personale di ciascuno di noi. Parlo delle cose minute, settori e argomenti a latere di cui ora non siamo consapevoli e che non è nemmeno così urgente identificare; ma ci saranno.

Per fare qualche esempio: probabilmente ci abitueremo a starnutire nella piega del gomito e non più portando la mano davanti alla bocca. Lavarsi le mani avrà acquisito una gestualità frutto delle numerose filastrocche e canzoni (anche per adulti) che ormai imperversano. Saremo più attenti e modulati nel fare le spesa. Avremo tutti imparato a fare il pane.

Di conseguenza: affronteremo una crisi mondiale del lievito. Gli abiti dell’autunno-inverno 2020-2021 avranno l’interno manica sostituibile e lavabile. La lobby delle creme mani prenderà il sopravvento. Torneremo a fare la spesa per tutta la settimana e ci abitueremo a trovare i supermercati chiusi la domenica.

Ex Novo di questo mese si adatta ai tempi e sarà un po’ diverso. A seguire ci saranno alcuni suggerimenti di lettura per tutti, indipendentemente da facoltà, corso, studenti e lavoratori. Per allietare la reclusione di molti di noi e per procurare un po’ di svago a chi l’emergenza la vive in prima linea. Così presto torneremo, con le dovute modifiche di cui sopra, alla nostra vita più o meno regolare.

Il giardino del Collegio Nuovo Fondazione Sandra e Enea Mattei è vuoto in questi giorni. Fiorisce, in attesa del momento in cui potremo di nuovo stare vicini

Per prepararsi all’apocalisse: “L’allegra apocalisse” di Arto Paasilinna, Iperborea

Asser Toropainen, che in gioventù non si è risparmiato nell’appiccare fuoco agli edifici di culto, sul letto di morte decide di lasciare al nipote Eemeli fondi sufficienti per costruire una chiesa tra i boschi di Finlandia. Quando ci sono soldi, terreni e una sauna per convincere i burocrati locali ad autorizzare la costruzione, i problemi sembrano svanire. Quando poi si dice chiesa, è chiaro che serve anche un cimitero e una Fondazione funeraria alle spalle. E poi una casa per il pastore; e una per il presidente della fondazione e sua moglie. E queste persone dovranno mangiare e bere alcol e serviranno case per chi alleva e coltiva. Ci vuole poco per costruire un piccolo centro ricco e fiorente, edificio dopo edificio. Chissà che questo piccolo centro arcadico non sia il solo nucleo in grado di sopravvivere alla distruzione del mondo e allo sterminio della razza umana. Sappiate che, se si è preparati, si ha sufficiente grappa e scorta di coregonini, anche un fallout nucleare non sarà un problema. Perché ogni morte ha in sé i seme della rinascita. Paasilinna, con lo humor pungente anche su argomenti scomodi, non ci permette di dimenticare questa verità: anche se tutto sta andando in malora, sappiate che da qualche parte un vecchio bruciachiese ha preparato per noi il germoglio per una nuova società.

Per stare all’aperto (ma tra le pagine): “Kilmeny del frutteto” di Lucy M. Montogomery, Caravaggio editore

Dall’autrice di “Anna dai capelli rossi”, una storia d’amore che sembra uscire da un quadro di William Waterhouse. Eric Marshall, giovane laureato, arriva sull’isola del Principe Edoardo per diventare maestro di scuola. Lì conosce Kilmeny che vive da sempre isolata, vuoi per la sua menomazione alla voce, vuoi per le chiacchiere che girano sulla madre e sulla sua nascita al limite del decoroso. L’amore fiorisce immediato e spontaneo, benedetto dalla famiglia di lei: gli unici contrasti che sorgono sono dati dalla naturale ritrosia della giovane e dal suo disagio nel non poter parlare e quindi essere una buona moglie per Eric e dalla gelosia di Neil, un italiano poco raccomandabile adottato dalla famiglia Gordon. A farla da padrone, lo splendore del giardino dove i due giovani si incontrano. Chiocchiolii d’acqua, profumo di lillà e mughetti, stormire di fronde e i numerosi rimandi poetici ad autori quali Alfred Tennyson e William Wordsworth immergono in un luogo che sembra quasi la terra degli elfi, dove il tempo passa diversamente e una sola mezz’ora può corrispondere a sette anni.

Per farsi una risata: “Sesso amore e croccantini” di Flavia Borelli, Fazi editore

Micioara, gattina randagia trovata nel motore di una macchina ma perfettamente riconvertita alla vita d’appartamento e al lusso, è in calore perpetuo: la sua proprietaria (anche se forse dovremmo dire “custode”) decide di trovarle un compagno per fornire sollazzo e, si spera, una cospicua nidiata di gattini. Dopo vari tentativi falliti con gatti di buona famiglia, arriva Giuda, abbigliato come il marchese di Carabas, che è pronto a distruggere l’appartamento per lunghi giorni di amplessi rumorosi e furibondi. Le descrizioni dei focosi incontri tra i due gatti e le lamentele dei vicini che, forti del regolamento condominiale del 1936, non tollerano animali domestici nel loro lussuoso condominio sfiorano la Commedia dell’Arte. La buona dose di albagìa intellettuale della protagonista fa ghignare con gusto quando i gatti scelgono di accoppiarsi per la tredicesima volta sul divano provenzale. Ma un buon umorismo non è mai fine a se stesso e questo romanzo nasconde un filo sotteso che mostra come i gatti, fedeli all’articolo 13 della costituzione di Užupis, sono d’aiuto al loro umano nel momento del bisogno.

Iniziamo aprile con la fiducia che, in tempi ragionevoli, potremo tornare a trovarci. Nel frattempo, abbiamo di che impiegare le nostre giornate.

Jules

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