I luoghi dello shopping: Vilnius e le chiavi cavatappi

La storia è iniziata a marzo: tardi per i miei standard di prenotazione delle vacanze. Per ragioni varie, legate a impegni, incertezze, mi sono ritrovata al 18 di marzo senza un’idea precisa su dove trascorrere le ferie. Faroe e Shetland erano ormai fuori portata perché i costi erano lievitati e quindi ho fatto una cosa che non faccio mai: ho lasciato decidere al Fato che, in questa storia, ha assunto il volto di Ryanair. Ho aperto l’applicazione e ho deciso, in accordo con il Grande Nerd, di cliccare “prenota” sulla prima destinazione che la compagnia ci avrebbe offerto.

«Vola a Vilnius a partire da 20 €»

«Prenoto?»

«Prenota!»

«Ok, fatto.»

«Fantastico. Esattamente dov’è che andiamo?»

«Estonialettonialituania?»

Perché per me, le tre repubbliche baltiche sono sempre state un ammasso confuso. Sin dai tempi delle elementari non ho mai saputo ben distinguerle, posizionarle e associare la giusta capitale alla giusta nazione: il mio Sapientino e le carte geografiche della scuola erano ante caduta URSS.

«Oh, guarda, è il Lituania.»

«Oh, guarda, Forbes la indica come meta imperdibile.»

E io nutro una grande fiducia nei consigli della bibbia del capitalismo. Finito il simpatico siparietto, vi faccio fare un mini giro di Vilnius. Perché è una chicca di città e mi ha sorpreso. Siamo partiti molto all’avventura e senza programmazione e siamo tornati più che mai decisi a recuperare anche Riga e Tallin (che ancora faccio fatica ad associare alle restanti repubbliche).

ARRIVO

Visto che non conoscevo la città, mi sono affidata a un’ottima mappa: una teiera sul muro.

Il volo è abbastanza breve, dura un paio d’ore. All’arrivo, in un aeroporto che sembra un normale palazzo governativo, il collegamento con il centro città è tra i più comodi ed economici che abbia mai visto. L’aeroporto è a pochi chilometri dalla città quindi basta prendere l’autobus n.1 che ferma in stazione dei treni o il n.88 che ferma in pieno centro a pochi passi dalla piazza con la cattedrale. Il biglietto costa 1 € e si può acquistare a bordo. Ah, ricordatevi di spostare l’orologio avanti di un’ora quando arrivate.

CIBO

Quando siamo arrivati, la nostra host di Airbnb ci ha consegnato le chiavi di casa con un utilissimo portachiavi: un cavatappi perché la birra sarà vostra fedele compagna per tutta la vacanza. Ovvietà a parte consiglio caldamente di assaggiare la Šaltibarščiai, una zuppa fredda di cetrioli e barbabietole che, a parte l’inquietante colore rosa bigbubble, è davvero deliziosa. La trovate un po’ ovunque, ma consiglio di andare a Forto Dvaras, un pub pieno di studenti dai prezzi davvero concorrenziali. Il raggiungimento della sazietà e del nirvana alimentare si può ottenere con un piatto di cepelinai, gnocchi grossi come patate ripieni di carne di maiale e conditi con panna acida e pancetta fritta.

Šaltibarščiai

Non ci siamo poi fatti mancare un dolce nel cat cafe di Vilnius. A nostra discolpa possiamo dire di aver sofferto la separazione dalla malvagia Madame Mim che ha approfittato delle nostre vacanze per andare in pensione a bullizzare gli altri gatti e a rubare loro le crocchette. I dolci sono molto buoni, i gatti educati e più che disposti a farsi adorare in maniera incondizionata.

Vietato tirare le code!

GENTE

Bastano davvero poche interazioni per rendersi conto che i lituani non sono molto gioviali. Non sono scortesi, ma ti lasciano intendere che qualunque cosa tu chieda, qualunque cosa tu faccia, in qualche modo li stai disturbando. Che sia d’esempio:

«Quale birra ci consiglia da abbinare a questo piatto?»

«Una qualunque.»

Non fa una piega perché le loro birre sono tutte effettivamente buone. Ah, e se provate a ordinare una birra piccola, vi porteranno sempre e comunque una media. Non c’è posto per i deboli in zona baltica.

LIBRI

A Vilnius i libri crescono sugli alberi, si trovano bene attaccati ai soffitti e gradiscono la compagnia delle birre. Si consiglia Knygynas Keistoteka nella repubblica di Uzupis (guardate più avanti per scoprire cos’è): ci sono libri sul soffitto, libri usati alle pareti anche in inglese e qualche rara chicca in italiano, e oggettistica varia. Un bazar artistico presidiato dalla cordialità lituana di cui sopra.

La Alaus Biblioteka è difficile da collocare. Se la guardi da un lato è biblioteca

se la guardi dall’altro è un birreria con una varietà infinita.

Su Instagram hanno suggerito il termine “birroteca” e “bibliobirra”. Riunire due delle mie più grandi passioni (e se si aggiunge il tagliere di salumi siamo a tre) nello stesso posto mi ha fatto innamorare. Le lampade verdi da lettura hanno dato il colpo di grazia.

MUSEI

Sono molto atletica o è un’illusione?

Non sono una grande amante dei musei. Lavorandoci tutto l’anno, non ci entro a meno di un interesse specifico per l’argomento o la mostra in questione. Questa volta ho però scoperto un museo molto divertente: Il museo dell’illusione . Giochi ottici, specchi, luci che impegnano per parecchio e personale molto disponibile (in contrasto alla legge di cui sopra) pronti ad aiutarti se non capisci cosa ti sta succedendo. Ed è molto probabile che non si scopra il “trucco” dietro l’illusione.

UZUPIS

Articolo 18: Tutti hanno il diritto di stare in silenzio

Lascio uno spazio apposta per la repubblica di Uzupis, una piccola comunità al centro di Vilnius. Un po’ Montmartre, un po’ Christiania, è una repubblica di artisti con tanto di festa nazionale (il 1 aprile), presidente, esercito e costituzione in 38 articoli tradotti nelle varie lingue e affissa in pubblica via. Lungo la Vilnia che scorre dolce lì a fianco ci sono installazioni artistiche con libri che crescono sugli alberi e vinili che fanno da scaletta per i gatti mascotte del quartiere.

La metterò all’ingresso della nuova casa

Vilnius non te la aspetti. O meglio, ti aspetti una città severa e un po’ grigia in memoria della storia recente. Invece scopri palazzi barocchi, tanti parchi, tetti rossi e una visione dall’alto che ti ricorda i plastici dei trenini, punteggiati di alberi e casette ordinate e luminose. E sei molto contenta di essere riuscita a darle un volto e una collocazione e averla fatta uscire dalla litania “estonialettonialituania” che ti perseguita fin dall’infanzia.

Se avete qualche curiosità, domanda o siete stati anche voi a Vilnius, fatemi sapere nei commenti.

Jules