Calendario dell’Avvento: 24 dicembre


-Un Natale non è Natale senza regali!- brontolò Jo sdraiata sultappeto.
-È orribile essere poveri!- esclamò Meg guardandosi il vecchiovestito.
-Non credo sia giusto che alcune ragazze abbiano tante belle cose edaltre niente del tutto-, aggiunse la piccola Amy con un sospiro.
-Noi abbiamo il babbo e la mammae l’affetto che ci unisce-, disse quietamente Beth dal suo angolino.

“Piccole donne” di Luisa May Alcott,
Fabbri Editori
Pensavate mancasse? Il classico dei classici per la vigilia, sia in musica che nel romanzo scelto per augurarvi buona vigilia

Calendario dell’Avvento: 23 dicembre

“C’era una volta un re che partì per chiedere la mano di una bella regina. Dopo averla ottenuta ed essere stati sposati per un po’ di tempo, la regina partorì una figlia. Ci fu grande gioia in città e nelle campagne, perché tutti amavano il re per la sua bontà e rettitudine. Ma dopo la nascita della bambina comparve una vecchia: aveva un aspetto strano e nessuno sapeva da dove venisse e dove andasse. La vecchia fece una predizione sulla principessa: disse che non doveva ucire all’aria aperta prima di aver compiuto quindici inverni, altrimenti avrebbe corso il pericolo di essere rapita dai troll della montagna.”

“Fiabe svedesi” a cura di Bruno Berni,
Iperborea
Ero riuscita a tradurre il titolo senza leggere il sottotitolo. Soddisfatta così

Calendario dell’Avvento: 22 dicembre

22 dicembre 1920.
Caro John, ho saputo che hai chiesto al papà com’è il mio aspetto e dove vivo. Così ti ho fatto un disegno di me e della mia casa. Abbi cura di questa immagine. Sono appena partito per Oxford con il mio fagotto colmo di giocattoli, alcuni dei quali sono per te. Spero di arrivare in tempo: stasera al Polo Nord a neve è molto alta. Il tuo affezionato Babbo Natale.


Le Lettere di Babbo Natale
J.R.R. Tolkien
Bompiani
Finito di scrivere le vostre lettere? Le renne scalpitano

Calendario dell’Avvento: 21 dicembre

“C’era una volta un vecchio mago gentile che adoperava la magia con generosità e saggezza a beneficio dei suoi vicini. Invece di rivelare la vera origine del suo potere, egli fingeva che le pozioni, gli incantesimi e gli antidoti gli sorgessero già bell’e fatti dal piccolo calderone che chiamava la sua pentola fortunata. Nel raggio di miglia, la gente veniva da lui con i propri problemi e il mago era lieto di dare una rimestata alla pentola e aggiustare ogni coa. Il mago, che era molto amato, visse fino a una notevole età, poi morì, lasciando ogni bene all’unico figlio. Costui era di disposizione molto diversa dal suo gentile padre. Coloro che non sapevano praticare la magia erano, nella sua opinione, privi di alcun valore.”

“Le fiabe di Beda il Bardo” di J.K. Rowling,
Salani Editore

Siamo sempre più vicini a Natale. Da qui in poi tutte le arie natalzie che pensavate di aver scampato

Calendario dell’Avvento: 20 dicembre

“Con il volto rischiarato dalla luce soffice delle fiamme, Malinka puntava lo sguardo ora su un’erbaiola, ora sull’altra. Erano donne dalle mani ruvide e dagli sguardi infiniti. Con lei erano gentili, ma perlopiù la ignoravano. Solo alcune di loro la guardavano in un modo… come a dire che non avevano dimenticato la piccola palì e i suoi dispetti. Molte portavano i capelli raccolti sotto fazzolettoni ma nessuna usava cuffie, alcune fumavano lunghe pipe e altre sorseggiavano l’infuso tenendo la tazza con entrambe le mani. Nella cucina di Usta, durante quelle riunioni, c’era un mescolio di odori: quello di fumo della legna che bruciava male, quello delle erbe secche e della lavanda in particolare, il fumo piacevole delle pipe, quello dei cibi che Usta aveva cucinato durante il giorno.”

“L’arte delle gocce rosse” di Elena Lazzaretto,
Ciesse Edizioni

In onore all’ambientazione steampun del romanzo

Calendario dell’Avvento: 19 dicembre

“Ancora prim di sentire sua voce Woody: allunga muso e alza orecchie. C’è in aria qualcosa di diverso, qualcosa che dice: ecco, Padrona sta tornando, e infatti Padrona: apre porta e con braccia spalancate dice: Come sta il mio tesoro, come sta?, e allora Woody: scatta in piedi, e corre, corre, corre, e agita sedere sveltissimo, e fa cerchi intorno a Padrona, e salta dentro le sue braccia, e, allacciati stretti come guinzaglio, Woody e Padrona: rotolano su pavimento per: gioia grande di stare ancora insieme. Rotolano, rotolano, rotolano, senza fare attenzione a pianta di ingresso che cade per terra, e quando Mamma di Padrona Signora Luisa: viene a fare visita, ogni volta dice: Ma com’è che questo ficus lo vedo sempre più storto non è che gli dai troppa acqua?”

“Woody” di Federico Baccomo,
illustrato da Alessandro Sanna, Giunti
Per le feste non possono mancare storie con i cani. E anche canzoni

Calendario dell’Avvento: 18 dicembre


“Le ho detto di dover fare una biopsia.
Non volevo arrivare a tanto, in primo luogo perché dire bugie mi mette in agitazione, e poi perché sono convinta di portarmi sfiga mentendo sulle malattie. Ieri sera mi sono palpatamaniacalmente le tette sotto la doccia per essere sicura di non avere noduli sospetti.
Lo Stambecco Ipocondriaco, mia datrice di lavoro, non concepisce il concetto di “permesso”, “emergenza” o“famiglia”: l’assenza è giustificabile solo per malattia, meglio se grave e adalto contenuto virale. Vengono richieste prove, perché è ipocondriaca, ma noncredula: eczemi, pallore, svenimenti, delirio da febbre. Troppo per le mie doti recitative.
Quando le ho detto che mi serviva tutta la giornata di oggi di permesso, ha smesso di pesare i cento grammi di noci del suo pranzo e mi ha guardata sollevando l’occhio liquido.
«Perché?»
È bastato a mandarmi nel panico.”

Da “Permesso” di Giulia Pretta (che sarei io)
nell’antologia “Le geografie della distanza”, Cleup
Una delle mie canzoni preferite di sempre. Il tema del raccono è “Si va via per tornare”. Cosa c’è di meglio?