Chi ha paura de… le galline?

Copia di meals

Alectorofobia: paura delle galline. Non sapevo nemmeno che esistesse. Pare non sia frequentissima e insorga a seguito di eventi traumatici e sia legata, in larga parte, alla paura di essere beccati. Spulciando sull’Internet ho scoperto che, in casi limite, c’è chi ha paura di essere addirittura divorato. Bridget Jones temeva di essere ritrovata mangiata dai pastori alsaziani: forse perché a Londra le galline non abbondano.

Quale che sia l’origine, ogni paura, per chi ne soffre può essere invalidante. Come cercare di curare questa fobia? Si consiglia La gallina che sognava di volare di Sun-Mi Hwang con le illustrazioni dell’artista Nomoco.

Gemma era il nome più bello del mondo. C’erano dentro la foglia e la gemma insieme. La gemma diventa foglia e abbraccia il vento e il sole prima di sbocciare in fiori profumati, per poi cadere e marcire e trasformarsi in pacciame. Gemma voleva fare qualcosa nella vita, proprio come le gemme dell’acacia. Ecco perché si era data quel nome. In realtà nessuno la chiamava Gemma, e lei sapeva bene che la sua vita non assomigliava affatto a quella delle gemme, ma la faceva sentire bene comunque.

Gemma è una gallina ovaiola che ha un grande sogno: poter uscire dalla gabbia in cui è costretta a vivere, poter covare un uovo e vederlo schiudere. Perché lei viene obbligata a fare uova tutti i giorni, ma non sa che fine facciano. La moglie del fattore, ogni mattina, le porta via e lei guarda con grande invidia la gallina e il gallo nell’aia che possono crescere i loro piccoli. Quando, un po’ per stanchezza e un po’ per volontà, smette di fare uova e i contadini decidono di eliminarla, inizia il suo viaggio: verso la libertà, la ricerca di appartenenza a un gruppo, la maternità.

Le favole vengono in aiuto per vedere gli animali in un’ottica più umana. Da sempre incarnanti vizi e virtù dell’umanità, ci ha consegnato animali “simpatici” e “antipatici”. Lupo, ingordo, cattivo; agnello, innocente, buono; corvo, mistificatore, cattivo; pettirosso, armonioso, buono. La gallina, che forse richiama più l’idea della stoltezza, in questa storia è la chioccia che ben si presta all’incarnazione della maternità. Con l’attenzione puntata sugli orrori degli allevamenti intensivi e dello stress a cui sono sottoposte le galline ovaiole in batteria, questa favola allegorica si riveste di un’ulteriore interpretazione moderna. Gemma deve lottare contro tanti nemici dai più materiali (come la donnola), alla società che le impedisce di realizzare il suo sogno: poter vedere schiudere un uovo, il suo uovo, e conoscere il piccolo che vi dimora e farlo crescere. Una “gallina in fuga” di una dolcezza e di uno struggimento, sottolineata dai disegni minimali di Nomoco, che potrebbe portare un nuovo sguardo e una nuova empatia nei confronti dell’animale temuto. Sempre che non vogliate rispolverare i vostri volumi di Esopo, dove le galline non fanno mai una bella fine.

P.S. per essere multimediali, potete provare la puntata 2×5 di Bojack Horseman dal titolo “Galline”. E sì, non smetterò mai di consigliare questa serie Netflix.

Jules

 

3 pensieri riguardo “Chi ha paura de… le galline?

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