Chi ha paura de…le bambole?

Copia di meals (1)

Gli oggetti legati all’infanzia possono essere spaventosi. Sarà che per i bambini il confine tra divertente e grottesco è molto labile o forse perché, una volta adulti, guardiamo i giochi con occhio più smaliziato, però alcuni sembrano veramente vomitati dalla bocca della Giudecca (da intendersi con quartiere dantesco e non come tranquilla isola della Serenissima).

I pupazzi che sbucano dalle cassapanche con i loro sorrisi malvagi, i peluche con lo sguardo vitreo, le bambole… per le bambole si potrebbero aprire vasi di Pandora del terrore. Bambole possedute, assassine, senzienti, maledette: sbattono gli occhi, girano la testa di 360 gradi, hanno le manine con l’impugnatura perfetta per reggere un coltello da bistecca…

Non mi piacevano le bambole, da bambina. Ho scoperto che inquietano tante persone: casomai ve lo foste mai chiesto, la paura delle bambole si chiama pediofobia. Ora, come si combatte? Con la lettura de L’inventore di sogni di Ian McEwan.

Ed ecco Mr Thomas Fortune salire sopra la poltrona, e Peter salire in groppa ai suoi pensieri. A vederlo si sarebbe detto che non faceva nulla, ma in realtà era occupatissimo. Si stava inventando un modo emozionante di scendere dalle montagne con un attaccapanni e una corda ben tesa tra due pini. Continuò a pensarci mentre suo padre stava ritto sullo schienale della poltrona, ansimando e stirandosi per arrivare al soffitto. Come si poteva fare, pensava intanto Peter, per scivolare senza andare a sbattere negli alberi che tenevano la corda? Chissà, forse l’aria di montagna stuzzicò l’appetito di Peter. Fatto sta che in cucina c’era un pacchetto nuovo di biscotti al cioccolato. Non era bello continuare a ignorarli. Peter non fece in tempo ad alzarsi che sentì alle sue spalle un orrendo frastuono. E si voltò proprio mentre suo padre cadeva a testa prima nel buco tra la poltrona e il muro. Poi Mr Fortune riapparve, per prima la testa di nuovo. Sembrava deciso a fare Peter a pezzettini. Dall’altra parte della stanza, la mamma si teneva stretta la mano sulla bocca per non farsi sorprendere a ridere.
– Oh, scusa papà, – disse Peter. – Mi ero dimenticato che eri li.

Peter è un ragazzino di dieci anni molto fantasioso. Può perdersi per ore nelle sue fantasie che per lui prendono il posto della realtà. Può immaginare di salvare sua sorella da un branco di lupi, ma dimenticarla sull’autobus; essere maledetto e finire al posto di un neonato; entrare nella pelle del suo gatto e andarsene in giro a fare le fusa; essere attaccato dalle bambole di sua sorella.

Una delle avventure di Peter vede coinvolta la Cattiva, la bambola più brutta e zoppa della vasta collezione di sua sorella. Un pomeriggio, complice una scorpacciata di uovo al cioccolato, Peter ingaggia una discussione con la Cattiva: la bambola zoppa ritiene ingiusto che lui abbia una camera tutta per sé mentre loro sono costrette a stare in sessanta su una misera stanzetta. Come punizione, inizia a staccargli degli arti, a partire dalla gamba, per poterli indossare e Peter finirà sugli scaffali mentre lei potrà avere la stanza che tanto desidera.

Questa bambola me la sono sempre immaginata più o meno così

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Il punto, però, è che il romanzo si chiama The Daydreamer e non The Evil Doll. Peter è il creatore delle sue fantasie e lui può mettervi fine o quanto meno farsi richiamare alla realtà dalla sorella che lo prende in giro perché lo trova a giocare con le bambole. Siamo sempre noi a dare forza alle nostre fobie. Una bambola, per quanto cattiva e inquietante, si può gettare nel profondo della soffitta o il più lontano possibile in una discarica.

Tanto, come ogni horror insegna, sarà poi un problema della prossima incauta vittima che raccoglierà quell’oggetto segnando la sua condanna.

Jules

 

3 pensieri riguardo “Chi ha paura de…le bambole?

  1. Beh le bambole di porcellana stile horror che si vedono nei film fanno impressione,ma anche una comune bambola a cui manca ad esempio un occhio o ha il volto mezzo rotto non e’ da meno.
    🙂

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