Ex Novo: settembre fa rima con trasloco

Ex Novo
Il trasloco era ufficialmente finito quando si parcheggiava la bici. L’anno al Collegio Nuovo- Fondazione Sandra e Enea Mattei poteva iniziare

Gli anni dell’università vedevano sempre due momenti in cui fare grosse valigie nel corso dell’anno. Il primo era a luglio, il secondo a settembre, rispettivamente per svuotare e poi rimontare la camera in Collegio dopo la pausa estiva. Se in vacanza riuscivo a partire sempre piuttosto leggera, quando si trattava di riportare tutte le cose che mi servivano per avviare l’anno scolastico occorrevano sempre un paio di viaggi in macchina, con il bagagliaio ben pieno e la bici legata sul tettuccio perché senza di lei gli spostamenti in città si sarebbero rivelati faticosi.

Ricordo il settembre in cui mi trasferii: avevo visto le foto, certo, ma si trattava pur sempre della mia prima sistemazione fuori casa ed ero del tutto digiuna sulle cose di cui avrei avuto bisogno, degli spazi che avrei potuto occupare e di come mi sarei trovata con le altre “inquiline”. Perché, a conti fatti, avrei avuto delle vicine e delle dirimpettaie tutte mie per la prima volta: gente che magari sarebbe stata rumorosa o che si sarebbe lamentata per la mia musica. O forse avrei trovato lì alcune delle persone a me più care.

Per fortuna è andata proprio così.

Ciò non toglie che il primo trasloco generi ansia e timore dell’ignoto. Proprio per questa occasione è caldamente raccomandata la lettura de Lo Straordinario di Eva Clesis.

Questa cosa che scopri le corna il giorno stesso in cui il tuo caporedattore – che beve cibo sintetico Soylent e che all’inizio diceva che eri una penna tanto brillante, la loro pasionaria della moda – ti dà il benservito con una manina curatissima premuta sul petto e un plurale majestatis per dirti che “forse quello che ci manca è la sintonia” e “siamo sicuri di essere noi il tuo sogno nel cassetto, Lea?!; questa cosa che scopri le corna il giorno stesso in cui il caporedattore ti caccia via a pedate accade solo nei film e in certe serie tv. Certa sfiga è pura fiction. O Leopardi

Lea non riesce a crederci. Nella stessa giornata ha perso il lavoro dopo un infernale stage  (non pagato, ma non sottilizziamo) a Vogue Italia e ha scoperto che il suo ragazzo la tradisce. Quello stesso ragazzo che è intestatario del contratto d’affitto della casa in cui lei vive. Come può trovare una nuova sistemazione senza più un lavoro nella competitiva Milano? L’annuncio in cui incappa per caso parla di un appartamento mansardato per una miseria d’affitto. Il condominio, chiamato da tutti, lo Straordinario, sta a metà tra una comune hippie e una casa delle bambole: è perfetto, profumato, autosufficiente e tutti i condomini sono di una cortesia squisita. Certo, i proprietari sono due vecchietti un po’ invadenti che cercano di accoppiarla con il figlio e il tempo da dedicare al lavoro collettivo sembra un po’ eccessivo, ma cosa si può trovare di meglio dello Straordinario? Con i suoi uccellini e i suoi deliziosi tè autoprodotti può forse essere diverso dal quell’idilliaco luogo che sembra?

Pensare a condominio e non andare subito a Ballard* risulta difficile. Le interazioni che nascono tra i pianerottoli coprono tutta la gamma dei rapporti umani: si va dalla semplice indifferenza fino all’amore per la ragazza della porta accanto e all’odio per quella che sta sopra di noi e, mannaggia se si toglie i tacchi per camminare in casa dopo mezzanotte. Eva Clesis crea una storia brillante e ironica che riflette sulle difficoltà della generazione precaria definita “marcia”, cresciuta a suon di sospetti e impossibilitata ad affrontare la vita adulta. Lo Straordinario, oltre a essere una splendida ambientazione, è un personaggio vero e proprio, bello e vorace come un’orchidea dai vividi colori. A metà tra humor, distopia e thriller il romanzo rivede il concetto di trasloco: se una cosa sembra troppo bella per essere vera, è probabile che nasconda qualcosa di oscuro.

State per trasferirvi o tornare al Nuovo?

*pausa a effetto*

State tranquille e pigiate bene le cose nelle vostre valigie. Gli uccellini non cinguettano sempre come in un film Disney, il tè e il caffè sono buoni e tra le vostre vicine troverete alcune delle migliori amiche che potrete mai avere. Senza trucco e senza inganno.

Jules

*Vi siete persi Il condominio? Andate subito qui

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...