I luoghi dello sheep…ing: le isole Faroe

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Benvenuti alle isole Faroe

Dopo avervi fatto una testa così sulle Faroe prima di partire, dopo avervi fatto due teste così durante il viaggio, ora vi ammorbo anche dopo il viaggio. Anzitutto, perché soffro di una sindrome nostalgica non da poco e poi perché, tutto sommato, è un posto poco conosciuto e poco esplorato. Spero che queste mie notazioni di viaggio possano essere utili a futuri viaggiatori del Nord. Questo non è, stricto sensu, un blog di viaggi, ma visto che la popolarissima rubrica “I luoghi dello shopping” è sempre apprezzata, applicherò il termine in senso più ampio a questo resoconto diviso per pratici vocaboli posti in ordine sparso.

E sì, nel titolo non ho resistito allo stupido gioco di parole.

ARRIVARE (E PURTROPPO RIPARTIRE, FACENDO LA TRAFILA AL CONTRARIO)

Andare e venire dalle isole Faroe non è stato il viaggio più diretto del mondo. Partendo da Bergamo c’è stato lo scalo obbligato a Copenaghen. Che sfortuna, vero? Costretti a passeggiare per qualche ora tra casette colorate e a far passare il tempo con una Carlsberg scura bevuta lungo i canali della città.

Ex Novo

Da Copenaghen ci si imbarca su voli Atlantic Airlines, destinazione Vágar. La Atlantic consente il check in al proprio volo solo a partire da 22 ore prima della partenza. C’è una splendida applicazione CheckMyTrip che fornisce reminder, informa sulle condizioni meteo e sull’attuale cambio di valuta. In aeroporto si potrà poi stampare alle macchinette il biglietto e il talloncino per i bagagli da imbarcare. Se riuscite, programmate il volo con qualche mese di anticipo perché, abituati alle tariffe low cost, si potrebbe avere un piccolo scompenso nel vedere il costo dei biglietti: 20 cc di contanti in endovena, subito!

Il volo è partito molto presto, alle 6.15 del mattino, ma 1200 km più a nord e un fuso orario indietro si atterra su una pista molto corta e si fa subito la conoscenza della più vasta popolazione dell’arcipelago: gli ovini che ti guardano e ruminano e già si bullano per il fatto di essere i legittimi abitanti di quel posto incredibile.

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Qui ci vivo io!

Le Faroe, pur essendo tecnicamente appartenenti al regno danese, sono formalmente autonome e indipendenti tanto da non essere dentro Schenghen. Munitevi di passaporto anche se, a voler proprio essere onesti, nessuno me l’ha chiesto né all’arrivo né alla partenza.

GUIDARE

I collegamenti da e per la capitale, Tórshavn, e i luoghi limitrofi sono ben strutturati. Per poter girare bene l’arcipelago la macchina è fondamentale. In aeroporto si trovano le classiche Avis e Hertz, serie e affidabili. La guida è a destra, e fin qui: ma ci sono alcune piacevoli regole da rispettare che vengono illustrate ai viaggiatori all’arrivo. Molte delle strade sono a corsia unica, ma a doppio senso di percorrenza, si inoltrano nel fondo della montagna e sotto svariati metri cubi di acqua. Aggiungere la costante presenza di pecore sulla strada e le nuvole che colano giù dai fianchi della montagna, rendono necessarie alcune accortezze.

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Hai fatto tutta questa strada? Be’, cercati un altro parcheggio! Questo l’ho visto prima io!

1- i limiti sono 50 km/h nei centri abitati e 80 km/h fuori dai centri abitati. A volte, sembrano persino troppi. Luci sempre accese, tergicristalli pronti all’uso.

2- nelle strade a corsia unica, il guidatore che si trova la piazzole di sosta alla sua destra deve fermarsi e dare la precedenza a chi arriva. Le piazzole sono una ogni 100 m circa, sia su strada che nei cunicoli della montagna. Salutate e ringraziate chi vi fa strada.

3- chi va in discesa deve dare la precedenza a chi va in salita (sempre fermo restando le piazzole di cui sopra).

4- i camion hanno la precedenza

5- i camper sono arroganti e fanno quello che gli pare

6- le pecore sono i vostri maggiori concorrenti nella ricerca di parcheggio.

7- non fate i fari alle pecore che si sono messe a centro strada. Vi beleranno in faccia piuttosto scocciate e sculetteranno davanti a voi per i successivi 800 m. In quel caso, 80 km/h diventeranno un miraggio inarrivabile

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Vai piano!

8- i tunnel sottomarini che collegano alcune delle isole maggiori sono a pagamento. Se avete la macchina a noleggio, il costo verrà aggiunto sul vostro conto. In caso abbiate la vostra macchina dovete fermarvi a pagare alle stazioni di servizio.

All’arrivo vi danno uno specchietto informativo illustrato: vi avviso che non troverete tutte queste regole, ma vi lascio indovinare quali ho aggiunto di mia sponte e a seguito dell’esperienza (*coff* punto 5, *coff* punto 6 e 7)

CIBO

La domanda che mio padre mi fa ogni volta che vado da qualche parte è: ma cosa avete mangiato? Fuori da Tórshavn non è così ovvio trovare punti di ristoro. Se in molti agglomerati si vive in 15/20 persone, una caffetteria non è la priorità. Quindi a futura memoria del viaggiatori affamati, vi lascio un paio di indirizzi.

Eiði: esattamente di fronte al supermercato del paese c’è una casetta bianca. Alle 11.00, la casetta si apre e la gentile proprietaria offre caffè e il dolce del giorno. La signora fa un crumble ripieno di rabarbaro così buono che LASCIA LA TEGLIA! LASCIALA A TERRA E ALLONTANATI E NESSUNO DI FARÀ DEL MALE! Provatela, ecco.

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La cascata Múlafossur, timidamente velata da nubi

 

Gásadalur: famoso per la sua splendida cascata Múlafossur che decora anche i francobolli faroesi. Tra un tetto d’erba e l’altro c’è un’insegna CAFE. Entrate, ammirate le foto degli abitanti del luogo di metà Ottocento e mangiate la torta alla cannella: sembra di mangiare il Natale.

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Un tributo a Bojack Horseman

Nólsoy: nell’isola decorata dalla scritta Nollywood c’è una bistrot in stile british: “Maggie’s“. Sembra una stupidaggine, ma il loro fish and chips è di una bontà strepitosa e si sente che il pesce è fresco. Non fatevi impressionare dall’orologio alla parete: non siete caduti nella tana del bianconiglio, va davvero al contrario.

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Il giro in barca attorno a Vestmanna. Verde e blu a perdita d’occhio

Vestmanna: il centro turistico di Vestmanna, da dove partono le escursioni in barca tra le scogliere (vi consiglio caldamente di fare il tour, dura un paio d’ore), offre a pranzo una zuppa di pesce da trasecolare. Sì, lo ripeto: trasecolare! Se poi avete sofferto il mal di mare dopo due ore di beccheggio furioso della barchetta, vi rimette al mondo.

Su Torshavn la scelta è abbastanza varia: segnalo i bagel del Kaspar Cafè e le torte del Paname di cui parleremo nella sezione libri

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Cheesecake al rabarbaro del Paname Cafè

Beee ora mi fermo. Ci rivediamo venerdì con altri vocaboli sulle Faroe. Devo pur diluire per contrastare la nostalgia.

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Vi aspetto venerdì!

Jules

 

 

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