Oggi si consiglia a…chi si lascia

Copia di meals (1)

La primavera è capricciosa. Colpisce con caldo anomalo e poi risprofonda nel freddo; ci fa desiderare più luce, ma ci disorienta con la stanchezza; consolida amori con una valanga di matrimoni, ma fa anche desiderare la libertà in vista dell’estate.

Sì, a primavera ci si sposa, ma ci si lascia anche. I fiori, gli uccellini, le belle giornate, diventano un’arma a doppio taglio se si è reduci da una rottura sentimentale. Per cercare di ammantare di poesia la fine di una storia d’amore e sperare che il nuovo grande amore sia a poche curve di distanza, si può sfogliare la graphic novel di Alessandro Baronciani, Le ragazze nello studio di Munari, pubblicato da Bao Publishing.

Fabio non riesce a dormire. Nel retrobottega del suo negozio di libri rari e usati, sdraiato sul soppalco, si rigira nel letto e pensa. I pensieri nella sua testa non sono mai lineari: tende a divagare, a creare collegamenti, a uscire dal seminato. Pensa ai suoi tesori più preziosi: l’autografo di Calvino, quello di Saba… tra tutti spicca quello di Bruno Munari.
Pensa ai momenti che hanno cambiato la sua vita: sono stati tre, uno ogni sette anni. La sua prima volta al liceo, nei bagni della scuola, il suo primo lavoro, quando ha conosciuto Zao, una modella coreana a Milano per delle sfilate. Squilla il telefono: Fedra gli scrive che è tornata a casa dai suoi e che lui è uno stronzo. Chissà Sonia cosa direbbe: sarebbe forse perplessa come quella volta che le ha fatto vedere la fabbrica del set “Deserto rosso”. Oppure… Stiamo di nuovo divagando: Fabio non riesce a dormire e inizia a scrivere di tre donne che lo hanno irrimediabilmente stregato.

Progetto senza titolo (1)

Fabio, protagonista e voce narrante di questo memoir delle sue relazioni, è un innamorato dell’idea dell’amore. In ogni donna che si trova davanti, sua musa in questa notte di insonnia e scrittura, lui riversa le sue passioni e le sue idee, completamente incapace di scendere a compromessi o cambiare per qualcun altro. Munari è il filtro e il modello di confronto che lui applica ad ogni relazione, a volte trovando riscontro dall’altra parte, a volte completa opposizione e rifiuto. C’è un tratto da esteta nella costruzione di ogni rapporto, una ricerca di equilibrio e perfezione che non è destinata a resistere alla vita di tutti i giorni.

Avere una relazione con uno come Fabio può essere esaltante i primi tempi, circondate da entusiasmo e fervore mentale, disastroso sul lungo tempo. Perché, anche se circondato dalla sua cultura e dalla sua malinconia esistenziale, Fabio è un ragazzino che non è in grado di far funzionare una relazione.

A 20 mi sarei innamorata di uno così. L’ho anche fatto. Ora, uno come Fabio non lo richiamerei nemmeno. Questa grapich novel, che andrebbe letta anche solo per le splendide e sorprendenti pagine di cartotecnica ispirate ai Pre libri, ha una duplice funzione: la prima, è quella di far sprofondare nella meravigliosa malinconia che tutti ci dobbiamo quando una storia giunge alla sua conclusione. La seconda è di farci capire che anche chi consideravamo perfetto, in realtà ci ha fatto quasi un piacere a lasciarci e che avere le Forchette parlanti sulla parete non vale nulla se poi non si è attenti ai desideri del proprio partner.

Un bel pianto, un paio di occhiali scuri che sono la cosa che più ti fa sentire al sicuro come diceva Coco Chanel, e godiamoci la primavera. Forse la libertà durante la bella stagione non è cosa da disprezzarsi.

Jules

2 pensieri riguardo “Oggi si consiglia a…chi si lascia

  1. Un bel volume questo, e altrettanto interessante il tuo modo di raccontarlo. Secondo me Fabio vive in suo mondo personale e questo non gli consente di gestire le relazioni. Ma è una mia fantasia che voglio associare a questo racconto grafico.

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