Relax: un po’ di buone maniere, perdinci

Copia di meals (1)

Il titolo potrebbe ingannare: cosa c’è di più antitetico del relax e dell’etichetta? Dover restare ingessati, seguire un determinato codice di comportamento in ogni situazione crea un notevole stress. Il volume che vi consiglio oggi è però più antropologico che di buone maniere, un modo per sbirciare nelle abitudini e nelle regole dell’Italia del boom economico: Il saper vivere di Donna Letizia.

Donna Letizia, al secolo Colette Rosselli, è stata illustratrice, giornalista ed esperta di bon ton, nonché terza moglie di Indro Montanelli. A partire da metà degli anni Cinquanta, prima sul giornale Grazia e poi su Gente, Donna Letizia ha dispensato consigli sulla sua rubrica di buone maniere.

Come organizzare il primo pranzo con i consuoceri, come allestire un perfetto cocktail party, come comportarsi come ospiti in casa d’altri, nulla è scappato al suo occhio. Nel 1960 è uscito il primo compendio dei suoi suggerimenti corredato da sue illustrazioni, appunto il “saper vivere”. Ora lascio parlare direttamente la voce dell’autrice.

Cosa fare se qualcosa durante il pranzo non funziona?

Durante lo svolgersi del pranzo, la padrona di casa non deve lasciare trasparire la minima apprensione. Se un tragico rovinio di cocci proviene dalla cucina, lei continuerà stoicamente a sorridere. Se il cameriere commette qualche errore di servizio non lo sgriderà.

Mi raccomando: sempre gentili con il cameriere! Come comportarsi durante un viaggio in treno?

La signora che viaggia non invade lo scompartimento con un numero irragionevole di bagagli. Entrando nello scompartimento inchina leggermente la testa. Che non debba incoraggiare i tentativi di conversazione del signore che le siede accanto o di fronte è cosa risaputa. Ma essere riservata non vuol dire essere sgarbata. Un atteggiamento educato le varrà il vantaggio di persuadere l’importuno che si trova davanti una vera signora e che perciò non ha nulla da sperare. Potrà chiedergli all’arrivo con un sorriso smagliante di aiutarla a tirare giù le valigie.

Be’, sul numero irragionevole di bagagli mi dichiaro d’accordo. Peccato non ci fossero ancora i cellulari al tempo di donna Letizia. Passiamo alle relazioni sentimentali?

I fidanzamenti prolungati sono sconsigliabili: logorano i nervi a tutti, la sposa deperisce, lo sposo si fa irrequieto, le madri portano scritta in fronte una sospettosa e crescente inquietudine.

Le battute qui potrebbero sprecarsi. E comunque sappiate che dopo i 25 anni si è considerate senza speranza e che le madri devono iniziare a fare inviti a cena a tutti gli scapoli papabili e il padri devono invitarli a giocare a golf. A giocare. A. Golf.

Leggerlo nel 2018 fa sorridere. Molte delle situazioni da lei descritte non hanno più senso di esistere: sono piuttosto sicura che non mi capiterà mai di ospitare dei cardinali per un pranzo formale. Altre sono state sdoganate: per il primo pranzo per far conoscere i consuoceri nessuno si farà precedere da una corbeille di fiori bianchi. Traspare però, oltre al tremendo snobismo e al classismo condiscendente, un senso di ordine e di codifica che, nel bene ma anche nel male, ormai si è completamente perso. Mettersi il coltello in bocca per pulirlo, non è disinvoltura: è maleducazione ed è oltretutto pericoloso. Non ho certo bisogno che qualcuno mi accenda la sigaretta, ma se un uomo mi avvicina la fiamma mentre cerco affannosamente l’accendino in borsa (mannaggia a trovarlo quando ti serve!) ha quel gusto retrò che a me piace. Il “saper vivere” è diventato altro, ha ceduto il passo a tempi più frettolosi e alla mano, ma per una patita di Downton Abbey come lo so sono io questo volume qualcosa di affascinante ce l’ha.

E ora sono in crisi perché non ho il piatto a mezzaluna per servire l’insalata.

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Ultima nota: la mia edizione arriva diretta dal 1960 e dalla libreria di mia nonna. La ristampa più recente è di Rizzoli Bur del 2007.

Jules

 

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