Shopping: compleanni di giovani donne

Copia di meals

Uscendo piano piano e con fatica dalla morsa artica (si spera) si inizia a sbirciare con speranza alla primavera.

Sì, lo so, ha nevicato anche fuori dalla mia finestra, ma tant’è.

La primavera vuol dire fiori, abiti più leggeri, i primi tentativi di abbronzatura, gite fuori porta, l’arrivo degli inviti ai matrimoni e i compleanni.

Può darsi che capiti solo a me, ma passata la curva di febbraio esplode una ridda di compleanni. Se anche voi siete in questa situazione e avete amiche/i con già figli, questa settimana ci occupiamo di una categoria difficilissima: le ragazzine.

Avvicinandosi ai 10 anni le bambine iniziano a diventare difficili: non più bambine, non ancora adolescenti sono in quel limbo di interessi che fa snobbare loro i giochi dell’infanzia. Hanno tante curiosità e sono pronte a scoprire. Se vi trovate nella difficile situazione di dover fare un regalo ad una bambina di quell’età, il mio suggerimento è di orientarsi verso un romanzo che mescola storia, una città incantata e intrighi del Medioevo: La principessa e la sua forchetta di Annalisa Ponti.

Teodora, ha 12 anni, è una principessa e vive nella raffinata Bisanzio dell’Anno Mille. Veste abiti preziosi, è abituata a deliziose pietanze e ad aromi intensi e speziati. La vita di una principessa però non è fatta solo di piaceri, ma anche di doveri da adempiere per il bene della sua città. Teodora deve lasciare la sua amata Bisanzio perché il suo destino è di andare in sposa per suggellare un accordo commerciale. Dovrà sposarsi con il figlio cadetto del Doge, colui che è a capo di una città molto diversa da Bisanzio, ma altrettanto magica: Venezia.

La vicenda prende avvio da una storia realmente accaduta: non c’è sicurezza sulla figura di Teodora che potrebbe essere stata la moglie del doge Domenico Selvo oppure di Maria Argyropoulaina moglie del figlio del doge Pietro II Orseolo. A prescindere dalla Storia, pare che questa ragazza fosse guardata con molto sospetto per le sue abitudini bizzarre, quali fare il bagno e mangiare con la forchetta invece di prendere il cibo direttamente con le mani.

Questo romanzo parla di diversità. Teodora arriva a Venezia circondata da un’aura di mistero e di favola: si ipotizza che abbia la coda di sirena e non possa camminare visto che si muove in portantina e fa il bagno in grandi tinozze. Beve intrugli quasi malefici (il tè) in tazze di porcellana così fine da sembrare trasparente. E non mangia afferrando il cibo con le mani, ma con una preziosa forchetta dono per il suo compleanno. A quei tempi, il diverso spaventava. Nonostante il disagio e il sospetto con cui viene accolta, Teodora, da brava e compita principessa, sa come cavarsela e tirarsi fuori da una situazione che diplomaticamente potrebbe essere dannosa per la sua città. Fa amicizia con il suo promesso sposo, Giovanni, destinato a diventare mercante ma afflitto da un costante mal di mare e con intelligenza riesce a mettere al proprio posto anche il severo e fanatico Pietro il Castigatore.

E gli stranieri, tutti gli stranieri- si sa- parlano una lingua diversa, hanno abitudini eccentriche e mangiano cibi misteriosi, indossano abiti strani. Quindi… quindi costituiscono una minaccia, un pericolo. Portano disordine, confondono: potrebbero introdurre nuovo mode nelle tranquille tradizioni dei bravi veneziani. E in laguna non c’è nessun bisogno di novità!

Ma se allora il diverso sfumava spesso nel magico e nel diabolico, ai giorni nostri il diverso continua ad essere visto con sospetto. Pare quasi scontato dover ripetere e far capire alle nuove generazioni che il diverso è solo “altro”, né migliore né peggiore: solo diverso. Se la pillola con zucchero e stevia va giù meglio, questo importante messaggio passa meglio se si riesce a raccontarlo con grazia, con un pizzico di favolistico e di meraviglia. La principessa e la sua forchetta riesce in quest’intento a meraviglia.

Certo, un braccialetto o un paio di orecchini sono un porto sicuro per le ragazzine di tutte le età, ma una bambina già ben avviata sulla strada della lettura non potrò che apprezzare questa bella favola: se il romanzo fosse associato ad una bella gita a Venezia per visitare i luoghi di Teodora, il pacchetto regalo sarebbe davvero completo. Dopo tutto, arriva la primavera e le gite fuori porta sono un imperativo morale. Quando la neve si sarà sciolta.

Jules

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