Ex Novo: giovani dottoresse alla riscossa

Copia di Ex Novo
I gruppi di mediche al Collegio Nuovo- Fondazione Sandra e Enea Mattei sono sempre nutritissimi

Ormai ho preso l’avvio sulle figure femminili della scienza. Dopo l’inizio di febbraio fantascientifico e che ritrovate qui, questo mese, per Ex Novo, vi racconto di un personaggio ormai conosciutissimo e amatissimo dal pubblico italiano, complice anche la serie realizzata dalla Rai: Alice Allevi, la specializzanda in medicina legale protagonista della saga di romanzi de L’allieva e creata da Alessia Gazzola.

L’Allieva è il primo romanzo in ordine di pubblicazione di una serie di 7 volumi culminata con l’ultima uscita dal titolo Arabesque. I romanzi si incentrano su Alice Allevi, specializzanda in medicina legale e sulle sue prime indagini. Alice non è la figura che siamo abituate a leggere nelle crime story. Non è una supereroina che parla correntemente 12 lingue, non ha una competenza così particolare e specifica da renderla indispensabile alle polizie di tutto il mondo, non sta scappando da una pericolosa cosca che ha tragicamente segnato il suo passato. È una giovane studentessa normale, anzi un po’ pasticciona, ritardataria, procrastinatrice cronica e molto romantica al limite del naïf. Però, quando ci si mette, conosce il suo lavoro ed e se di super poteri dobbiamo parlare, ha una spiccata empatia che le offre un punto di vista privilegiato sui crimini e le consente di osservare la vicenda in un modo fresco rispetto ai suoi colleghi e anche ai suoi professori. Certo che avere tra i propri tutor un uomo bello e str… indisponente come Claudio Conforti non aiuta di certo ad essere serene ed obiettive sul lavoro.

In auto, Claudio mi osserva dallo specchietto retrovisore; io giaccio sfatta sul sedile posteriore, mentre Ambra non riesce a fare a meno di ammorbarci di chiacchiere.

«Che ti prende?» mi domanda interrompendola

«Niente.»

«Sei stravolta. Lo dico sempre che non sei tagliata per questo mestiere.»

Con un moto di insofferenza metto le mani alla fronte. Sono quasi le due di notte e sto crollando per la stanchezza.

«Non è vero e lo sai. In questi anni ho visto di tutto e ho sopportato qualunque vista e qualunque odore.»

«E allora cosa c’è di diverso questa volta?» incalza lui. mentre Ambra sbadiglia.

«Conoscevo Giulia Valenti, di vista. Non ti capita mai, comunque, di essere colpito da un caso in maniera particolare?»

«Solo da un punto di vista scientifico. Allevi, devi imparare che è l’unico aspetto che ti deve interessare o eserciterai la tua professione senza obiettività.»

La sezione di “mediche” al Collegio Nuovo è sempre parecchio nutrita. A volte, anche solo sentendole ripetere e studiare, qualche nozione ti si infilava in testa: almeno sugli esami più “semplici” potevo far finta di capire qualcosa. Leggendo L’Allieva mi sono venute in mente alcune colleghe di collegio che magari a colazione erano capaci di rovesciare la tazza di latte perché sbadate e poi sul lavoro essere dei medici strepitosi. Nessuna ironwomen, ma persone preparate, intelligenti e appassionate.

Alice Allevi, come personaggio, un po’ divide il pubblico dei lettori. Certo, fa tenerezza con le sue distrazioni, si tenta di giustificare la sua goffaggine, ma spesso si sente un moto di irritazione nel leggerla. Verrebbe voglia di infilare una mano tra le pagine e darle una sonora scrollata perché, dai, come fai a farti incantare dal tuo capo? E come puoi essere così in ritardo sulla consegna dei tuoi lavori? Non piangerti addosso, accidenti! E poi si capisce il perché di questi moti di fastidio: perché, mediche e non, tutti facciamo o abbiamo fatto quello che fa lei. Siamo state tutte i ritardo, abbiamo tirato lungo un lavoro, siamo rimaste ad autocommiserarci invece di rimboccarci le maniche. Su di noi troviamo giustificazioni, ma leggerle su carta e riconoscersi fa male. Certo, Alice può irritare, ma la sua lettura è sempre piacevole. L’Allieva è un romanzo che scorre veloce, alterna con intelligenza la vita privata della protagonista e il filo dell’indagine intrecciando tutto con equilibrio. Perché Alice, pasticciona quanto si vuole, ha un istinto sicuro e riesce a vedere la verità che sfugge ai colleghi più navigati ed esperti. Basterebbe solo che imparasse a non farsi incantare da un CC qualunque.

Jules

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