I luoghi dello shopping: Dennis

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Dennis mi ospita mentre leggo McCarthy

Dennis è rosso, simpatico, molto british. Ha 19 anni, quasi 20, ed è alto 4,20 m. Chi è? Dennis è un adorabile double-decker bus rosso, uno di quegli autobus a due piani che siamo abituati a veder girare per Londra ed è appena venuto a vivere a Spresiano, in provincia di Treviso. Nonostante l’età non più giovanissima è stato adottato da Sara e Simone. No, non è una storia tipo Cars. Sara e Simone sono due librai, di cui si sta perdendo lo stampino e hanno accolto Dennis in Veneto per dargli nuova vita: dopo tanti anni trascorsi a portare su e giù delle persone, tra pochissimo Dennis porterà in giro tanti libri. È destinato a diventare una libreria su due piani e quattro ruote, pronto a portare libri nei posti dove non ci sono. Ma proviamo ad andare con ordine.

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Ecco Dennis in tutti i suoi 4 m di splendore

Dico “proviamo” perché parlando con Sara e si incontra il suo entusiasmo, la sua passione, la sua competenza sui libri si fa fatica a seguire una serie precisa di domande. Senza soluzione di continuità ci siamo perse a chiacchierare di storie, di persone, di progetti passati e futuri, della Patagonia (eh sì!) e di mille altre cose che girano intorno a questo gigante rosso. Comodamente sedute sui sedili di fondo dell’autobus, quelli più ambiti nelle gite scolastiche, mi sono fatta raccontare di come Dennis è arrivato qui.

Sara e Simone sono gli ideatori di Libreria Diffusa, un progetto che mira a portare i libri in paesi in cui non ci sono librerie. Può sembrare assurdo, ma ci sono tanti posti orfani di un punto di riferimento importante come la libreria. Andando di mostra mercato in mostra mercato, di evento in evento, hanno portato la loro selezione di libri, la loro competenza e la loro passione in tantissimi paesi del Nord Italia. Proprio mentre si montava e smontava l’ennesimo stand, l’illuminazione: ma perché non costruirsi il proprio negozio itinerante? Correva il 2016.

La scelta originaria si orienta su un bello scuola bus giallo americano “Tipo quello dei Simpson” ride Sara. Ma il trasporto oltre oceano si prospetta come qualcosa di spaventoso (in termini economici) e quindi ci si avvicina restando nel Vecchio Continente: quale mezzo più adeguato di uno spazioso bus a due piani inglese? Così Sara e Simone vanno oltre Manica, prendono contatto con la ditta Ensignbus Company, e si mettono alla ricerca del mezzo giusto. Dennis, all’inizio, ha rischiato di non essere scelto. Stava per essere surclassato da un Leyland Olympian: ma questo, oltre ad avere un nome meno accattivante, era decisamente troppo alto. Così lo sguardo è caduto su Dennis: più giovane, il primo della sua epoca ad avere sospensioni idrauliche e che ha viaggiato tra Londra, Exeter, Manchestern e Plymouth. All’epoca, si presentava sgargiante in blu, bianco e arancione. Un bella pittura di rosso british ed era pronto a cambiare i suoi passeggeri: da persone a libri.

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Dennis si imbarca per arrivare a Livorno. Foto dalla pagina Facebook Parole in Movimento

Certo, andava ancora portato in Italia; scartata la possibilità di farlo viaggiare su strada per problemi assicurativi, Dennis si è imbarcato a Bristol e ha fatto rotta su Livorno. Sbarcato, sulla banchina ha avuto un piccolo attacco di timidezza: forse spaventato dall’idea di guidare sul lato sbagliato della strada (per lui) non ha voluto accendersi. Ma con un po’ di incoraggiamento e un intervento tecnico ha finalmente preso la rotta per Spresiano. Già in viaggio era una celebrità: la gente in autogrill si fermava a fotografarlo, sorpresa come se vedesse un animale esotico ad un safari. Sara racconta di essere salita al secondo piano e di aver fatto parte del viaggio osservando la strada da una prospettiva insolita.

Quando ieri l’ho conosciuto, l’ho trovato nel pieno dei lavori: i sedili sono stati tutti eliminati, ad eccezione di quelli di fondo che resteranno come area relax per sfogliare i libri che saranno esposti su scaffali di legno naturale proprio ora in preparazione. La domanda di ogni lettore a questo punto è: che libri ci saranno? E qui entra in gioco la pluriennale esperienza di Sara e Simone.

Perché a questo punto è bene spostare il focus dal celebre Dennis e concentrarsi sugli ideatori del progetto. Come dicevo, Sara e Simone non sono nuovi alle librerie temporanee ed itineranti. Dal 2012 sono in movimento per portare libri a mostre mercato ed eventi in posti dove le librerie non ci sono. “Il nostro scopo è creare occasioni di incontro da libri e persone” mi racconta Sara con entusiasmo. “Ad ogni evento, ad ogni località diversa, portiamo una selezione di titoli pensati ad hoc. Magari anche volumi  ormai fuori dai circuiti della grossa distribuzione che ha una corsa al ricambio e alla pubblicazione di titoli sempre nuovi da far girare la testa. Con i nostri consigli riusciamo ad instradare i lettori verso nuovi autori che non avevano mai sentito e gli stessi lettori ci offrono continui spunti e nuovi nomi che non conoscevamo. È uno scambio bilaterale che fa crescere entrambi. E la soddisfazione di avere persone che, anno dopo anno, ci seguono nei nostri eventi e ci ringraziano per i consigli offerti…be’ commuove, non si può dire altrimenti”.

Copia di Ex Novo
Anche i compassati inglesi scrivono sotto i sedili! Cose che ci scoprono quando si lavora

Mi fa vedere come saranno montati gli scaffali, mi dice che i pulsanti per prenotare la fermata funzionano ancora e mi fa leggere qualche “UK graffiti” che hanno trovato sotto i sedili appena rimossi. “Per Dennis stiamo pensando a fare la sezione bambini al secondo piano” e visto che con la testa sfioro il soffitto al piano superiore non posso che essere d’accordo. “Al primo piano, narrativa per adulti. Ci sarà sicuramente un focus sul viaggio, ma si troverà una miscellanea. Niente di rigido o incasellato”.

Scendiamo a fare qualche foto. “Dennis sta attirando moltissima curiosità perché tipi come lui qui in giro non se ne vedono molti” continua Sara mentre gentilmente mi fa anche sedere al posto di guida, “ma è di fatto una prosecuzione del progetto che portiamo già avanti da anni: far arrivare libri dove non ce ne sono. Ma vorremmo che poi Dennis venisse visto come “spazio liquido” come contenitore anche di altre iniziative: musica, fumetti, conferenze… la potenzialità di questi 40 mq è infinita!”

Progetto senza titolo
Segnatevi la targa!

Resta da capire quando Dennis farà la sua trionfale uscita. Già in tantissimi ne parlano e l’aspettativa cresce. “Dovremmo collaudare per fine aprile anche se… ci sarebbe già un’opportunità molto bella per metà aprile però vedremo. L’importante è fare un bel lavoro, realizzare quello che abbiamo in mente al nostro meglio”.

Per come l’ho visto io, Dennis è in fase di metamorfosi, ma mentre Sara parlava con entusiasmo e passione di tutto quello che hanno in mente di fare, vedevo il tutto prendere forma, come in quei film dove il personaggio vede le linee grafiche materializzarsi e comporre figure, oggetti, suoni. Però il lavoro non manca! Non potendo personalmente andare a svitare bulloni e cambiare i filtri, si può aiutare grazie ad una campagna di crowdfunding attivata su Ulule e che trovate qui per far sì che Dennis inizi il suo nuovo lavoro: e sappiamo bene quanto il mercato del lavoro in Italia sia spietato. Un aiuto serve sempre.

Abbiamo chiacchierato per due ore, saltando da un argomento all’altro, perdendoci, ritornando sui viaggi e sui tanti progetti che frullano in testa. Posso solo dire di essere molto orgogliosa di essere stata una dei primi a conoscere Dennis. Come dicono i talent scout: quel ragazzo è destinato a diventare una star.

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Dennis e Sara insieme. Foto dalla pagina Facebook Parole in Movimento

Trovate Dennis su Facebook, Ulule e Instagram.

Jules

Calendario letterario: 25 marzo

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Ci sono date entrate nella storia dell’umanità come simbolo della liberazione da tirannie e schiavitù: prese di prigioni politiche nell’afa di metà luglio, aperture di cancelli con filo spinato mentre sembrava nevicare, abbattimenti di muri portanti quando Halloween ancora non era di moda.

Nel mondo parallelo dei romanzi ci sono eventi simili e oggi, 25 marzo, si celebra la caduta di uno delle ombre più oscure che mai abbia minacciato gli uomini liberi. Un terrore nero e antico dal quale non c’è speranza di nascondersi e fuggire e che ha rischiato di annientare una delle terre più straordinarie mai concepite da mente di scrittore. Questa minaccia viene oggi annientata da un piccolo eroe con i piedi pelosi e una discreta passione per i funghi e per l’erba pipa. Oggi, Frodo Baggins della Contea, aiutato dal fedele Samvise Gamgee, giardiniere, butta nel fuoco di monte Fato l’Unico Anello. La Terra di Mezzo festeggia la caduta di Sauron e l’inizio della Quarta Era del Mondo.

«Il regno di Sauron è finito!», disse Gandalf. «Il Portatore dell’Anello ha compiuto la sua Missione». E mentre i Capitani guardavano a Sud la Terra di Mordor, parve loro che, nera contro la coltre delle nuvole, si ergesse l’immensa forma di un’ombra, impenetrabile, incoronata da fulmini, e che invadesse tutto il cielo. Enorme e gigantesca sovrastò tutto il mondo, tendendo verso di essi una grande mano minacciosa, terribile ma impotente: infatti proprio mentre si avvicinava, un forte vento la sospinse e la spazzò via; allora vi fu un gran silenzio.

In tutto il mondo si canti di Frodo dalle Nove Dita e dell’Anello del Fato. E buona domenica a tutti!

Jules

Calendario letterario: 21 marzo

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Potessi farle gli auguri di persona lo farei. Le cucinerei io una torta di compleanno (non quella del pastore), le preparerei una buona vellutata (ma non azzurra!) e fumerei con lei nel suo appartamentino londinese. Oggi è il compleanno di una delle figure iconiche degli anni ’90, talmente conosciuta e amata che oggi probabilmente riceverà milioni auguri, di tweet, piccioni viaggiatori e il mio augurio si perderà nel vuoto. Però ci tengo perché oggi compie gli anni (e non si dicono quanti perché è una signora nel fiore degli anni) la splendida, mitica, Bridget Joooones!

Uffa. Mi sono svegliata stufa marcia. La cosa peggiore è che mancano solo due settimane al giorno del mio compleanno, quando sarò costretta a guardare in faccia il fatto che è passato un altro anno intero durante il quale tutti tranne me si sono trasformati in Felicemente Sposati, hanno sfornato figli a destra e a sinistra come biscotti, hanno guadagnato centinaia di migliaia di sterline e si sono costruiti autostrade per giungere fino al cuore delle instituzioni, mentre io scarroccio senza timone e senza fidanzato da una relazione malata a un’altra relazione malata e ristagno professionalmente.

Bridget, resisti! Sei ancora l’eroina di tante trentenni di oggi. Buon compleanno!

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Jules

 

Calendario letterario: 20 marzo

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L’inizio di una nuova stagione porta sempre nuovi e buoni propositi. Dieta, un viaggio, alzarsi prima la mattina, stare più all’aperto, fare sport… questi me li sono detti solo una settimana fa. In onore di questo giorno di quasi primavera, per il calendario letterario ho scovato un avvenimento che è proprio la summa di tutti questi buoni propositi. Il 20 marzo, Nils Holgersson, il monello protagonista del romanzo Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson di Selma Lagerlöf, parte per il suo fantastico viaggio con le oche selvatiche.

Nils è un ragazzino che non tutte le mamme sognerebbero come figlio: ribelle, pigro, poco affettuoso in famiglia. Come punizione per aver tentato di catturare un folletto, viene trasformato in folletto lui stesso e parte per un viaggio attraverso tutta la Svezia con uno stormo di oche selvatiche capitanate dall’anziana e rigorosa Akka del Kebnekajse. Durante il lungo volo diventerà il protettore delle oche, nume tutelare degli animali e imparerà gentilezza e bontà d’animo mentre noi potremo, come facevano gli alunni della maestra Lagerlöf, imparare la geografia e la storia svedese. Un sussidiario fantastico che scorre via avventura dopo avventura e ci fa provare una forte nostalgia per i tempi in cui potevamo prendere e partire all’avventura. Be’, forse lo si può aggiungere alla to do list di questa primavera.

Il ragazzo non riusciva proprio a credere di essere stato trasformato in folletto. “Sarà solo un sogno e uno scherzo della fantasia”, pensò. “Se aspetto un attimo, ridiventerò di sicuro un essere umano”. Si mise davanti allo specchio e chiuse gli occhi. Li riaprì solo dopo un paio di minuti, aspettandosi che fosse passato tutto. E invece no: era e restava sempre piccolo. Per tutto il resto era esattamente come prima. I capelli chiari come il lino e le lentiggini sul naso, le toppe ai calzoni di pelle e i rammendi alla calza: tutto uguale, solo che si era ristretto.

Jules

Relax: un po’ di buone maniere, perdinci

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Il titolo potrebbe ingannare: cosa c’è di più antitetico del relax e dell’etichetta? Dover restare ingessati, seguire un determinato codice di comportamento in ogni situazione crea un notevole stress. Il volume che vi consiglio oggi è però più antropologico che di buone maniere, un modo per sbirciare nelle abitudini e nelle regole dell’Italia del boom economico: Il saper vivere di Donna Letizia.

Donna Letizia, al secolo Colette Rosselli, è stata illustratrice, giornalista ed esperta di bon ton, nonché terza moglie di Indro Montanelli. A partire da metà degli anni Cinquanta, prima sul giornale Grazia e poi su Gente, Donna Letizia ha dispensato consigli sulla sua rubrica di buone maniere.

Come organizzare il primo pranzo con i consuoceri, come allestire un perfetto cocktail party, come comportarsi come ospiti in casa d’altri, nulla è scappato al suo occhio. Nel 1960 è uscito il primo compendio dei suoi suggerimenti corredato da sue illustrazioni, appunto il “saper vivere”. Ora lascio parlare direttamente la voce dell’autrice.

Cosa fare se qualcosa durante il pranzo non funziona?

Durante lo svolgersi del pranzo, la padrona di casa non deve lasciare trasparire la minima apprensione. Se un tragico rovinio di cocci proviene dalla cucina, lei continuerà stoicamente a sorridere. Se il cameriere commette qualche errore di servizio non lo sgriderà.

Mi raccomando: sempre gentili con il cameriere! Come comportarsi durante un viaggio in treno?

La signora che viaggia non invade lo scompartimento con un numero irragionevole di bagagli. Entrando nello scompartimento inchina leggermente la testa. Che non debba incoraggiare i tentativi di conversazione del signore che le siede accanto o di fronte è cosa risaputa. Ma essere riservata non vuol dire essere sgarbata. Un atteggiamento educato le varrà il vantaggio di persuadere l’importuno che si trova davanti una vera signora e che perciò non ha nulla da sperare. Potrà chiedergli all’arrivo con un sorriso smagliante di aiutarla a tirare giù le valigie.

Be’, sul numero irragionevole di bagagli mi dichiaro d’accordo. Peccato non ci fossero ancora i cellulari al tempo di donna Letizia. Passiamo alle relazioni sentimentali?

I fidanzamenti prolungati sono sconsigliabili: logorano i nervi a tutti, la sposa deperisce, lo sposo si fa irrequieto, le madri portano scritta in fronte una sospettosa e crescente inquietudine.

Le battute qui potrebbero sprecarsi. E comunque sappiate che dopo i 25 anni si è considerate senza speranza e che le madri devono iniziare a fare inviti a cena a tutti gli scapoli papabili e il padri devono invitarli a giocare a golf. A giocare. A. Golf.

Leggerlo nel 2018 fa sorridere. Molte delle situazioni da lei descritte non hanno più senso di esistere: sono piuttosto sicura che non mi capiterà mai di ospitare dei cardinali per un pranzo formale. Altre sono state sdoganate: per il primo pranzo per far conoscere i consuoceri nessuno si farà precedere da una corbeille di fiori bianchi. Traspare però, oltre al tremendo snobismo e al classismo condiscendente, un senso di ordine e di codifica che, nel bene ma anche nel male, ormai si è completamente perso. Mettersi il coltello in bocca per pulirlo, non è disinvoltura: è maleducazione ed è oltretutto pericoloso. Non ho certo bisogno che qualcuno mi accenda la sigaretta, ma se un uomo mi avvicina la fiamma mentre cerco affannosamente l’accendino in borsa (mannaggia a trovarlo quando ti serve!) ha quel gusto retrò che a me piace. Il “saper vivere” è diventato altro, ha ceduto il passo a tempi più frettolosi e alla mano, ma per una patita di Downton Abbey come lo so sono io questo volume qualcosa di affascinante ce l’ha.

E ora sono in crisi perché non ho il piatto a mezzaluna per servire l’insalata.

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Ultima nota: la mia edizione arriva diretta dal 1960 e dalla libreria di mia nonna. La ristampa più recente è di Rizzoli Bur del 2007.

Jules

 

Calendario letterario: 4 marzo

4 marzo

 

Domenica nebbiosa e sonnacchiosa. Un tempo che, oltre alla Pianura Padana, fa pensare alle terre del nord Europa, dove la luce scarseggia. Visto che (e mettetevela via) vi stresserò con le isole Faroe per tutto quest’anno, oggi dedico il calendario letterario ad un thriller ambientato proprio nel piccolo arcipelago: Sangue bianco di Craig Robertson.

Oggi, 4 marzo, è il compleanno di John Callum protagonista di questa storia. Insegnante scozzese, John ha dovuto lasciare la sua patria per cercare di sfuggire a tragici e violenti eventi del suo passato. Quale posto migliore delle isolatissime Faroe? L’arcipelago danese, a metà strada tra Islanda e Norvegia ha tutti gli elementi giusti. Gli abitanti, anche se curiosi, sono abbastanza cordiali; i paesaggi mozzafiato; l’acquavite così forte da farti dimenticare cosa si è fatto per una notte intera. L’unico problema è dato dal risvegliarsi con un coltello insanguinato in tasca e sapere che il tuo rivale in amore è stato massacrato. Si può correre, ma non ci si può nascondere, nemmeno nel luogo più isolato del pianeta.

In quei tre lunghissimi secondi di caduta libera avevo trovato il tempo di formulare tre pensieri. Uno: se il karma esiste davvero, la punizione sarà una gran rottura di palle. Due: mi piacerebbe finire il mio whisky prima che il bicchiere voli via. Tre: sto per morire. C’è qualcosa di consolante quando ci si accorge che è arrivata la fine. Soprattutto se la sopravvivenza non è esattamente la prima delle preoccupazioni. Tre secondi per contemplare i propri errori, valutare i rimpianti e constatare che, in fin dei conti, non sono poi tantissimi.

Vi auguro una buona domenica al caldo e con questo piacevole thriller davanti agli occhi. E se il tempo atmosferico non vi piace, aspettate cinque minuti. Almeno, questo è quanto recita un proverbio faroense.

Jules

Shopping: compleanni di giovani donne

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Uscendo piano piano e con fatica dalla morsa artica (si spera) si inizia a sbirciare con speranza alla primavera.

Sì, lo so, ha nevicato anche fuori dalla mia finestra, ma tant’è.

La primavera vuol dire fiori, abiti più leggeri, i primi tentativi di abbronzatura, gite fuori porta, l’arrivo degli inviti ai matrimoni e i compleanni.

Può darsi che capiti solo a me, ma passata la curva di febbraio esplode una ridda di compleanni. Se anche voi siete in questa situazione e avete amiche/i con già figli, questa settimana ci occupiamo di una categoria difficilissima: le ragazzine.

Avvicinandosi ai 10 anni le bambine iniziano a diventare difficili: non più bambine, non ancora adolescenti sono in quel limbo di interessi che fa snobbare loro i giochi dell’infanzia. Hanno tante curiosità e sono pronte a scoprire. Se vi trovate nella difficile situazione di dover fare un regalo ad una bambina di quell’età, il mio suggerimento è di orientarsi verso un romanzo che mescola storia, una città incantata e intrighi del Medioevo: La principessa e la sua forchetta di Annalisa Ponti.

Teodora, ha 12 anni, è una principessa e vive nella raffinata Bisanzio dell’Anno Mille. Veste abiti preziosi, è abituata a deliziose pietanze e ad aromi intensi e speziati. La vita di una principessa però non è fatta solo di piaceri, ma anche di doveri da adempiere per il bene della sua città. Teodora deve lasciare la sua amata Bisanzio perché il suo destino è di andare in sposa per suggellare un accordo commerciale. Dovrà sposarsi con il figlio cadetto del Doge, colui che è a capo di una città molto diversa da Bisanzio, ma altrettanto magica: Venezia.

La vicenda prende avvio da una storia realmente accaduta: non c’è sicurezza sulla figura di Teodora che potrebbe essere stata la moglie del doge Domenico Selvo oppure di Maria Argyropoulaina moglie del figlio del doge Pietro II Orseolo. A prescindere dalla Storia, pare che questa ragazza fosse guardata con molto sospetto per le sue abitudini bizzarre, quali fare il bagno e mangiare con la forchetta invece di prendere il cibo direttamente con le mani.

Questo romanzo parla di diversità. Teodora arriva a Venezia circondata da un’aura di mistero e di favola: si ipotizza che abbia la coda di sirena e non possa camminare visto che si muove in portantina e fa il bagno in grandi tinozze. Beve intrugli quasi malefici (il tè) in tazze di porcellana così fine da sembrare trasparente. E non mangia afferrando il cibo con le mani, ma con una preziosa forchetta dono per il suo compleanno. A quei tempi, il diverso spaventava. Nonostante il disagio e il sospetto con cui viene accolta, Teodora, da brava e compita principessa, sa come cavarsela e tirarsi fuori da una situazione che diplomaticamente potrebbe essere dannosa per la sua città. Fa amicizia con il suo promesso sposo, Giovanni, destinato a diventare mercante ma afflitto da un costante mal di mare e con intelligenza riesce a mettere al proprio posto anche il severo e fanatico Pietro il Castigatore.

E gli stranieri, tutti gli stranieri- si sa- parlano una lingua diversa, hanno abitudini eccentriche e mangiano cibi misteriosi, indossano abiti strani. Quindi… quindi costituiscono una minaccia, un pericolo. Portano disordine, confondono: potrebbero introdurre nuovo mode nelle tranquille tradizioni dei bravi veneziani. E in laguna non c’è nessun bisogno di novità!

Ma se allora il diverso sfumava spesso nel magico e nel diabolico, ai giorni nostri il diverso continua ad essere visto con sospetto. Pare quasi scontato dover ripetere e far capire alle nuove generazioni che il diverso è solo “altro”, né migliore né peggiore: solo diverso. Se la pillola con zucchero e stevia va giù meglio, questo importante messaggio passa meglio se si riesce a raccontarlo con grazia, con un pizzico di favolistico e di meraviglia. La principessa e la sua forchetta riesce in quest’intento a meraviglia.

Certo, un braccialetto o un paio di orecchini sono un porto sicuro per le ragazzine di tutte le età, ma una bambina già ben avviata sulla strada della lettura non potrò che apprezzare questa bella favola: se il romanzo fosse associato ad una bella gita a Venezia per visitare i luoghi di Teodora, il pacchetto regalo sarebbe davvero completo. Dopo tutto, arriva la primavera e le gite fuori porta sono un imperativo morale. Quando la neve si sarà sciolta.

Jules