Libri del lunedì: la vita non è mai perfetta

Copia di meals

I social sono fatti per mostrare la parte migliore delle nostre vite. Così come i diari segreti sono fatti per custodirne la peggiore.

Nel lontano 2009, Drew Barrymore nel divertente film La verità è che non gli piaci abbastanza (sì, a me è piaciuto) rendeva ben chiaro il concetto di come la nostra vita stesse cambiando in funzione dei social: “Quando voglio affascinare qualcuno non vado dal parrucchiere, ma aggiorno il mio profilo su MySpace”. In qualunque tipo di relazione, sia essa sentimentale, di amicizia, lavorativa, familiare, attraverso il filtro social offriamo il nostro profilo migliore. Tutto è set fotografico, ogni cosa con i giusti filtri è favolosa e il grandangolo reale o immaginifico può fare miracoli.

L’occhio di bue dell’ultimo romanzo di Sophie Kinsella, La mia vita non proprio perfetta, è sull’apparenza, ingannevole quanto le luci dei camerini dei negozi di abbigliamento

Cat lavora a Londra. Originaria e genuina ragazza del Somerset, si è spostata a Londra per lavorare nel campo della pubblicità e del design. Ha un impiego di fatto poco interessante, ma ha la possibilità di stare a contatto con Demeter, la guru nel campo del design, la dea delle trovate geniali, la donna che ha la casa più cool di Londra, che viene ospitata ad ogni evento mondano importante della città. Ha la vita che Cat vorrebbe avere, quella che finge di vivere mettendo foto “false” su Instagram per far vedere a tutti come ce la sta facendo in un ambiente difficile come Londra. Quando il lavoro sfuma, Cat è costretta a tornare Katie, a trasferirsi nella fattoria di suo padre e a rassegnarsi a fare un lavoro che non potrebbe essere più lontano dalla vita perfetta da sempre sognata. Non potrebbe essere più diversa dalla vita di Demeter che sembra essere così luccicante. Sembra…

Il fatto è questo, non sono invidiosa. Non esattamente. Non voglio essere come Demeter. Non voglio quello che ha lei. Cioè, ho soltanto ventisei anni: che me ne farei di un SUV Volvo? Ma quando la guardo è come se, non so… mi pungesse qualcosa, e penso: “Potrò mai essere io? Potrò mai essere così? Quando me la sarò guadagnata, potrò avere una vita come quella di Demeter?”. Non è soltanto quello che ha, è la sicurezza. Lo stile. La sofisticatezza. Le conoscenze. Non mi importerebbe metterci vent’anni, anzi, andrei in estasi! Se mi dicessero: “Sai, se ti impegni e lavoro sodo fra vent’anni la tua vita sarà così”, io ci starei subito.

La trama e in generale il titolo del romanzo possono essere fuorvianti. La storia pare essere incentrata sulla classica protagonista dei romanzi di Sophie Kinsella (sì, li ho letti tutti): la ragazza un po’ pasticciona, ma capace e di buon cuore che riesce a tirarsi fuori dai guai all’ultimo secondo. La mia vita non proprio perfetta parla in realtà di Demeter, la capa apparentemente stronza e incurante dei propri sottoposti.

La capa che tutti noi abbiamo avuto, una o più volte nella vita.

È un romanzo su quanto le apparenze possano ingannare, sulle apparenti vittime che diventano carnefici e sull’inconsistenza del patinato.

Oggi è lunedì, state andando al lavoro probabilmente. Siete in autobus o in macchina e pensate che l’ultima faccia che volete vedere è quella del vostro capo. Si può dire tutto il male possibile sui romanzi della Kinsella, so che i detrattori sono moltissimi, ma non si può negare che aiuti ad alleggerire momenti di tensione. Questo lunedì tenetevi vicino questo romanzo per la pausa pranzo, per cercare di capire perché vi hanno fatto una sfuriata o se sono stati pungenti senza ragione apparente. Non vuol dire che tutto sia giustificabile, ma comprensibile sì.

Guardatevi intorno: ci sarà sicuramente un bello scorcio che vi permetterà di fare una bella foto per risollevarvi il morale. Anche se non perfetta sarà il vostro momento di bellezza. Nello specifico, vicino a dove lavoro, c’è un murales di Kenny Random pieno di farfalle.

E comunque, una capa come Demeter l’ho avuta. Aveva sicuramente i suoi problemi, ma era una donna difficile da tollerare. Molto difficile.

Jules

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