Calendario letterario: 1 gennaio

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Il primo giorno dell’anno, anche in letteratura, è importante. Giorno di ottimismo, da passare in un gradevole torpore e parlando a bassa voce: tutto sembra nuovo, si ricomincia da capo. Il momento dell’Alfa.

Avevo da parte alcune ricorrenze che avvengono nel parallelo mondo dei libri: gioiose, divertenti, romantiche. Ma visto che piove a dirotto e che sono in pieno mood Black mirror (è uscita la quarta stagione, ma non mi sta entusiasmando), oggi 1 gennaio ricordiamo l’inizio de I figli degli uomini.

Oggi, 1 gennaio 2021, tre minuti dopo mezzanotte, l’ultimo essere umano nato sulla terra è rimasto ucciso in una rissa in un bar di un sobborgo di Buenos Aires. Aveva venticinque anni, due mesi e dodici giorni. Stando alle prime notizie trapelate sull’incidente, Joseph Ricardo è morto com’era vissuto. La particolarità, se così la si può chiamare, di essere stato l’ultimo uomo che risulta nato all’anagrafe, pur prescindendo da qualsiasi virtù o dote personale, rappresentò sempre una difficoltà per lui. Ora è morto. (…) Quando ho sentito la notizia, mi è parso un piccolo motivo in più per iniziare il diario proprio oggi, capodanno e mio cinquantesimo compleanno.

Il romanzo di P.D. James, uscito all’inizio degli anni Novanta, appartiene al genere distopico. Si ipotizza che la razza umana stia andando incontro all’estinzione per via di una completa sterilità che ha colpito gli uomini a partire dal 1995, ultimo anno dei nuovi nati, chiamati Omega. Magari vi sarà capitato di vedere anche il film con Clive Owen di una decina di anni fa. Il 1 gennaio è sia la data della morte dell’essere umano più giovane del pianeta e sia il compleanno di Theo Faron, storico britannico e cugino dell’attuale dittatore della Gran Bretagna.

Forse, per il primo dell’anno e in generale per il periodo delle feste ci si aspetterebbe qualcosa di più allegro. I figli degli uomini ha in sé elementi di circolarità e contrapposizione. Una morte- un compleanno, da culla a tomba, Omega e Alfa, in una serie di corsi e ricorsi storici che laddove nutrono il più cupo pessimismo, d’altra parte alimentano una speranza di rinascita sebbene sotto neri auspici.

Tutto sommato, c’è sempre speranza: ovunque e in ogni luogo. E il pianto di un bambino può essere in grado di rovesciare anche la china dell’estinzione.

Buon inizio anno a tutti! 🙂

Jules

 

 

3 pensieri riguardo “Calendario letterario: 1 gennaio

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