No, non è un post sul bilancio 2017- buoni propositi 2018

Buongiorno a tutti,

buonafine-buoninizio, bestnine2017, liste, bilanci, buoni propositi. In questi giorni, com’è naturale, si tirano le somme dell’anno appena trascorso: i migliori libri letti, i peggiori abbandonati, la scoperta dell’anno… a seguire i buoni propositi.

Non sono un granché con i buoni propositi. Li ho sempre paragonati alla sensazione che si provava quando, alle elementari, si iniziava un quaderno nuovo. I primi giorni di scriveva bene, si stava attentissimi a non fare errori o cancellature; poi, con il passare del tempo, si scivolava inevitabilmente nelle nostre solite rilassatezze. Ma quanto stress i primi giorni! Sono quindi giunta alla conclusione che va bene cercare di fare il meglio possibile, ma bisogna anche sapere accettare il fatto che di sbaffi, nella vita, se ne fanno  tanti da riempire un paiolo da polenta per una famiglia numerosa.

Più che di buon proposito da lettrice, per il 2018 ho pensato di darmi sin dall’inizio un tema: il Nobel per la letteratura.

Con i premi Nobel ho un problema di relazione non da poco: mi sento sempre troppo poco intelligente per poterli apprezzare. Se mi capita tra le mani un nuovo autore e non lo so insignito del premio svedese, me lo gusto e lo apprezzo (o anche lo detesto) in base ai miei gusti e le mie competenze personali. Se lo vengo a sapere prima della lettura, il cervello mi si paralizza. Alla fine di quest’anno ho provato a invertire la tendenza: alla nomina di Kazuo Ishiguro ho preso il coraggio a due mani e ho affrontato Il gigante sepolto: la base fantasy e cavalleresca mi rassicurava.

Mi ha commosso fino alle lacrime.

In questi primi tre decenni di vita, quindi, la barriera del Nobel è sempre stata solo mia. Un po’ come chi dice di odiare le lumache e non le ha mai assaggiate. Sono andata a spulciare la lista dei vincitori del premio e ho deciso di recuperare un po’ degli autori mancanti. Ho escluso i poeti perché non ho (e questa volta sul serio!) le capacità per valutare un’opera in versi e mi sono ripromessa di fare #1Nobelalmese.

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Ne è risultata questa lista. Seguita e supportata da Lotario, il gufo blu bibliotecario che è uno dei miei guardiani di casa, mi dedicherò ai Nobel. Alcuni mi faranno innamorare, altri probabilmente mi annoieranno fino allo sfinimento. Alcuni è una vergogna non averli ancora letti (nessuno dica nulla su Hesse o la Deledda: lo so!), altri non li avevo nemmeno mai sentiti nominare, ma diventeranno i miei compagni preferenziali per questo nuovo anno.

Eh sì, alla fine è diventato un post sui bilanci e i nuovi propositi.

Posso solo augurarvi anch’io buonafine-buoninizio e quest’anno in cui il millennio diventa maggiorenne sia pieno di ogni cosa voi desideriate. Fosse anche un paiolo pieno di polenta come quello che mi accingo a mettere sul fuoco.

Jules

 

P.S. ovviamente non terrò per me le mie brillanti riflessioni su queste opere. Le troverete sia qui che su Criticaletteraria. Non si scappa!

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