Shopping: l’educazione sentimentale inizia da giovanissimi

Copia di meals

Mio nome: Woody

Miei anni: quasi tre

Mia razza: basenji

Woody: sa bene perché Padrona: dice sempre quando persone: chiedono.

Ma che bel cane, come si chiama? Woody

Ma che bel cane, quanti anni ha? Quasi tre

Ma che bel cane, di che razza è? Basenji

Ma che bel cane: eccomi, proprio me!

Chi ha figli in età lo sta sperimentando in prima persona; chi non ne ha rispolvera i propri ricordi. Per quanto mi riguarda, poche cose nella mia vita sono state più drammatiche del passaggio dalle elementari alla scuola media. Sarà che, come si dice dalle mie parti, ero un po’ “indietro di cottura”, sarà che avevo delle compagne di classe molto più… ehm… spigliate, fatto sta che per me l’idea dell’inferno è uguale all’anno della prima media (però ambientato in una corsia Ikea). A 11 anni si sentono le prime spinte dell’età pre-adolescenziale, si vorrebbe già essere trattati come ragazzi più grandi, ma si è ancora dei bambini. Quando ci sono passata, ammettere di adorare i peluche era considerato troooppo da sfigati, a meno che non fosse un regalo del proprio moroso. Non riporto nemmeno come fosse vista con la passione per la lettura. Nessuna scena da telefilm americano di maltrattamenti alla ragazzina con gli occhiali, ma di sicuro le amicizie non sono abbondate in quel periodo.

In omaggio a quell’età oggi consiglio una storia che è un ottimo regalo di Natale per ragazzini appena sbarcati alle medie: Woody di Federico Baccomo con le illustrazioni di Alessandro Sanna.

Woody è un cane di razza basenji di quasi tre anni e, come tutti i cani, ha uno sfrenato amore per la sua Padrona. Non sopporta di starle lontano nemmeno per poche ore. Ora che l’hanno rinchiuso in una gabbia e portato via da tre giorni non sa più cosa pensare. Non gli pare di essere stato un cane cattivo: ha solo difeso la sua Padrona. Perché lei non voleva far entrare in casa quell’uomo e ha sentito che urlava “No!” mentre lui le strappava la camicetta. Lui ha fatto quello che farebbe un bravo e coraggioso cane: perché lo stanno punendo e minacciano di non fargli più rivedere la sua Padrona?

La voce di Woody è una delle più tenere e commoventi che si possano leggere. Parla come tutti noi pensiamo parli il nostro cane: anzi, mentre lo leggiamo, probabilmente facciamo, nella nostra testa, la vocetta che adottiamo con tutti gli esseri pelosi a quattro zampe. Proprio questa sua bontà e questa sua gioia di vivere fanno da durissimo contrasto alla scena di violenza alla quale Woody assiste. La sua innocenza non gli fa comprendere appieno cosa sta succendendo, ma sa di dover proteggere la persona che lui ama senza se e senza ma. La tematica, con tutta l’attenzione che si sta ponendo alla violenze sulle donne, è molto pià “grande” e seria di quanto la voce a volte buffa del cane lasci intendere. Eppure, l’educazione sentimentale deve iniziare presto, quando si è ancora bambini, ma si vorrebbe essere trattati da adulti: perché quando si è adulti bisogna sapere come comportarsi e bisogna sapere che anche il fare del male cresce con noi. Sembra una favola, ma dovrebbe essere un manifesto.

E volete negare un peluche sotto Natale? Non è necessario che i compagni di scuola lo sappiano. Tanto, quando si diventa “grandi” per davvero, i peluche possono stazionare in bella vista e sono motivo di vanto e di orgoglio. Basta solo superare quell’inferno che è l’adolescenza.

Jules

 

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