Libri del lunedì: l’orrore cosmico non ci abbandona mai

Copia di meals

Nessuno dovrebbe meravigliarsi dell’esistenza di una letteratura del terrore cosmico. È sempre esistita ed esisterà sempre.

Tra gli scrittori in grado di realizzare delle puntuali e precise notazioni sul genere narrativo dell’orrore, Lovecraft mi è sempre sembrato il meno credibile per il ruolo. Il recluso di Providence, con la sua vita breve e colma di problemi, mi pareva più un autore in preda ai propri deliri e agli incubi che agitavano le sue notti che non un serio catalogatore delle regole per la realizzazione del racconto horror perfetto. I bambini avranno sempre paura del buio, una splendida, piccola edizione realizzata da Nuova Editrice Berti, mi ha aperto gli occhi sul rigore e l’estrema lucidità che il creatore di Cthulhu metteva in ogni suo scritto. Strutturato in modo da evidenziare gli orrori di base efficacemente utilizzati in letteratura,

2) sepoltura prematura […]

16) residuo psichico in una vecchia casa infestata dai fantasmi […]

25) modificazione di un dipinto corrispondente a fatti veri (presenti o passati) […]

e di principali idee che possono motivare un racconto fantastico,

8) demone evocato da un rito […]

23) riesumazione di orrori archeologici […]

solo per citarne alcuni, questi appunti di H.P. Lovecraft gettano una lama di razionalità che potrebbe aiutarci a tirarci indietro dal bordo dell’Abisso. L’autore compila anche un esauriente Bignami della storia del romanzo gotico, partendo da Il castello di Otranto fino ad arrivare ad autori suoi contemporanei. Alcune trame, lette con gli occhi di oggi, fanno quasi sorridere per l’eccesso di artifici e complicazioni.

Per questo lunedì, proprio prima di Halloween, portate in borsa queste pagine. Forse in questi giorni vi è venuta voglia di rileggere Lovecraft e le sue storie, per quanto siamo cresciuti, fanno sempre correre un filo di terrore gelato lungo la schiena. Scorrendo le regole, possiamo forse razionalizzare un po’ e smettere di sbirciare dietro agli angoli bui della casa.

Io mi immagino Lovecraft, seduto in poltrona, mentre discorre con la voce più tranquilla del mondo, delle regole da applicare all’orrore cosmico. Mentre mi parla, ha gli occhi completamente dilatati e sorride un po’ storto: e l’ombra di Cthulhu fa capolino da dietro la porta.

Jules

 

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