Calendario letterario: 31 ottobre

Non potevo esimermi dal cercare un evento letterario per il 31 ottobre. È Halloween anche nei mondo parallelo dei libri e, visto che non mi ero ancora giocata qualche data della saga più studiata e cronologicamente mappata degli ultimi trent’anni, oggi mi concedo di strappare il foglietto con su scritto Harry Potter.

Il 31 ottobre cade la ricorrenza della morte di Sir Nick-quasi-senza-testa, fantasma ufficiale della casa di Grifondoro. Tutti noi, almeno una volta nella vita, avremmo voluto, e vorremmo ancora, partecipare ad una festa così maledettamente halloweenesca come quella di Complemorte descritta ne La camera dei segreti.

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Jules

Libri del lunedì: l’orrore cosmico non ci abbandona mai

Copia di meals

Nessuno dovrebbe meravigliarsi dell’esistenza di una letteratura del terrore cosmico. È sempre esistita ed esisterà sempre.

Tra gli scrittori in grado di realizzare delle puntuali e precise notazioni sul genere narrativo dell’orrore, Lovecraft mi è sempre sembrato il meno credibile per il ruolo. Il recluso di Providence, con la sua vita breve e colma di problemi, mi pareva più un autore in preda ai propri deliri e agli incubi che agitavano le sue notti che non un serio catalogatore delle regole per la realizzazione del racconto horror perfetto. I bambini avranno sempre paura del buio, una splendida, piccola edizione realizzata da Nuova Editrice Berti, mi ha aperto gli occhi sul rigore e l’estrema lucidità che il creatore di Cthulhu metteva in ogni suo scritto. Strutturato in modo da evidenziare gli orrori di base efficacemente utilizzati in letteratura,

2) sepoltura prematura […]

16) residuo psichico in una vecchia casa infestata dai fantasmi […]

25) modificazione di un dipinto corrispondente a fatti veri (presenti o passati) […]

e di principali idee che possono motivare un racconto fantastico,

8) demone evocato da un rito […]

23) riesumazione di orrori archeologici […]

solo per citarne alcuni, questi appunti di H.P. Lovecraft gettano una lama di razionalità che potrebbe aiutarci a tirarci indietro dal bordo dell’Abisso. L’autore compila anche un esauriente Bignami della storia del romanzo gotico, partendo da Il castello di Otranto fino ad arrivare ad autori suoi contemporanei. Alcune trame, lette con gli occhi di oggi, fanno quasi sorridere per l’eccesso di artifici e complicazioni.

Per questo lunedì, proprio prima di Halloween, portate in borsa queste pagine. Forse in questi giorni vi è venuta voglia di rileggere Lovecraft e le sue storie, per quanto siamo cresciuti, fanno sempre correre un filo di terrore gelato lungo la schiena. Scorrendo le regole, possiamo forse razionalizzare un po’ e smettere di sbirciare dietro agli angoli bui della casa.

Io mi immagino Lovecraft, seduto in poltrona, mentre discorre con la voce più tranquilla del mondo, delle regole da applicare all’orrore cosmico. Mentre mi parla, ha gli occhi completamente dilatati e sorride un po’ storto: e l’ombra di Cthulhu fa capolino da dietro la porta.

Jules

 

Oggi si consiglia a…chi ha il blocco del lettore

Progetto senza titolo

 

Lo scrittore va in blocco davanti alla pagina bianca; il lettore può andare nel panico di fronte alla pagina scritta.

Una richiesta di consiglio che mi è arrivata qualche giorno fa mi offre l’occasione per una piccola riflessione: cosa si può leggere quando si attraversa un periodo con poca voglia di leggere?

Inutile sorridere con sufficienza o distogliere gli occhi imbarazzati: ci siamo passati tutti almeno una volta nella vita. Non importa quanto accaniti lettori noi siamo. Si tratta di un calo fisiologico: se uno sportivo ha dei periodi in cui si sente a terra, ha continui strappi muscolari e non raggiunge le solite prestazioni, perché per un lettore dovrebbe essere diverso?

Dopo la domanda, sono andata a fare un giretto Sull’Internet in gruppi letterari e forum, e ho scoperto che si tratta di un disturbo abbastanza comune. Ho trovato vari suggerimenti per superare questa impasse: questo o quell’altro titolo, devi per forza leggere l’opera omnia del tal autore… e mi sono trovata più confusa di prima. Se nemmeno per le malattie ci sono farmaci univoci per curare il malanno (c’è chi si fa passare il mal di testa con una caramella di paracetamolo, c’è chi ha bisogno di badilate di sale di lisina), come possiamo pensare che esista un titolo assoluto per un disturbo così soggettivo? Io non sono in blocco, al momento, ma se leggessi alcuni di quei titoli  che ho trovato tra i consigli probabilmente non riuscire a darmi a nulla di più impegnativo del catalogo Ikea per i successivi sei mesi. Non perché siano titoli sbagliati, ma semplicemente perché non possiamo avere una risposta certa per tutti.

La mia idea per superare il  blocco del lettore è ricorrere ad una pratica che da alcuni è osannata, da altri è esecrata: la rilettura.

Eh già!

La rilettura di un libro già letto, croce e delizia. Ci sono due momenti nella vita di un lettore in cui rileggere è piacevole: il primo momento è quando si è giovani, perché si pensa di avere davanti a sé tutto il tempo del mondo per leggere cose nuove. Il secondo momento è quando si entra in fase agée (in francese tutto suona meglio) perché ormai si ritiene di non avere più molto tempo davanti a sé e non si ha voglia di sprecarlo con nuove letture potenzialmente deludenti.

Ma c’è un momento in cui rileggere è utile ovvero quando si è in blocco da lettura. Riprendere tra le mani il proprio libro preferito, leggerlo con la mente in parte sgombra perché tanto si sa come va a finire, saltare le parti noiose o provare a riscoprirle, rivalutare o svalutare un personaggio che trovavamo eccezionale, sono tutte azioni che riportano nel mondo della pagina stampata senza ansia o paure. Da lì ci si ricollega e, con passaggi logici e associazioni mentali si studia il percorso di riabilitazione verso nuovi libri.

Nel caso specifico che mi è stato richiesto, gli step che ho suggerito sono stati questi.

  1. Il libro preferito del lettore bloccato è Il tristo mietitore di Terry Pratchett (che mi sono andata a leggere perché mi mancava)
  2. Una volta terminato quello, passare, laddove possibile, ad un libro con un co-autore. In questo caso è stato Buona Apocalisse a tutti di Neil Gaiman e Terry Pratchett
  3. Approdare al nuovo autore singolo: American Gods di Neil Gaiman
  4. Prendere il largo con altri autori e ho pensato, come trait d’union, a Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson.

Allo stato dell’arte, so che il lettore è a metà di Buona apocalisse a tutti e gli sta piacendo molto. Non è una cura infallibile e le varianti, soprattutto al punto 4, si studiano in base ai gusti del lettore in questione, ma, in fondo, che male c’è nel rileggere il proprio libro preferito?

Jules

Libri del lunedì: prendila con filosofia

Copia di meals

1) Si romperà una stringa degli scarponcini in pelle di vitello preferiti di Gertrud; 2) Gertrud chiederà al fratellino Emil di recarsi presso l’emporio di Wolfhalden per acquistare un nuovo paio di stringhe per i suoi scarponcini preferiti in pelle di vitello. (…) 11) Emil indosserà il cappottino e i guanti e si recherà presso l’emporio di Wolfhalden ad acquistare le stringhe nuove per gli scarponcini in pelle di vitello preferiti di sua sorella Gertrud preservando almeno un po’ l’esistenza del cosmo.

Come siamo arrivati dal punto 1 al punto 11? Questo brano, tratto dal racconto Domino-Effekt, è lo svolgimento, in chiave ironica e spiritosa, del lemma “Catena degli eventi” del dizionario filosofico di Voltaire. Ma andiamo con ordine o chissà quali avvenimenti catastrofici potrei causare scrivendo così a casaccio.

Era un po’ di tempo che non avevo un bel libro del lunedì da proporre. Il cambio di stagione, la nebbia, gli inevitabili ostacoli alti 12 metri che si devono saltare ogni inizio settimana, mi hanno allontanato dalla lettura in questo specifico giorno. “Dai, stai tranquilla prendila con filosofia”, ti senti ripetere quando qualcosa non va per il verso giusto. Solo che, leggere di filosofia il lunedì mattina può essere proibito: il lunedì mi ricordo appena come si allacciano le scarpe, figuriamoci il “cogito ergo sum” quanto bene mi descrive. Poi però, tra i libri ancora da leggere, mi è caduto l’occhio su Voltaire Light, il nuovo dizionario filosofico edito da Gorilla Sapiens. Senza dizionario, senza filosofia e con un basso contenuto di Voltaire: perfetto!

Questa raccolta di racconti di autori vari, ancora colpevolmente intonso dall’acquisto alla Fiera del Libro di Torino, si ispira al dizionario filosofico di Voltaire. L’opera, scritta in piena epoca illumista, nacque quasi come un gioco letterario con l’intenzione di creare un nuovo dizionario rivolto a persone di mente aperta ed illuminata. I vari lemmi dovevano essere declinati in maniera ironica, divertente e con un discreto intento polemico e di rottura con le definizioni del passato. Gli AA.VV. contemporanei hanno perfettamente inteso il senso di Voltaire. Prendendo 13 lemmi del filosofo francese, hanno tratto dei racconti che ancora di più ne ampliassero il concetto, sempre in senso umoristico. La concatenazione degli eventi viene allora spiegata con un litigio tra fratello e sorella, la gloria, con la storia di un piccolo imprenditore lombardo che scala le vette del successo e della fama, l’entusiasmo, con una sovrannaturale vendita porta a porta di aspirapolveri.

Fossi un’insegnante di filosofia, farei leggere questa raccolta agli studenti del liceo.

Suggerisco, anche se siete patiti delle lenti a contatto come la sottoscritta, di leggerlo indossando degli occhiali. Se non ne avete effettivamente bisogno, usate quelli con le lenti finte che tanto vanno di moda al momento. Se poi volete essere veramente perfetti, completate l’outfit con una giacca con le toppe di velluto ai gomiti: non ho mai rimpianto così tanto di non averne una nel mio armadio.

Jules

Yoga for reader: Bhujangasana e l’Egitto

EATERY

Ci ho messo qualche tempo a riprendere con la pratica. Non sono particolarmente costante nel fare yoga da sola e sto iniziando solo ora a non sentir scricchiolare ogni singola articolazione quando faccio il saluto al sole: spero sempre che la nostra stella non si offenda per questi maldestri saluti più simili ad un “”iao” masticato che non ad un “buongiorno” ben scandito.

Amenità a parte, visto che si è in periodo di ripresa e di tentativo di adattarsi alla nuova stagione, questo mese propongo una posizione relativamente semplice e una saga facile da divorare. Bhujangasana e Ramses, il Figlio della Luce di Christian Jacq.

Bhujanga in sanscrito significa “serpente” (bhuj vuol dire “piegare) e asana, “posizione”. Bhujangasana viene quindi tradotta letteralmente come la “posizione del serpente” anche se è comunemente conosciuta come la “posizione del cobra”, perché la postura della testa, del busto e delle braccia raffigurano la forma di un cobra che si solleva con il cappuccio allargato.

Per entrare in posizione bisogna sdraiarsi a pancia in giù con la fronte sul tappetino e portare i palmi delle mani a terra sotto le spalle, allargando le dita delle mani e premendole a terra rivolte in avanti. I gomiti vanno tenuti piegati, leggermente sollevati e stretti vicino ai fianchi mentre le gambe sono unite e distese, con il collo del piede appoggiato al tappetino e le ginocchia sono tese. Inspirando, si premono i palmi delle mani a terra e si distendono le braccia sollevando il torace ed inarcando la schiena con i gomiti a contatto del corpo. L’osso pubico resta in contatto con il pavimento e il peso va scaricato su mani e gambe, contraendo i glutei e le cosce. Il torace si apre,  si rilassano le scapole e le spalle verso il basso e si porta leggermente la testa indietro.

L’asana tonifica la regione vertebrale, allieva i dolori alla schiena e aumenta la flessibilità della spina dorsale.

Ramses era solo, attendeva un segno dall’invisibile. Solo di fronte al deserto, all’immensità di un paesaggio brullo e arido, solo di fronte al proprio destino la cui chiave gli sfuggiva ancora.A ventitré anni, il principe Ramses era un atleta di un metro e ottanta, dalla splendida chioma bionda, dal volto allungato, e dotato di una muscolatura sottile e potente. La fronte larga e scoperta, l’arco prominente delle folte sopracciglia, gli occhi piccoli e vivaci, il naso lungo e lievemente arcuato, le orecchie rotonde e delicatamente orlate, le labbra alquanto spesse e la mascella forte contribuivano a dare al suo volto un piglio autoritario e seducente.

L’associazione con Ramses è venuta perché il cobra è l’animale simbolo della forza e della potenza del Faraone; l’ureo infatti si erge sulla corona del monarca. La saga, uscita a metà degli anni ’90, ha goduto di un successo strepitoso. Racconta la vita, dall’adolescenza alla morte, del più famoso faraone della storia dell’Egitto antico, Ramesse II. Si ripercorrono le tappe iconiche, dal grande amore per la sposa Nefertari, immortalato dalla costruzione del tempio di Abu Simbel, alla grande battaglia di Kadesh e alla liberazione degli ebrei ad opera di Mosè. Christian Jacq ha sempre saputo ben dosare la coerenza storica con un impianto narrativo molto scorrevole, semplice anche se a volte alcune situazioni sono ricorrenti e ripetitive. Da ragazzina amante dell’archeologia e dell’Egitto l’ho letto e stra letto: le copie cartacee che ho a casa hanno le coste scolorite e i bordi di plastica della copertina completamente arricciati. L’asana in questione non permette l’utilizzo delle mani, a meno che non si voglia rovinare a terra, e sono ricorsa quindi a leggio ed ereader.

Devo dire che tenendo questa fiera posizione, ho capito un po’ meglio perché l’ureo fosse simbolo della potenza del Faraone; e mi sono anche accorta che, pur essendo passati gli anni, la storia di Ramses si lascia leggere con piacere adesso come allora.

Jules

 

Relax: meglio un grosso e morbido bozzolo in cui rintanarsi

Copia di meals

Qualche settimana fa ho avuto il piacere di partecipare ad un incontro con Sarah Andersen, la giovane fumettista newyorkese autrice di Sarah’s Scribbles, in Italia per presentare il calendario 2018. Di chi stiamo parlando? Be’, lei

sarahs-scribbles-waking-up

Ora che avete visto queste vignette avete certamente associato. Capelli corti, esile, sorriso timido e voce bassissima nel rispondere alle domande dell’editore e del pubblico. Chi ama i fumetti e le maglie a righe, come la sottoscritta, non può non incappare in lei.

Sarah’s Scribbles inizia a popolare le il web nel 2013 sulla piattaforma Tumblr e da lì il successo cresce andando ad invadere gli altri social e poi finendo su carta. In Italia viene tradotta e pubblicata da BeccoGiallo, casa editrice di Padova. I volumi (da cui sono tratte anche queste due vignette) sono “Crescere! Che palle” e il seguito “Un grosso morbidoso bozzolo felice”.

Nei suoi disegni assistiamo alle avventure di una ragazza che ama indossare felpe grandi, è spesso spettinata, afflitta da mille ansie e un po’ goffa. Dialoga con la sua “coscienza”, rappresentata da un coniglietto, con il suo cervello, le sue ovaie… rappresenta i problemi della vita di ogni giorno dei Millenians, raccontati con autoironia e una punta di autocompiacimento di fondo nel non essere ancora del tutto cresciuti. C’è parte di ispirazione autobiografica, ma non completa identificazione, visto che non viene mai dato un nome al personaggio.

GROSSO_MORBIDOSO_BOZZOLO_FELICE_coniglietto

Questa domenica, per rilassarsi, le sue strisce sono la cosa migliore. La domenica possiamo autocompiacerci nel rimanere a letto fino a tardi, nel non lavare i piatti e nel dire a Netflix che sì! sì! stiamo ancora guardando Family Guy e non vogliamo essere giudicati. Anche se è la terza ora di fila. Anche se lunedì è fuori dalla finestra che sogghigna e ci consiglia di goderci la nostra spessa coperta che funge da armatura. Domani non potremo portarla in giro e dovremo incontrare gente e fare cose.

Jules

Calendario letterario: 12 ottobre

Ragionare e raccogliere le date nel fittizio mondo della narrativa, non è affare semplice. Passano in sordina, non essendo spesso funzionali allo svolgimento della storia; in molti casi non sono proprio indicate e restiamo con un effimero “Un giovedì di luglio del…”. Quando però i romanzi incontrano la Storia, quella da linea del tempo e sussidiari, il compito diventa più semplice. Oggi, 12 ottobre, ricordiamo un fatto di cronaca forse meno sentito dal pubblico italiano, ma che scosse la Gran Bretagna nel 1984: l’attentato a Margaret Thatcher al Grand Hotel di Brighton da parte dell’IRA, il movimento per la liberazione e l’indipendenza dell’Irlanda del Nord.

Jonathan Lee racconta, nel romanzo Il tuffo, pubblicato da Edizioni Sur, le settimane precedenti all’esplosione dell’ordigno che lasciò illesa e anzi, politicamente rafforzata, la Lady di Ferro. Si intrecciano tre punti di vista: quello del vice direttore dell’hotel, di sua figlia diciottenne e del fantomatico secondo attentatore (oltre a Patrick Magee) mai catturato.

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Jules

P.s. I dettagli del romanzo li tengo per un prossimo futuro abbinamento. Intanto, se non ne avevate ancora sentito parlare, recuperate questa affascinante narrazione.