Ex Novo: due secoli di Jane Austen e campagna inglese

Copia di Ex Novo set
Un libro da leggere nel primi giorni d’autunno, magari immaginando di essere nella campagna inglese. Anche il parco del Collegio Nuovo- Fondazione Sandra e Enea Mattei inizia a tingersi

Agosto, oltre ad avermi impegnato nel battere la mia media di lettura mensile, mi ha fatto sviluppare una relazione piuttosto stretta con Netflix. Erano mesi che dovevo finire diverse serie e tra queste stazionava Downton Abbey. Questa splendida, splendida, splendida produzione mi ha lasciato due cose ovvero un vuoto incolmabile nel cuore e la curiosità di vedere le storie dal punto di vista della servitù. Vista la ricorrenza del bicentenario della morte di Jane Austen mi sono cimentata con la rilettura di Orgoglio e pregiudizio narrato dagli occhi degli abitanti della cucina e degli appartamenti del sottotetto in Longbourn House di Jo Baker.

Al servizio dei Bennet nella tenuta di Longbourn nell’Hertfordshire, lavorano diverse persone. Anche se la famiglia non naviga nell’oro e non ha un erede maschio serve del personale che lavori a pieno ritmo per mantenere decoro e prestigio: un maggiordomo, la cuoca e governante e due cameriere dedite ai lavori pesanti e alla cura delle cinque signorine Bennet.

China sull’asse da lavare, Sarah strofinava un orlo macchiato. La sottogonna che aveva raccolto su al piano delle ragazze era affondata dieci centimetri nel fango ed era già stata a bagno nella liscivia per una notte; il sapone non stava rimuovendo la macchia, ma in compenso le stava mordendo le mani, già piene di tagli, screpolatur e geloni, facendogliele bruciare. Se Elizabeth dovesse lavare da sé le proprie sottogonne, pensava spesso Sarah, probabilmente le tratterebbe con un pizzico di cautela in più.

Così la pensa Sarah, cameriera, aiuto cuoca, sguattera all’occorrenza e soprattutto giovane e impaziente. Davvero tutto quello che potrà avere sarà la soddisfazione di aver sbiancato per bene il colletto delle camicie delle signorine o la possibilità di indossare un loro abito smesso? Sente dire però che una nuova famiglia è arrivata nei dintorni, a Netherfield, e si parla di un valletto scuro di pelle e terribilmente interessante. Sente anche dire che, se bisogna far maritare le signorine, serve un valletto, un uomo che faccia capire che la famiglia ha le possibilità per fare una vita di società decorosa. Chissà cosa potrebbe pensare il signor Bingley altrimenti! Forse questo nuovo arrivo porterà novità anche per lei, per Sarah, occhio e orecchio umile, ma acuto sulle vicende della famiglia Bennet.

Ogni elemento noto nell’Orgoglio e pregiudizio originale viene qui rovesciato e rivisto. L’amore per le camminate di Elizabeth è una seccatura per chi deve fare il bucato; i nervi della signora Bennet sono una scusa per bere cordiale fino ad essere ubriaca; l’arguzia di mister Bennet nasconde vigliaccheria e cecità; la frivolezza di Lydia, una mancanza di educazione e guida materna. L’umanizzazione dei protagonisti di un mostro sacro della letteratura, già avviata dalle trasposizioni cinematografiche, qui si approfondisce, diventa succosa, ma soprattutto diventa sfondo per le vicende della servitù. Perché Sarah, anche se semplice servetta, prende il posto di Elizabeth nel cuore della narrazione e dei lettori, mostrando più coraggio ed indipendenza di quanto l’eroina della Austen non avrebbe mai pensato di fare.

È un romanzo che si può leggere camminando nella natura, come era solita fare Lizzie, pensando magari di essere immersi nella campagna inglese (anche se il fango e le sottogonne si possono evitare). Visto che le spille erano all’epoca complemento classico di abbigliamento, possiamo riprendere questo dettaglio da abbinare al volume.

Così come Sarah svecchia e cambia l’angolazione della storia rengency più famosa di sempre, facciamolo anche noi con un accessorio ormai poco usato: un classico, in ogni variante, che fa sempre fine e non impegna.

Jules

Le spille in foto sono dell’artista Ester Grossi

 

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