Calendario letterario: 25 settembre

Ci sono incipit così piacevoli e famosi da consegnare l’opera a cui appartengono all’immortalità. Anche chi non ha letto Anna Karenina sa del famoso inizio sulle famiglie felici; anche non avendo confidenza con il mondo fantasy, si sa che gli Hobbit vivono dentro le caverne. Oggi, 25 settembre, ricordiamo l’inizio di un’opera che è al tempo stesso racconto onirico, fantasioso viaggio nel tempo, giallo misterioso, garbato umorismo e splendida prosa: oggi, il duca d’Auge salì (oppure sale ancora?) sul torrione del suo castello per considerare la situazione storica. Così iniziano I fiori blu di Raymond Queneau

25 settembre

Non so se esista già, ma proporrei la celebrazione di questa giornata al pari dello Hobbit Day.

Jules

Relax: tè e humor britannico

Copia di meals

«È in ritardo tuonò.

«Non precisamente», disse Joss.

«Come sarebbe a dire non precisamente?

«Un uomo come me par sempre più in ritardo di quanto in realtà non sia. E questo perché la gente non vede l’ora che arrivi. Tutti s’irrigidiscono tendendo l’orecchio per udire lo scalpiccio del suo passo, e ogni minuto sembra un’ora»

È il primo week end di autunno, anche se già da diversi giorni il freddo si fa sentire (ma quando mai ho avuto le coperte di lana a metà settembre?) e ci si prepara per i lunghi pomeriggi domenicali fatti di letture rilassanti. Visto che la stagione è solo agli inizi e c’è ancora un po’ di luce, lasciamo i romanzi più spessi per i prossimi mesi e scegliamo un romanzo consumabile in un paio di ore: Servizio espresso di Wodehouse.

L’umorista inglese, celebre per i romanzi incentrati sull’impeccabile maggiordomo Jeeves, è responsabile anche di diverse opere slegate, sempre caratterizzate dalla sottile ironia britannica. Servizio espresso, pur nella sua brevità, contiene una trama complessa: il proprietario e fondatore di un’azienda di prosciutti e alimentari, Mr Duff, desidera rientrare in possesso di un dipinto, realizzato dal suo braccio destro, ex ritrattista Joss Weatherby. Raffigura la sua ex fidanzata,  Beatrice Chavender, e sarebbe perfetto per la realizzazione di una campagna pubblicitaria dell’azienda “Duff e Trotter”. Solo che si è lasciato in pessimi rapporti con Beatrice e quindi incarica Joss di infiltrarsi in quella casa per rubarlo. Joss si è intanto innamorato di  Sally, fidanzata con Lord Holbeton di cui Mr Duff  è l’amministratore finanziario. Anche Holbeton si ingegna per rubare il quadro perché altrimenti le sue finanze resteranno bloccate e… capito? La storia sembra deliziosamente complicata, ma non appena ci si immerge nelle battute e nelle ambasce della società britannica tutto assume un senso, tutto diventa divertente.

Un pomeriggio vola così e, mi raccomando, accompagnate la lettura con del buon tè e dei sandwich con i cetriolini, maionese e rigorosamente senza crosta. Pare che la regina Elisabetta II li mangi così durante il suo tè delle cinque.

Jules

P.S. il mio volume è un reperto rintracciato negli oscuri angoli della libreria dei miei. Data alla fine degli anni Cinquanta, edito dalla casa editrice Elmo ormai scomparsa (e vedo che su eBay non è quotata poi male). Wodehouse è attualmente pubblicato da Guanda e da Polillo Editore. Rintracciare i romanzi “spuri”, ovvero quelli non appartenenti alla saga del maggiordomo Jeeves, è un po’ più difficile, ma armatevi di pazienza oppure riordinate la libreria delle vostre avite dimore: qualcosa salterà fuori.

Calendario letterario: 22 settembre

Oggi, per gli appassionati del genere, è una data famosa: il 22 settembre, altrimenti detto Hobbit Day, è il giorno del compleanno di Bilbo e Frodo Baggins, nati rispettivamente nell’anno 2890 e 2968 della Terza Era. Non serve fornire il contesto, né di quali avventure siano protagonisti questi due hobbit. Basta solo dire che, almeno una volta nella vita, tutti avremmo voluto una festa di compleanno epica e leggendaria come quella per i loro 111 e 33 anni. Tanti auguri!

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Jules

Oggi si consigli a… gli afoni

nothomb afonia

 

Mélusine aveva gli occhi e la figura di un serpente: la completai con un tubino senza maniche, a collo alto, che scendeva fino alle caviglie. Stavo quasi per imparare a suonare il flauto per incantarla quando era vestita così. Quanto a Digitaline, una bellezza velenosa, ho inventato per lei un guanto misuratore. Lunghi guanti di taffetà color porpora che salivano fino al gomito e che avevo graduato per illustrare l’adagio latino di Paracelso: dosis sola facit venenum: solo la dose fa il veleno.

Ogni due anni, puntuale come la Biennale, passo un periodo di completa afonia. Non voce bassa o un po’ di raucedine: parliamo di due o tre giorni di totale mutismo che si traduce nel comunicare tramite foglietti volanti o scrivendo le comunicazioni urgenti tramite schermo dell’ereader o del cellulare. Le informazioni più semplici vengono affidate ad una ricca gestualità.

Ridete pure, ma sono riuscita a giocare un’intera sessione di gioco di ruolo in questo modo: non on-line, proprio la giocata classica de visu.

Non mi considero una persona particolarmente verbosa o loquace, ma questi giorni di silenzio forzato mi fanno capire quanto e per quanto tempo parliamo mediamente nel corso di una giornata; e quanto sia difficile non esprimere ad alta voce i propri pensieri. Per quando capitano queste situazioni, il mio consiglio è di dedicarsi a romanzi e racconti ricchi di dialoghi e parole preziose in modo da compensare e nutrirsi. Per tutti gli afoni di ieri e di oggi, consiglio quindi Barbablù di Amélie Nothomb.

Saturnine è alla ricerca di un appartamento a Parigi. Incappa in un annuncio singolare: uno splendido e signorile palazzo è libero per una cifra irrisoria. Si tratterebbe però di convivere con il padrone, il Grande di Spagna Don Elmirio Nibal Y Milcar, eccelso cuoco, sarto e fotografo. Sembrerebbe un perfetto colpo di fortuna, non fosse che su quella casa grava una strana diceria: le ultime otto donne che vi hanno soggiornato, sono scomparse nel nulla. Il romanzo richiama, nel titolo e nelle svolgimento, l’omonima favola di Perrault. Dietro quel lusso, quella perfezione e una porta che per volere di Don Elmirio non deve mai essere aperta, c’è un sanguinoso e macabro segreto.

Questa storia è il trionfo della parola: dialoghi infilati come perle di una collana, descrizioni che sfiorano quasi il barocco e nutrono la mente di chi assiste a questi scambi, di chi osserva un amore che potrebbe nascere sotto l’ombra di un grande pericolo. A maggior ragione, chi non può parlare, può bearsi di questa ricchezza, rigirare ogni parola e ogni passaggio nella propria testa, come una caramella particolarmente succosa. Così, preso nel leggere e degustare, non sentirà il bisogno di profferire alcunché: si sa, il miglior rimedio per l’afonia è non sforzare la voce. E associare questo romanzo a un blister di Borocillina e una sciarpa per tenere calde le corde vocali.

Jules

Shopping: per una nuova casa (in condominio)

ballard

Laing raccolse la custodia delle racchette e la borsa con l’asciugamano, ma la strada verso le scale gli era ostruita dalla gente che lo circondava. Tutti i partecipanti alla festa si erano spostati lungo il tetto e ora il cameriere era rimasto solo fra il bar e i tavoli. Laing si appoggiò al parapetto, rendendosi conto per la prima volta dell’immane distanza dal suolo sotto di lui. Era attorniato da un gruppo di coinquilini che respiravano affannosamente, così vicini che poteva sentire la miscela di costosi profumi e dopobarba.

Oltre a essere il mese del ripensamento sugli anni e sull’età (cit.), settembre è anche il mese delle nuove case, soprattutto per chi frequenta l’università. A settembre si cambiano appartamenti, coinquilini e palazzi. Magari questo week end avete in programma un festino per inaugurare la nuova casa di amici. Si sa, è buona norma portare un regalo per il nuovo spazio abitativo e se siete alla ricerca di un’idea, non potete non far cadere l’occhio su Il condominio di J.G. Ballard.

In una zona residenziale di Londra sorge uno splendido e moderno grattacielo. All’interno, oltre a spaziosi e raffinati appartamenti, c’è tutto quello che si potrebbe desiderare: supermercato, ristoranti, piscina, spazi per cocktail party… una città in verticale; quasi non serve uscire da lì per avere tutta la vita sociale che si vuole. Eppure, bastano piccoli malfunzionamenti per rendere stridenti i rapporti tra gli inquilini: una macchina mal parcheggiata, l’abbaiata di un cane, il cattivo smaltimento della spazzatura sono scuse sufficienti per innescare litigi e rimostranze. Sono situazioni che noi tutti abbiamo vissuto se abitiamo in un palazzo. Bastano queste poche scintille per dare il via ad una e vera e propria guerra civile, dove piani alti e piani bassi lottano strenuamente e regrediscono a livello bestiale e primordiale con sorprendente rapidità. Mano a mano che l’integrità strutturale del palazzo cede, così si stacca la vernice che copre la ferinità che alberga in tutti noi e ci si rende conto che ciò che ci separa dalla barbarie sono solo 24 h e due pasti.

Questo drammatico romanzo (da cui è anche stato tratto il film del 2015 di Ben Wheatley) apre un occhio consapevole sui rapporti che regolano le relazioni umane. Un minimo sgarbo, un rumore molesto a notte fonda possono innescare bestiali e furibonde reazioni. Regalatelo a chi si è appena trasferito in condominio in modo che sia sempre sul chi vive. E visto che bisogna portare anche qualcosa per la casa, abbinatelo ad un bel set di coltelli: strumento sempre utile.

Jules

Calendario letterario: 6 settembre

La prossima settimana ricominciano le scuole. Urla di disperazione da chi siede dietro il banco e da chi sale in cattedra. Tante speranze da entrambi i lati della barricata. Speranze di una buona classe, di un professore coinvolgente, di alunni interessati e di docenti preparati. La data del calendario letterario di oggi è rivolta principalmente agli insegnanti, di vecchio corso e fresca nomina: per far vedere come ogni polveroso corridoio scolastico possa nascondere ombre e affascinanti misteri.

Il 6 settembre è il giorno di apertura dell’anno accademico dell’esclusivo collegio britannico St Oswald, dove insegna il vecchio latinista Robert Stratley, de La scuola dei desideri di Joanne Harris.

6 settembre

Jules

Ex Novo: due secoli di Jane Austen e campagna inglese

Copia di Ex Novo set
Un libro da leggere nel primi giorni d’autunno, magari immaginando di essere nella campagna inglese. Anche il parco del Collegio Nuovo- Fondazione Sandra e Enea Mattei inizia a tingersi

Agosto, oltre ad avermi impegnato nel battere la mia media di lettura mensile, mi ha fatto sviluppare una relazione piuttosto stretta con Netflix. Erano mesi che dovevo finire diverse serie e tra queste stazionava Downton Abbey. Questa splendida, splendida, splendida produzione mi ha lasciato due cose ovvero un vuoto incolmabile nel cuore e la curiosità di vedere le storie dal punto di vista della servitù. Vista la ricorrenza del bicentenario della morte di Jane Austen mi sono cimentata con la rilettura di Orgoglio e pregiudizio narrato dagli occhi degli abitanti della cucina e degli appartamenti del sottotetto in Longbourn House di Jo Baker.

Al servizio dei Bennet nella tenuta di Longbourn nell’Hertfordshire, lavorano diverse persone. Anche se la famiglia non naviga nell’oro e non ha un erede maschio serve del personale che lavori a pieno ritmo per mantenere decoro e prestigio: un maggiordomo, la cuoca e governante e due cameriere dedite ai lavori pesanti e alla cura delle cinque signorine Bennet.

China sull’asse da lavare, Sarah strofinava un orlo macchiato. La sottogonna che aveva raccolto su al piano delle ragazze era affondata dieci centimetri nel fango ed era già stata a bagno nella liscivia per una notte; il sapone non stava rimuovendo la macchia, ma in compenso le stava mordendo le mani, già piene di tagli, screpolatur e geloni, facendogliele bruciare. Se Elizabeth dovesse lavare da sé le proprie sottogonne, pensava spesso Sarah, probabilmente le tratterebbe con un pizzico di cautela in più.

Così la pensa Sarah, cameriera, aiuto cuoca, sguattera all’occorrenza e soprattutto giovane e impaziente. Davvero tutto quello che potrà avere sarà la soddisfazione di aver sbiancato per bene il colletto delle camicie delle signorine o la possibilità di indossare un loro abito smesso? Sente dire però che una nuova famiglia è arrivata nei dintorni, a Netherfield, e si parla di un valletto scuro di pelle e terribilmente interessante. Sente anche dire che, se bisogna far maritare le signorine, serve un valletto, un uomo che faccia capire che la famiglia ha le possibilità per fare una vita di società decorosa. Chissà cosa potrebbe pensare il signor Bingley altrimenti! Forse questo nuovo arrivo porterà novità anche per lei, per Sarah, occhio e orecchio umile, ma acuto sulle vicende della famiglia Bennet.

Ogni elemento noto nell’Orgoglio e pregiudizio originale viene qui rovesciato e rivisto. L’amore per le camminate di Elizabeth è una seccatura per chi deve fare il bucato; i nervi della signora Bennet sono una scusa per bere cordiale fino ad essere ubriaca; l’arguzia di mister Bennet nasconde vigliaccheria e cecità; la frivolezza di Lydia, una mancanza di educazione e guida materna. L’umanizzazione dei protagonisti di un mostro sacro della letteratura, già avviata dalle trasposizioni cinematografiche, qui si approfondisce, diventa succosa, ma soprattutto diventa sfondo per le vicende della servitù. Perché Sarah, anche se semplice servetta, prende il posto di Elizabeth nel cuore della narrazione e dei lettori, mostrando più coraggio ed indipendenza di quanto l’eroina della Austen non avrebbe mai pensato di fare.

È un romanzo che si può leggere camminando nella natura, come era solita fare Lizzie, pensando magari di essere immersi nella campagna inglese (anche se il fango e le sottogonne si possono evitare). Visto che le spille erano all’epoca complemento classico di abbigliamento, possiamo riprendere questo dettaglio da abbinare al volume.

Così come Sarah svecchia e cambia l’angolazione della storia rengency più famosa di sempre, facciamolo anche noi con un accessorio ormai poco usato: un classico, in ogni variante, che fa sempre fine e non impegna.

Jules

Le spille in foto sono dell’artista Ester Grossi