Oggi si consiglia… a chi ama bere

cocktail book

Premesso che il vero, buon bevitore preferisce assaporare il cocktail lontano dal pasto, ritenendolo un piacere in sé che merita piena attenzione e il minor numero possibile d’interferenze, storicamente esiste una classificazione che distingue tra pre dinner (dunque da aperitivo); after dinner (digestivo) e any time (un tonico da assumere per rinfrescarsi in estate e rinfrancarsi in inverno).

Vivo in un posto in cui saper bere è considerato quasi un dovere civile. Non parlo solo del Veneto, dove l’alcol è rimedio, cura e causa di ogni male, ma dell’Italia in generale. Non saper dire quale sia la tua preferenza in fatto di vini è un po’ come arrivare al bancone del bar e non sapere come ti piace prendere il caffè. Siamo italiani virgola ca… spita!

Abbiamo però una grossa lacuna: il mondo dei cocktail. Abituati ad associarli al luccichio degli anni Venti o ai bar newyorkesi, li guardiamo con sospetto. Complice il fatto che sia davvero difficile trovare locali che li sappiano fare a regola d’arte e comunque convinti che “siano solo robe colorate adatte ai ragazzini che non sanno bere” (cit. di esponenti della cultura alcolica veneta), tendiamo a snobbarli. Nel tentativo di colmare questa lacuna, mi sono immersa in Il cocktail. Manuale pratico per i cultori della bevuta shakerata di Eric Killkenny.

Lo smilzo volumetto, sottile e pratico da portare in giro, rientra nella collana Stare al mondo. Compendio portatile per il gentiluomo moderno edito da Nuova Editrice Berti. Vuole essere manuale, raccolta di aneddoti e guida pratica alla realizzazione di un tonico stimolante, composto da liquori di ogni sorta, zucchero, acqua e amaro. Pagine inebrianti che profumano di alcol e risuonano al ritmo di swing. Consentono di ravvivare ogni situazione, se la conversazione langue, con succosi aneddoti riguardo alle personalizzazioni del Martini o da dove viene il nome del celebre Negroni. Da portare in società, per gentiluomini e gentildonne, appeso al polso come i vecchi carnet di ballo. Potrete dire “voglio berlo mentre ancora mi sorride” con cognizione di causa e che l’on the rocks si serve solo nei tumbler bassi.

In omaggio al sentire comune cocktail/ anni Venti, mettete un giro di perle e fumate con il bocchino mentre sfogliate queste pagine. Se non fumate, usatelo come segnalibro.

Siamo italiani virgola po… ffarbacco! Sulle bevande alcoliche non dobbiamo farci mettere i piedi in testa da nessuno!

Jules

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