Ex Novo: piccoli intermezzi prima delle vacanze

ex novo giugno
Da Budapest al Ticino in canoa, fra viaggi e sport, il Collegio Nuovo- Fondazione Sandra e Enea Mattei non si ferma mai!

Ci mettiamo in viaggio, dico.

Che viaggio?, chiede.

Tu, io e Thebie partiamo, spiego. Andiamo a cercare vostro padre.

Logan fissa la televisione come se fosse l’unica barriera verso la felicità eterna. Come un segugio fissa uno scoiattolo prima di scatenare l’inferno.

Poi si calma.

Dove?, domanda.

Non so, rispondo. South Dakota…ma vedremo. Ho una traccia.

Cosa si fa se lo troviamo?

Non lo so, rispondo.

Cosa si fa se non lo troviamo?

Non so nemmeno questo, rispondo.

Fantaizer, risponde.

 

Se settembre è considerato il lunedì dell’anno, giugno occupa, a buon diritto, il ruolo del venerdì. Che si sia a scuola o al lavoro, giugno sa già di vacanze. Le ferie sono vicine, gli ultimi giorni di studio scivolano via veloci e anche se ci aspettano scadenze o esami, l’estate è definitivamente nell’aria. Certo, all’università e poi nel mondo del lavoro, non ha più il significato che aveva da bambini: si è persa la totale spensieratezza e il completo relax. Allora, aspettando le vere ferie e le vere vacanze, bisogna distrarsi con brevi gite, piccoli viaggi per staccare un po’. Nello zaino mettete In viaggio con la zia di Miriam Toews.

Le zie, nell’universo letterario, in genere sono i parenti tenuti più in secondo piano. Usurpate da matrigne (normalmente cattive), nonni (che subentrano a genitori scomparsi), fratelli (che proteggono dalla cattiveria del mondo adulto) e finanche animali domestici (gli unici che veramente comprendono), non hanno mai avuto un ruolo primario come eroi letterari. Solo negli ultimi cinquant’anni hanno cominciato a rivendicare per sé un ruolo di maggior rilievo: così su due piedi possiamo annoverare l’eccentrica zia Augusta di Graham Greene, la viveuse Mame di Patrick Dennis e, da oggi, anche la giovane, confusa e coraggiosa Hattie Troutman di Miriam Toews.

Hattie Troutmans vive a Parigi ed è costretta a rientrare in Canada per via del ricovero forzato della sorella Min, da tempo affetta da disturbi mentali. Ad aspettarla nella terra natale trova i due nipoti: Logan, quindicenne amante del basket, e Thebes, una folletta di undici anni con in capelli tinti di viola. Improvvisamente zia a tempo pieno, Hattie si vede costretta, un po’ per menzogna e un po’ per la necessità di distrarre i ragazzini dalla situazione in cui versa la madre, ad organizzare un viaggio. Attraversando tutti gli Stati Uniti alla ricerca del padre, cacciato di casa ormai da anni, Miriam Toews pittura un on the road tenero e amaramente divertente.

Questo volumetto, sia per formato che per la storia narrata, vuole essere portato in giro! Vuole salire su auto, treni, biciclette e, perché no, anche canoe, vuole essere lasciato sui sedili e non ha paura di sporcarsi. Non ha bisogno di segnalibri raffinati, ma gli basta un’orecchia ad una pagina o, al massimo, un biglietto dell’autobus. Non perché sia un libro che non ha valore, ma perché ne acquista tanto più risulta vissuto. Nulla esclude che vogliate regalare questo libro, alla fine del vostro viaggio, ad un altro lettore e In fuga con la zia non se la prenderà: sarà contento di sperimentare altri sedili e altri mezzi di trasporto.

Jules

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