Shopping: preparandosi al ponte

Pennac

«Sostenevi di detestare le maiuscole».

Ah! Terribili sentinelle, le maiuscole! Mi sembrava che si ergessero tra i nomi propri e me per imperdirmene la frequentazione. Qualsiasi parola su cui era impressa una maiuscola era destinata all’oblio istantaneo: città, fiumi, battaglia, eroi, trattati, poeti, galassie, teoremi espulsi dalla memoria causa maiuscola paralizzante. Altolà, esclamava la maiuscola, vietato varcare la porta di questo nome, è troppo corretto, non sei degno, sei un cretino!

La prossima settimana ci regala un altro ponte, uno dei tanti di questo generoso 2017. No, questa volta non dirò nemmeno una parola su chi lavora e deve cercare di farsi forza. Nemmeno una sillaba! Oggi voglio pensare a quanto sarà bello, per chi potrà, godersi qualche giorno di pace, con il sole. Prima di passare al volume consigliato per lo shopping in vista del ponte, è necessario un piccolo cappello introduttivo.

Del mio Io bambina, ricordo molto chiaramente la polivalenza di sensazioni provocatemi da una pubblicità: quella degli zaini e gli articoli per la scuola. Se la vedevo a giugno, la seguivo affascinata, mi piaceva pensare al nuovo astuccio che avrei comprato o alla gomma a forma di torta che avrei chiesto di avere. Se la pubblicità capitava dopo Ferragosto, venivo presa dall’angoscia. L’estate era agli sgoccioli, il nuovo astuccio non era un colorato e scintillante nuovo accessorio, ma uno strumento lavorativo; la gomma si sarebbe sporcata presto per tutti gli errori commessi.

Diario di scuola di Daniel Pennac racconta le vicissitudini accademiche del prolifico scrittore francese, da poco ritornato con il suo sempiterno Malusséne. Da uno scrittore ci immagineremmo un passato scolastico impeccabile, con ottimi voti soprattutto in letteratura e composizione. Ci vengono invece svelati trascorsi da monello, da somaro distratto insofferente alle lezioni. Ci fa ridere e ci fa riflettere sulla psicologia degli studenti meno brillanti: fate attenzione insegnanti! Forse, il ragazzo in ultima fila che scarabocchia degli omini a margine quaderno, è il futuro premio Campiello.

Questo volume metà saggio e metà autobiografico, è l’equivalente della pubblicità degli zaini. Terrificante se letto a settembre, con tutto l’anno scolastico e lavorativo davanti; sfizioso se letto a inizio giugno, quando le ferie sono vicine e le scuole in chiusura. Gli unici che dovrebbero astenersi dalla lettura sono gli studenti che affrontano la maturità, perché l’incubo non è ancora completamente passato. Abbinatelo ad un costume: voglio davvero augurarmi che l’estate sia finalmente arrivata e che la gita fuori porta possa includere le prime spiagge e le prime onde.

Scusate non ci riesco: se lavorerete durante il ponte, resistete, resistete, resistete!

Jules

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