Shopping: per gli addii al celibato

Niven celibato

Chissenefrega. Da un punto di vista esistenziale: a chi cazzo frega? Ti scopi una, ti scopi un’altra, non ti scopi un’altra, il pianeta continuerà a girare e tutti noi in questa stanza saremo polvere nel giro di sessant’anni.

Nonostante il tempo miri a farci credere il contrario, è maggio. Vi ricordate cosa si diceva la settimana scorsa? Maggio è il mese delle rose, delle prime belle giornate, dei matrimoni… se una settimana fa abbiamo parlato di addii al nubilato, per par condicio e mia personale predilezione per la simmetria, oggi si parla di addii al celibato. ALERT: da qui in poi entriamo nel campo dello stereotipo.

Storica consuetudine, fatta di alcol, grandi mangiate e battute sulla “fine dei giochi” e l’inizio della schiavitù. Non so se la spogliarellista sia ancora di moda o legale, fatto sta che l’addio al celibato deve essere una festa epicamente testosteronica. Miei cari gentlemen, c’è un libro anche per questa occasione: Maschio bianco etero di John Niven.

Kennedy Marr è uno scrittore di successo che ha saputo prendere dal verso giusto la capricciosa dea dell’arte. Dopo alcuni romanzi tradotti in ogni angolo del globo, si è dedicato alla scrittura e limatura di sceneggiature cinematografiche. Passa il suo tempo tra locali, cocktail, droghe e gambe aperte di ogni starlette e donna appetibile di tutta la costa losangelina. Pazienza se non scrive un romanzo da oltre quattro anni e, ‘rcatroia se ha un sacco di sceneggiature arretrate da consegnare e sono anni che non vede la sua famiglia: lui continua a vivere così la sua vita, in qualche modo si farà. Il “qualche modo” giunge nell’inaspettata forma di un premio letterario britannico: in cambio di mezzo milione di sterline (fondamentali per salvarlo dal fisco in agguato), Kennedy è costretto a rientrare in Gran Bretagna e ad insegnare nella stessa università della ex- moglie, ad un tiro di schioppo dalla madre moribonda e lontano da tutta la scintillante vita hollywoodiana. Per Kennedy è come sprofondare nel proprio inferno personale.

Kennedy Marr è un bad boy antipatico, agli occhi femminili, ma gli occhi maschili lo guardano con un pizzico di (ben dissimulata) invidia. Cazzo, lui fa veramente tutto quello che ogni maschio bianco etero vorrebbe fare: soldi, sesso, successo, non c’è nulla che gli sia precluso. Ogni uomo in procinto di sposarsi immagina che il suo “game over” lo porti a rinunciare a queste tre scintillanti S. Eppure Kennedy Marr è un grandissimo ed irrimediabile coglione. Le lettrici lo pensano dopo due pagine, i lettori dopo quattro, ma la conclusione è sempre quella. Nonostante la vita gli vada sempre e comunque per il verso giuto, anche quando proprio non lo meriterebbe, nessuno vorrebbe fare cambio con lui e con lo squallore della sua vita che lui non riesce a percepire, ma che noi vediamo fin troppo bene.

Gentlemen, leggetelo, invidiatelo per qualche paragrafo e poi ringraziate di non essere lui. Potrete poi avviarvi all’altare senza che nessun dubbio vi offuschi la mente.

Sì, l’abbinamento è sempre sul genere della scorsa settimana (frusta e manette sono intercambiabili con i due volumi). Rideteci su e divertitevi.

Jules

2 pensieri riguardo “Shopping: per gli addii al celibato

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