Ex Novo: siam tutte Beatrici

card maggio
“Le Beatrici” di Stefano Benni e un gruppo di Nuovine dagli studi e le provenienze più disparate. Guarda su Collegio Nuovo- Fondazione Sandra e Enea Mattei

C’è un vecchio detto che recita: «Se metti tredici specchi a riflettere la luna, otterrai tredici diversi riflessi, ma sempre la stessa luna».  Guardando la copertina de Le Beatrici di Stefano Benni, edito da Feltrinelli, si osserva una donna, in abito di foggia medievale, che gira delle carte mentre uno specchio a tre pareti alle sue spalle riflette la sua figura. Già si intuisce che cosa si potrà trovare all’interno di questo libello. Otto monologhi, tutti con voce femminile; donne completamente diverse le une dalle altre per linguaggio, tematica affrontata e carattere. I brani possono essere letti singolarmente, visti come le varie fasi della vita che ogni donna affronta oppure come piccoli tasselli che compongono un’unica figura.

Essere una Beatrice non è per forza sinonimo di grazia e purezza. Nemmeno la Beatrice per eccellenza, quella di Dante, rispecchia questo canone

Già ne ha scritto uno, di verso, che te lo raccomando:

TANTO GENTILE E TANTO ONESTA PARE. Certo che il letterato capisce che PARE sta per APPARE. Ma quelli del borgo San Jacopo, quando passo, li sento: “Guarda la Bea, la Beatrice Portinari…sai che c’è? Tanto gentile e tanto onesta…PARE”. E giù che ridono. Bel servizio mi ha fatto, la Poiana canappiona.

Essere una Beatrice, magari adolescente, vuol dire sapersi conformare e parlare un linguaggio diverso e speciale. Lo sa bene Angie, una ragazzina vuota e superficiale e influenzata dai precetti della vita di gruppo giovanile.

Be’ insomma, lui era alla frutta e lei in para, si sono impezzati, si sono incontrati ad un happy hour, ma era un sad moment, erano tristi, si sono fatti sedici caipirinhe, un po’ di lingue in bocca, poi sono andati ad un party da Chicco e Sara, dai, la sera che Ninni si è fatta trovare a scopare in piscina col Rasta, dai, insomma, l’amore è entrato nel loro cielo, tutto è diventato azzurro, si sono messi insieme subito ma dopo una settimana hanno litigato, capiscimi.

Essere una Beatrice può voler dire dover sgomitare nel mondo del lavoro dove, ancora adesso, non si è considerati alla pari dei colleghi di sesso opposto; può voler dire ricoprire il ruolo dell’amante o essere diventate vecchie ed essere sempre rimaste in attesa. Le donne di Benni raccontato, si sfogano e si compiacciono, talvolta, di quello che sono. In ognuna di loro, per quanto sembri impossibile, ciascuna può ritrovare parte di sé.

Per quanto sia un’opera sottile e meglio contenerla in una borsa piuttosto capiente, per far spazio a tutte le personalità che saltano fuori dalle pagine. Essendo noi donne multitasking e multiformi, tra queste righe si troverà sempre il dialogo adatto e la nostra persona Beatrice nella quale rispecchiarsi.

Jules

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