Libri del lunedì: il lunedì non è la fine del mondo

Copia di meals

«Ieri sono incappata per caso nel film delle Tartarughe Ninja» le rivelo «Ho pensato che per l’intrattenimento- un intrattenimento ai limiti dell’osceno. Stupido Privo di significato, di gusto e, che te lo dico a fare, di arte- Una certa cifra di prepuberi, di adolescenti e di adulti poco cresciuti, dev’essere girato un budget non inferiore al milione di euro. Con cui si potevano fare delle cose bellissime, in qualunque parte del mondo. E mi è venuto da vomitare, e ho pensato alle schifezze che ha fatto la Fairmont negli ultimi tempi, chi anche io ho fatto, a quei film che non fanno ridere, che servono solo a finanziare il malcostume. E ho capito che non voglio fare più parte di tutto questo.»

Con l’arrivo della primavera, le borse tendono ad ingigantirsi. All’interno bisogna trovare posto per il golfino e la sciarpa in caso faccia improvvisamente freddo, bottiglietta d’acqua per i caldi improvvisi, occhiali da sole, un ombrello piccolo ché “non si sa mai”… Il vantaggio è che si può tranquillamente stipare il proprio libro del lunedì senza troppi giochi d’incastri. I lunedì di primavera possono essere ingrati: ci sono colori, quasi troppi per negarseli andando a lavorare e, in generale, ci si sente molto stanchi. Quindi per oggi, in borsa, ho messo un romanzo italiano, leggero e molto ironico, sul mondo del lavoro di noi trentenni: Non è la fine del mondo di Alessia Gazzola.

Emma De Tessent è un’eterna stagista: lavora nel campo della produzione cinematografica e, a trent’anni, è ormai passata da contratto a progetto a contratto progetto, da stage a tirocinio, ma ormai è sicura: l’assunzione è cosa fatta. Purtroppo, il mondo del lavoro odierno non va sempre così ed Emma è costretta a considerare decisi aggiustamenti della propria vita. Sempre alla ricerca della bellezza e del modo di conciliare i propri valori con quelli del mondo reale.

I romanzi “chick” italiani hanno un grande pregio rispetto ai loro corrispettivi anglosassoni: la concretezza e un happy ending che non è per forza scintillante di brillantini rosa. Alessia Gazzola (più nota per i suoi romanzi con l’anatomopatologa Alice Allevi) regala una storia elegante e delicata sul mondo del lavoro odierno, dove la protagonista non se la cava grazie ad un intervento esterno carismatico e affascinante, ma soprattutto grazie alle sue capacità. Pur edulcorata e sfumata, la storia fa prendere con un sorriso tutte le difficoltà del lunedì.

Indossatelo con un vestito color glicine, perché nel romanzo è ricorrente in maniera significativa e perché servirà a portare colore anche dentro un ufficio magari non proprio gioioso.

Voi però non fate come me e stiratelo, prima di indossarlo!

Jules

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