Ex Novo: un libro- arazzo per l’arrivo della primavera

Aprile 1
 

“La gentilezza” di Polly Samson e la forsizia in boccio nel giardino del Collegio Nuovo- Fondazione Sandra ed Enea Mattei Pavia

 

A Cromwell Gardens le tende erano cascate di velluto che calavano dall’alto e si adagiavano sul pavimento. Nella loro camera da letto erano color mora, quasi nere di notte, ma di un rosso carico quando splendeva il sole. Ogni mattina, un risveglio rubino: Julia, nuda accanto a lui, si scuoteva la notte dai capelli, la luce rosata indugiava sulle sue spalle che affioravano dalle lenzuola.

I libri, come frutta e verdura, hanno una loro stagionalità. Un Sepulveda a dicembre, sarebbe come uscire in maniche corte durante Halloween, un Dostoevskij in estate, un cappello di lana in riva al mare d’agosto. È da poco iniziata ufficialmente la primavera: è il momento di storie delicate ed eleganti. Per questo mese di aprile suggerisco un romanzo da colori pastello: La gentilezza di Polly Samson, edito da Unorosso nel 2016.

Julian è rimasto solo. Si aggira per la tenuta di Firdaws, la vecchia casa di famiglia nella campagna inglese, passando da una stanza in disordine all’altra con ripiani pieni di bottiglie di alcolici vuoti. Eppure, fino a poco tempo prima, lì risuonavano le chiacchiere della moglie, Julia, e le risatine della figlia, Mira. Ora non rimangono che poche tracce rivelatrici di quella vita precedente: un ornamento per capelli in seta tra le pagine di un libro e una scarpina in cuoio rosso sul fondo di un cassetto. Pochi fili che fanno riemergere ricordi di una vita passata: cosa è successo per far crollare tutto? Come mai Julia e la piccola Mira non ci sono più?

L’opera si incentra sul concetto di perdita. Le situazioni e le vite qui descritte di extra-ordinario non hanno nulla, ma passano attraverso i normali alti e bassi e affrontano tragedie: dalla perfezione dei primi giorni d’amore, ai progetti per il futuro che si scontrano con la realtà, al tradimento e allo spettro della morte. La narrazione si sostiene sempre sul dico-non-dico perché fino all’ultimo non abbiamo realmente la certezza di come le cose siano andate, di cosa sia realmente successo perché basta un sotteso a farci cambiare completamente idea e prospettiva. La vera forza di questo romanzo è il colorismo narrativo. Ci sono libri che amano essere osservati e non meramente letti: si mutano in tela e dipinto, stoffa e arazzo e, come tali, vogliono essere guardati da ogni angolatura. Lo straordinario è dato dal tono, dalle pennellate lievi e acquerellate che riescono a dipingere anche la più tragica delle situazioni. Lo stile è fortemente improntato al cromatismo: ogni pagina una piccola tavola ad olio, dai toni quasi pastorali, ma con intelligente equilibrio che non scade mai nello stucchevole

Questo “impressionismo” della narrazione è fortemente indicato per la stagione primaverile: si può quasi immaginare di rimirarlo come si farebbe con un Monet. Si porta con sciarpe fiorite. Ormai è ora di abbandonare la lana pesante e dare spazio a qualcosa di più etereo. Senza però dimenticarsi che folate fredde possono ancora colpire, così come ci mostra il romanzo di Polly Samson attraverso la preziosa galleria di quadri che compone la narrazione.

Jules

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...