Oggi si consiglia a… chi ha troppo da studiare

Copia di meals (1)

Non c’è universo, compreso il nostro, che non inizi con la parola. Ogni golem della storia del mondo, dalla deliziosa capra del rabbino Hanina al Frankestein fatto con l’argilla del fiume dal rabbino Judah Loew ben Bezalel, è stato chiamato in vita attraverso il linguaggio, il mormorio, il racconto, le chiacchiere cabalistiche.

Già De Crescenzo se ne lamentava: uno che per lavoro legge tutto il giorno per documentarsi o per studiare, la sera, momento statisticamente più frequente da dedicare alla lettura, non ha proprio voglia di prendere un libro in mano. Ne discutevo anch’io, nel mio piccolo, con un’amica una settimana fa. Sommerse da studio e lavoro, vagheggiavamo come un miraggio la possibilità di avere una serata in cui stappare una bottiglia di vino e perdersi in un bel libro. Ci tengo a sottolineare la parola “bello” perché, anche per chi è vorace lettore, capitano periodi in cui non si riesce a farsi coinvolgere dalle pagine. Si aprono due, tre volumi di fila che hanno i loro pregi, ma che non ti fanno venir voglia di metterti lì tranquilla e sprofondare nella storia. Per chi studia poi il problema è aggravato dal fatto che già legge tutto il giorno articoli e testi scolastici; la sera si vuole solo riposare gli occhi e staccare il cervello. Il consiglio di oggi è duplice: come per i profumi, ho scelto di fare la fragranza “She” e “Him” e selezionare due tomi adatti per chi studia troppo. Ovviamente e come appena detto, si abbinano entrambi con del vino. Io amo il Lambrusco, ma qui c’è libertà di scelta.

Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay di Michael Chabon narra di due originali creatori di fumetti nella New York degli anni ’30-’40. Attento alla realtà storica, è splendidamente documentato. Il petalo cremisi e il bianco di Michel Faber, è la storia di ascesa della giovane Sugar, prostituta nella Londra vittoriana.

Ho volutamente mantenuto la trama sul vago e con informazioni che si possono tranquillamente trovare su Wikipedia, per una precisa ragione: non ho mai usato la massa come discrimine, ma i volumi si aggirano intorno alle 900 pagine. Cadauno. Impossibile farne quindi un sunto preciso ed esaustivo. Sembrerebbero l’antitesi del consiglio per chi vuole solo rilassarsi e leggere senza difficoltà. Ma, così come ci sono volumi di poche decine di pagine dense come il mercurio, entrambi i romanzi avviluppano così tanto nella storia da scivolare via leggeri. Hanno l’enorme pregio di essere costruiti con attenzione alla realtà storica che viene descritta in maniera tutt’altro che pedante e didattica. Creano un intreccio di storie, livelli di lettura e sottobosco di personaggi che paiono quasi più romanzi in uno. Riportano la mente ai tempi in cui si sprofondava felici in un libro voluminoso: si correva meno il rischio di finirlo troppo presto. Fanno riassaporare il gusto dell’avventura che ci prendeva da ragazzini all’apertura di ogni nuovo testo.

La loro stessa mole li impone come libri “da casa”: vi assicuro, ho provato a portarli in giro, ma finivo per lasciare a casa tutto il restante contenuto della borsa.

Jules

P.S. Entrambi i romanzi sono di inizio millennio. Se c’è qualche lettore di gusto più conservatore e desideroso comunque di annegare in un oceano di pagine, propongo la variante Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas e Via col vento di Margaret Mitchell.

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