I luoghi dello shopping: “Il mondo che non vedo”, un mondo nuovo

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“Il mondo che non vedo”, Via Beato Bellegrino n.37, Padova.  Foto tratta dalla loro pagina Facebook

Ogni libreria mi si presenta sempre come un mondo nuovo e a sé stante. Quando entro posso osservare i suoi monti (le pile di libri), i fiumi (i corridoi tra gli scaffali), la fauna e la flora che lo popolano (libri e lettori) e intravedere il Creatore (il libraio/a). Messa giù in termini epici si tratta quasi di una lettura visiva di una Genesi di un mondo fatto di libri. Ma, mentre ne possiamo vedere gli effetti a creazione ultimata, resta sempre il mistero del “cosa c’è stato prima”, come il mondo è nato, dietro quale idea, quando…ecco perché ieri sono andata all’esplorazione un po’ più approfondita di un luogo in cui ero passata solo da visitatrice frettolosa, paga della buona selezione di titoli e della possibilità di bere un caffè scegliendo un libro: Il mondo che non vedo.

IMG_2844Il mondo che non vedo apre il 9 novembre del 2016 a Padova, in una via che, sebbene vicinissima al polo universitario e al centro cittadino, è in genere poco frequentata. Si presenta come una libreria con le pareti bianche e azzurre, bancali di recupero come mobili per i libri, sedie tavoli e poltrone vintage e un bancone bar. Si percepisce subito, e poi mi viene confermato, che tutti gli arredi sono scelti con cura e con un motivo ben preciso, così come fanno con la nutrita selezione di titoli, tutti di marchi editoriali indipendenti. Una libreria- caffetteria che non saremmo sorpresi di trovare in una piccola via di un quartiere parigino. Chiacchiero un po’ con Erica Guzzo e Michela Mancarella, le demiurghe del luogo.

Visto che si tratta di una storia padovana, tutto inizia davanti ad un aperitivo. Due ragazze al Chiosco, un mojito, e la discussione che in molti, soprattutto di questi tempi, affrontano: cosa fare del proprio futuro lavorativo? Una di loro viene già da un lavoro nel campo dei libri, l’altra ha più una formazione in campo amministrativo e decidono che la strada che possono percorrere è quella di aprire una libreria insieme. A differenza dei romanzi in cui il titolo è sempre l’ultima cosa ad essere pensata, loro partono subito dal nome. Scartato l’originario desiderio di dedicare il luogo a Lucia Extebarrìa, scrittrice spagnola da loro molto amata, si decidono per Il mondo che non vedo, in onore ad una raccolta di poesie di Fernando Pessoa. Da quel momento le idee corrono. Immaginano, essendo vicino al polo universitario, di rivolgersi principalmente alla fascia di studenti e docenti, ma ora raccontano che il pubblico è quanto mai eterogeneo. Proprio mentre parliamo vicino a noi c’è un ragazzo che studia, una mamma che cerca un libro per bambini e una signora che è venuta semplicemente per una tazza di caffè dopo la spesa.

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Il bancone è stato realizzato a Milano dal laboratorio “ControProgetto”

“Spesso entrano persone che non hanno bene idea di come funzioni Il mondo. Vedendo il bancone del bar pensano che sia una caffetteria con dei libri da prendere in prestito oppure da leggere mentre si beve qualcosa. Ci teniamo a specificare che questa è una libreria con dentro una caffetteria e non il contrario.” mi spiegano. La caffetteria nasce come “coccola” per il lettore che desidera sfogliare un libro appena acquistato, ma ovviamente si può entrare anche solo per un caffè e un dolcetto o per un pranzo veloce. Proprio adesso stanno incominciando ad ospitare le prime feste di laurea.

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Mi affascina moltissimo il loro simbolo: cosa significa? Si presta a libera interpretazione, quasi fosse una particella di Rorschach dispersa. Chi ci vede un occhio, chi un telescopio, un mondo, l’obiettivo di una macchina fotografica. Non c’è una risposta più giusta dell’altra.

Anche se aperte da relativamente poco tempo, hanno un calendario così fitto di eventi da sembrare da sempre parte del panorama letterario della città. Ogni settimana ospitano presentazioni di libri, inaugurazioni di mostre e musica. Stanno creando una piccola orbita sotto questi portici, una forza di gravità che attira già moltissima gente. È un mondo che merita di essere scoperto, di essere visto e di essere vissuto. Sicuramente alcuni padovani lettori ci sono già stati: per chi ancora mancasse Erica e Michela si trovano qui alla loro pagina Facebook e vi aspettano in via Beato Pellegrino 37, Padova.

Jules

 

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