Shopping: si fanno cene questo week end?

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«Sì, siamo i Vedovi Neri, signore. Lei cosa desidera?»

«E aiutate la gente, no?»

«No. Come le è stato detto questo è un incontro privato, e non abbiamo altro scopo che stare tra di noi».

«Mi hanno detto che voi indovinate le cose. Ho un problema».

«Giovanotto, normalmente comincerei chiedendole di giustificare la sua esistenza, ma lei non è nostro ospite e quindi la domanda non ha senso. Può esporci il suo problema, ma l’avverto che ognuno di noi ha il diritto di interromperla quando crede e che Henry, il nostro cameriere, può fare altrettanto. In cambio lei deve rispondere a tutte le domande in modo sincero e senza nascondere niente».

Cena da me/noi/voi, sabato sera? è una delle frasi più ricorrenti nei giorni immediatamente precedenti al week end. Nulla di meglio di un piatto di spaghetti, una pizza (per restare nel cliché della cena italiana) per rilassarsi dopo una lunga settimana.

Ottima idea! Cosa porto? è la domanda successiva. La scelta può cadere su una bottiglia di vino, il dolce o un antipasto. Per lo shopping di oggi, oso suggerire di infrangere l’etichetta e presentarsi con un volume narrante le avventure dei Vedovi Neri.

Il club dei Vedovi Neri è composto da gentiluomini della New York degli anni ’70. I signori si ritrovano mensilmente al ristorante Milano e, serviti dall’impareggiabile ed acuto maggiordomo Henry, conversano tra di loro e torchiano un invitato diverso ogni volta. In genere, ogni loro nuovo commensale ha un problema o un mistero da risolvere e lo sottopone alla loro attenzione. Utilizzando gli spesso insufficienti dati in loro possesso e soprattutto grazie all’acume pungente del loro maggiordomo, riescono a venire a capo di rompicapi apparentemente senza logica e nesso.

La fama di Asimov come scrittore di fantascienza non è nemmeno da ricordare. Forse meno nota è la sua produzione di racconti “gialli”: le avventure dei Vedovi Neri, pubblicati per l’Ellery’s Queen Mistery Magazine a partire dal 1971, sono ora raccolti in cinque volumi editi per Minimum Fax. I brillanti giochi di logica, la generale aria di bon ton che si respira, e l’arguzia del maggiordomo Henry, strizzano l’occhio ai racconti brevi di Agatha Christie e all’umorismo di Woodhouse. Per quanto di produzione americana, non hanno nulla da invidiare al garbo britannico e si rendono una splendida ispirazione per serate conviviali. Tant’è che dopo averli letti non ci si può esimere anche dallo scrivere e parlare in maniera più forbita.

Sono racconti che vanno indossati con guanti di pizzo, per le signore, e sono un ottimo regalo per il padrone di casa che organizzerà la cena questo week end. Saranno parole più solleticanti ed inebrianti di qualunque bottiglia di vino voi possiate mai portare.

Jules

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