Libri del lunedì: un’altra divinità cerca lavoro

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-Ha compilato il modulo del suo stato civile?

-No. Ho messo semplicemente i miei dati nel curriculum.

-Lo compileremo insieme. Data di nascita?

-Avanti Cristo.

-Domicilio?

-Ovunque

-Stato di famiglia?

-Un figlio maggiorenne

-A carico?

-Pesantemente a carico, dice Dio con tristezza.

C’è qualche pendolare tra i lettori? Probabilmente sì. Il volumetto oggi suggerito è perfetto per spostamenti in treno o in autobus. Tempo di lettura stimato: dai 20 ai 35 minuti, comprensivi di passaggi a livello chiusi e inevitabile ingorgo dato dagli scuolabus.

Un paio di settimane fa avevamo visto come Lucifero fosse alla disperata ricerca di un impiego in cui mettere a frutto le sue svariate e notevoli capacità. Curiosando tra bancarelle e scaffali polverosi, proprio ieri ho trovato un libello più giovane di circa un secolo dell’opera di Wat e che trattava dello stesso argomento, ma sul versante opposto: stiamo parlando de Il curriculum di Dio dell’umorista francese Jean- Louis Fournier.

Anche Dio, più per noia che per necessità, decide di trovarsi un impiego. L’eternità lo avvolge, è insoddisfatto da quel buono a nulla di suo figlio e non è convinto dell’amministrazione del suo Papa. Decide quindi di rimettersi in gioco e trovare lavoro in una multinazionale. Lì però deve scontrarsi con l’idra dalle molte teste rappresentata dal capo delle risorse umane e dai suoi quesiti psico- attitudinali.

Così come per Lucifero, il messaggio è quello di non farsi abbattere: se il mondo del lavoro è ostico anche per due divinità del loro calibro, forse vale la pena ridimensionare la delusione per un colloquio toppato. A differenza del lavoro di Wat, di ironia raffinata e sottigliezze sociali che lo rendevano una lettura piuttosto impegnativa, sulla controparte dell’Onnipotente possiamo alleggerire la mente. L’umorismo è molto più semplice, i giochi psico- attitudinali hanno un che di goliardico quasi alla Giobbe Covatta e la lettura non richiede davvero più di una manciata di fermate di treno. Il volume è sottile, sta tranquillamente in ogni genere di borsa e, se volete alleggerire il carico e il lunedì di qualcun altro, lasciatelo pure sul sedile del treno per il prossimo pendolare. Indossatelo con una cravatta: se anche Dio si mette il completo per un colloquio, anche noi dobbiamo fare uno sforzo.

Jules

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