San Valentino si avvicina… per i contro

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E poi se ne vanno insieme, lontani dalla routine prevista per il loro pomeriggio verso le ombre più scure della sera, verso un altrove sfumato e liminale, dove si sceglie un sentiero e se ne trascura un altro.

Con San Valentino sempre più incombente, dopo aver suggerito un volume ai “pro” festa e che potete trovare qui, ecco che possiamo consigliare un romanzo anche alla fazione dei “contro”. Sarebbe semplicissimo, anche in questo caso, consigliare un divertente e cinico volume dissacrante, ma visto che stiamo giocando agli opposti per smussare un po’ le rispettive posizioni, mi trovo praticamente costretta a mettere sul tavolo Tre volte noi di Laura Barnett.

Partendo dal presupposto che una storia eccesivamente stucchevole non avrebbe appeal per il pubblico dei contrati, il pluri-romanzo della Barnett viene incontro alla necessità di commuovere, ma senza far sbuffare dall’incredulità. Eva e Jim sono un lui e una lei come tanti che un giorno, per un banale incidente di bicicletta, si incontrano fuori dall’università. Si piacciono, si innamorano e intraprendono la loro vita insieme, tra matrimonio, carriere che vanno e vengono, maternità e crisi di coppia. Ma se Jim quel lontano giorno avesse scelto di non aiutare Eva con la bicicletta? E se addirittura non fosse passato per quella strada, come sarebbero andate le loro vite? L’autrice esplora tutti e tre i possibili scenari: tutti hanno i loro aspetti positivi e quelli negativi, ma sotteso ad ogni sentiero, c’è il fatto innegabile che le storie di Eva e Jim sono comunque fatte per incrociarsi.

Nessun clichè di amore stereotipato, nessuna tinta pastello, anzi una discreta concretezza nell’analizzare i rapporti. Soprattutto porta ad una facilissima identificazione: anche la più scafata di noi, in una determinata situazione, si è domandata: come sarebbe andata se…? Un triplice romanzo per dare una parziale risposta e per valutare le conseguenze dell’amore. Solo per oggi, indossatelo con un anello: non deve essere l’Anello, ma chissà che non infonda un po’ di romanticismo. In generale e con tutte le debite cautele.

Jules

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