Libri del lunedì: sushi e romanzi disegnati

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Per via della rotazione terrestre e del calendario gregoriano, non sempre i Natali cadono di lunedì (fornendoci un ponte) e non sempre i compleanni cadono di sabato (fornendoci la possibilità di festeggiare). Un compleanno di lunedì è dolceamaro: senti che puoi prendertela comoda, ma qualcosa comunque si deve combinare. Sì, tutto questo giro di parole è per dire- non dire che oggi scatta il mio contachilometri e si entra addirittura in una nuova decina. Pertanto, l’abbinamento di oggi è molto personale.

Premettiamo che i fumetti, di lunedì, possono essere una scelta molto azzardata. Tendono a far dimenticare il mondo reale e alzare la testa e accorgersi per l’orizzonte non è disegnato a matita, può appesantire la prima giornata della settimana. Ho sempre però classificato i personaggi e le storie delle Bonelli come mini romanzi che, solo per caso, sono disegnati invece che costruiti solo di parole. Una moderna forma del feuilleton, a voler essere pomposi. Sono quindi un buon compromesso.

Julia Kendall è un’icona di stile nel mondo del fumetto. Vuoi per la sua somiglianza con Audrey Hepburn, vuoi per l’acuta ed elegante intelligenza, riesce sempre a fornire grinta ed ispirazione per ogni lunedì. Le storie incentrate sulla psicologia criminale forniscono un ottimo svago per la pausa pranzo, ma consentono di mantenere la mente concentrata e focalizzata. L’abbinamento del sushi è questione di comodità: con una mano si mangia e con l’altra si tiene il volume senza sgualcirlo. In condizioni normali suggerirei di indossare Julia con dei pantaloni neri a sigaretta, ma oggi, come dicevo, mi sto coccolando.

Ah, il volume in foto è un originale numero 1 dell’ottobre 1998. Acquistato da una persona di grande lungimiranza, all’epoca, e di grande cuore, oggi, per regalarmelo.

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RIASSUNTO IN 35 PAROLE
Julia Kendall, criminologa, aiuta la procura di Garden City nei casi più complessi. Entrando nella psicologia dei criminali riesce a tracciarne profili e motivazioni, aggiungendo il proprio tocco umano alle situazioni più sordide della natura umana.

Relax: calzini caldi e noccioline

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Non ho mai avuto una routine della domenica. Nell’immaginifico mondo della fiction, sia essa letteraria, cinematografica o biblica, la domenica è il giorno del riposo, il momento in cui si sospendono le abitudini degli altri sei giorni e potenzialmente non si fa nulla, con l’eccezione del mangiare di più e, se siete appassionati, guardare la partita. Così ci si creano dei piccoli rituali, cose che possiamo fare solo nel giorno di riposo: leggere il giornale, prepararsi un secondo caffè, mettere su musica mentre si fa colazione.

Lievemente calvinista da sempre, sia per indole che per educazione, non ho mai oziato la domenica. Da studente era il giorno migliore per fare i compiti; da sportiva, si partecipava a tornei; da lavoratrice è diventato un giorno di lavoro come gli altri perché i musei non dormono mai, soprattutto la domenica. C’è stato però un periodo, breve, durante la mia vita universitaria in cui ho avuto una tradizione domenicale: noccioline e brioche due domeniche al mese. Per “noccioline” intendo i volumetti della Baldini Castoldi che riproponevano le strisce di Charlie Brown, Snoopy e Lucy e di tutta la piccola banda creata dal disegnatore Charles Schulz. Filosofia, psicologia, umorismo e nevrosi tutti concentrati in una manciata di personcine e un cane. Servono a ricordare che oggi è domenica, Charlie Brown e che la vita è sogno, Charlie Brown nonostante tutto. Nella mia testa hanno il sapore delle brioche e vanno accostati a dei bei calzini caldi, preferibilmente a pois a voler proprio essere pignoli.

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Segnalo che la casa editrice ha da poco cambiato la veste grafica di copertina, ma lo spirito è rimasto lo stesso.

Buona domenica. Sgranocchiate noccioline a volontà.

Jules

Shopping: per i 18 anni

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Essere una donna è peggio che essere un contadino… è un continuo potare e spruzzare antiparassitari: ci sono le gambe da depilare, le ascelle da rasare, le sopracciglia da strappare, i piedi da strofinare con la pomice, la pelle da esfoliare e idratare, i punti neri da schiacciare, le radici dei capelli da colorare, le ciglia da tingere, le unghie da curare, la cellulite da massaggiare, gli addominali da esercitare. L’intero processo è così armonico che basta trascurarlo per qualche giorno perché tutto vada in vacca.

Mia nonna sosteneva che un filo di perle fosse il regalo più indicato per una diciottenne: con quello addosso saresti stata sempre in ordine e pronta ad affrontare la vita adulta aperta davanti a te.

Sicuramente un libro non è la prima cosa che viene in mente nemmeno se la ragazza in questione è una gran lettrice. I libri si possono regalare in ogni occasione e i 18 sono considerati una data importante. Si apre un mondo di nuove possibilità, si diventa legalmente adulti, si può votare, guidare e bere alcolici (non nella stessa sera) e…bla bla bla tutti i luoghi comuni che vi stanno venendo in mente. Allo scoccare della fatidica data però io, così come molte ragazze, avevo un paio di obiettivi per gli anni successivi: certo, fare tutte quelle cose da persona adulta e responsabile che mi accingevo a diventare, ma soprattutto capire qualcosa di più sui ragazzi e avere un guardaroba con carattere.

Non posso quindi non suggerire una cura intensiva di Bridget Jones, per la prima questione, e un capo di abbigliamento deciso, per la seconda. Lo so, immagino che Bridget Jones sia quasi superata. Ormai le ragazze sono molto più scafate di quanto non fossimo noi (almeno per quello che mi riguarda) e le tecniche degli appuntamenti di Bridget sono quasi vintage, ma ancora oggi non mi viene in mente una compagna migliore per entrare nei 18. Per ridere, per capire quanto sono cambiate le dinamiche uomo- donna negli ultimi vent’anni e per rendere onore al romanzo capostipite del genere chick. Negli anni a venire, un buon libro di chick lit potrebbe essere un’ancora nella tempesta quindi meglio conoscere le basi.

Per iniziare a sviluppare un guardaroba personale, meglio andare su qualcosa di fatto su misura o di design. Tutti buoni semi gettati per il futuro. Nello specifico, ho abbinato una maglietta di Cissi och Selma, una casa svedese che fa prodotti con fantasie divertenti e sicuramente diverse dal solito. Perché, sempre per parafrasare mia nonna, “con un buon libro e una bella maglia sei subito a posto”.

Ah, se come regalo aggiuntivo non volete mettere anche un biglietto di andata e ritorno per Stoccolma, qui trovate il link per lo shop on- line di Cissi och Selma.

Jules

 

Oggi si consiglia a… gli insonni

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Nella stanza numero quattro, seduti intorno ad un tavolo, il padre Zeus, il padre Ade e il padre Poseidone, fratelli fra di loro, lanciano i dadi e si dividono il mondo. I dadi dicono: che al padre Zeus tocchi il Cielo, che al padre Poseidone tocchi il Mare, che al padre Ade tocchi il Sottoterra, che la superficie del mondo appartenga a tutti e tre.

Cronica o passeggera, ad un certo punto della nostra vita ne abbiamo sofferto tutti: l’insonnia. Il cuscino non ha una forma confortevole, vengono crampi in qualunque posizione e la mente macina: macina problemi al lavoro o in famiglia, elabora risposte argute a delle provocazioni ricevute due settimane prima e si arrabbia. Si arrabbia perché ripensa a quanto facilmente ci si addormentava da bambini, magari cullati dal suono di una voce che narrava una favola, l’ennesima, che spesso non sentivamo nemmeno finire.

Quando ero bambina, oltre alle favole tradizionali, amavo farmi leggere i “classici”, in versione per bambini chiaramente. All’epoca (magari anche adesso) la Dami Editore proponeva degli splendidi adattamenti dell’Iliade, l’Odissea, i Cavalieri della Tavola Rotonda e tanti altri, corredati da illustrazioni veramente molto belle. Ancora oggi consiglio agli amici con figli di leggere un brano dell’Eneide per far addormentare i rampolli: vi assicuro che non c’è nulla di meglio.

Quando è uscita Bibbia Pagana edita da Clichy Edizioni non ho potuto non averla sul comodino. Leggere la prosa di Giorgio Dell’Arti, una prosa al limite della metrica tanto sono cadenzate le frasi, calma e acquieta la mente. Io ho ritrovato la versione adulta delle favole della mia infanzia, ma anche chi non ha particolare infarinatura può addentrarsi in un mondo di storie della buonanotte rivestite di tale raffinatezza da ricordare la metrica di Esiodo.

Ad un volume così prezioso, va associato qualcosa di bianco, sia abito, maglia o foulard, sia per il cromatismo con la copertina, sia per calmare la mente e predisporla al riposo. Perché va finalmente sfatato il mito che qualunque libro faccia addormentare a letto: provate con due pagine di Shining e poi ne riparleremo.

Jules

Libri del lunedì: storie vere che sembrano favole

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– Se in questo sporco paese le case dei pochi galantuomini potessero galleggiare come l’arca di Noè, io vi pregherei di far venire una tal piena da spaccare l’argine e da sommergere tutto il paese. Ma siccome i pochi galantuomini vivono in case di mattoni uguali a quelle di tanti farabutti, e non sarebbe giusto che i buoni dovessero soffrire per le colpe dei mascalzoni tipo il sindaco Peppone, vi prego di salvare il paese dalle acque e dargli ogni prosperità.-  […] Don Camillo prese la via del ritorno e, quando fu arrivato sul sagrato e si volse perché il Cristo desse l’ultima benedizione al fiume lontano, si trovò davanti: il cagnetto, Peppone, gli uomini di Peppone e tutti gli abitanti del paese. Il farmacista compreso che era ateo ma che, perbacco, un prete come don Camillo che riuscisse a rendere simpatico il Padreterno, non lo aveva mai trovato!

Questo è il lunedì per eccellenza. Dopo due settimane o più di orari rilassati, ponti, confusione sul giorno della settimana, ecco che il 9 gennaio ci accoglie, freddo e pronto alla lotta. Ci portiamo dietro un po’ di relax, qualche chilo in più e ancora degli avanzi nel congelatore perchè il cibo natalizio è difficile a morire. Nel mio caso specifico ho ricevuto la visita dei miei genitori direttamente da terra sabauda: la bagna cauda non ha avuto scampo, gli agnolotti invece sono stati porzionati e congelati, sapendo che ben presto avrei avuto bisogno del loro potere confortante.

Per cercare di addolcire questo lunedì ho scongelato una porzione, l’ho condita con burro e salvia e ho cercato ulteriore rifugio nelle pagine del mondo piccolo di Guareschi. Generalmente, associo il suoi libri all’autunno e consiglio di leggerli all’aperto, avvolti in un mantello: ma sono da sempre così innamorata di questo autore da fare uno strappo. Nelle avventure del prete e del sindaco più famosi della letteratura italiana troviamo un mondo ancora pulito: una convizione quasi assoluta del bene e del male, idee precise interpretate però con grazia e ingenuità fanciullesca. Ogni parola scorre lenta, come il grande fiume, e raggiunge la grandezza senza necessità di complessi sintagmi e parole al di fuori del vocabolario più basilare. Ci si sente bene leggendolo e mandando giù un piatto corroborante. Perchè se questo è il primo grande lunedì dell’anno e ci sentiamo come bambini che devono tornare a scuola, allora tanto vale cullarsi con queste storie vere che sembrano favole.

Bentornati a tutti e buon inizio anno!

Jules